Informazioni personali

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Bologna, Italy
Ho 30-equalcosa anni, vivo a Bologna, mia città di adozione, assieme al mio compagno col quale ho messo su famiglia dall'agosto 2007 nonostante la legge non la pensi allo stesso modo. Per me questo blog rappresenta un palco virtuale da cui dar sfogo a pensieri, paure, desideri semi-inconfessabili e seghe mentali! Da qui mi aspetto la possibilità di confrontarmi con altre persone e prospettive...restate sintonizzati!
Visualizzazione post con etichetta cazzeggio. Mostra tutti i post
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lunedì 16 gennaio 2012

La journée du voyeur

Pure quest'anno, post dedicato a tutti quelli che passano di qua e che sbirciano, sbuffano, si smucinano nelle mutande e passano oltre.
Spero di riuscire a convincerne almeno due o tre a farsi vivi con un salutino rapido rapido a me e tutti gli altri amiconi più turbolenti che commentano di solito...
Questa è la vostra occasione, cari amici frettolosi, disinteressati, schifati, spioni o timidi che voi siate.
Tutti i lurkers che di solito leggono il blog senza lasciare un cazzo di commento, manco in senso letterale facendosi un autoscatto della minchia nel trombiblog più in basso, possono ora farsi vivi mettendo un dito qui!
Ouch!!! Ma prima umettatelo bene con la saliva però!!! Cazzo, che male...

venerdì 16 dicembre 2011

Perle ai porci n° 4

"Ma secondo te quando tizzy dice "l'amore è una cosa semplice e adesso te lo dimostrerò" vuol dire che ce l'ha piccolo ma scopa bene lo stesso?".
Chattare con Pepito del nuovo album di Tiziano Ferro comporta sempre il pericolo che ti si spalanchi una botola ermeneutica sotto il culo.




Nella foto: Tiziano Ferro si fa gli orsi. Ma solo quelli proporzionati al suo micropene.

martedì 22 novembre 2011

Perle ai porci n° 3

...e alla Ristora hanno capito tutto della vita...
Santo Bukkake!!!
A proposito, ci frequantiamo da un po' e ancora non conosco i vostri gusti in merito.
Ma a voi piace la...bevanda bianca?
Rispondete anonimamente se vi vergognate.
Ma non rispondete a bocca piena...

giovedì 4 agosto 2011

¡Hasta pronto!


Ancora poche ore e poi arriva il momento più atteso: le ferie d'agosto.
Vi auguro tanto benessere, qualunque cosa voi possiate/riusciate a fare.
Godetevi l'estate, ché poi ce la raccontiamo...
V'aspetto qui quando torno da Barcellona e voi dai vostri pizzi!!!
Besos!

martedì 19 luglio 2011

La Posta del Cuore (quando batte il culo, però!)

Sono così indietro sulle cose io, che ancora credevo che il peggio delle rubriche coi rispettivi lettori fossero la posta di Cioè, TeenGirl e altre mille dimostrazioni cartacee di quanto il disboscamento delle foreste possa essere coniugato assieme all'idiozia di certi quesiti.
E invece no.
A dimostrazione che gay ed etero pari sono pure in questo, ma quando ci mettiamo riusciamo a batterlo qualche recorduccio, ecco, per chi se lo fosse perso, un estratto di una discussione tenutasi sul Forum di Gay.it e pubblicato per di più sull'ultimo numero di Clubbing. Ci sono così tante perle che vi ci potete fare una parure...
Enjoy!

***
Ciao mi chiamo Matteo e da poco ho conosciuto un nigeriano. Lui normalmente non fa marchette perché è etero ed è anche sposato con figli con una connazionale, però siccome ha bisogno di soldi abbiamo pattuito una cifra perché sia disponibile ad un avventura sessuale nei miei confronti. Ecco il punto quando finalmente si è spogliato e ho desiderato prenderglielo in bocca sono rimasto bloccato prima dall’odore, molto forte rispetto ad altri membri dei miei connazionali, e poi dalla grandezza. A un certo punto era così dentro la mia gola che mi sono venuti dei conati di vomito e ho dovuto interrompere il rapporto. I soldi però glieli avevo dati in anticipo. Secondo voi ho diritto a una seconda chance o devo pagare di nuovo? E c’è qualche trucco, qualche tipo di respirazione particolare per fare un pompino a membri di quelle dimensioni? Per quanto riguarda l’odore e il sapore ho risolto con un preservativo al cioccolato (anche se intorno ai testicoli non si può mettere niente). Ma per le dimensioni? Temo che prendendolo in culo mi perfora l’intestino. Sono disperato.
by Matteo Parma

Matteo, come hai visto i cazzi negri sono altra cosa rispetto a quelli italiani. Se vuoi goderne, devi imparare a respirare col naso. Ti sconsoglio anche di usare il preservativo se vuoi gustarne l’odore e il sapore (ovvio devi essere certo che siano sieronegativi) : devi umettarli ben bene con la tua saliva e vedrai che saranno più potabili. Quindi per il pompino il segreto è la respirazione nasale. Se è troppo grosso comincia a lavorare con metodo il glande e poi ti metti in gola tutta l’asta. Basta un po’ di pratica. Se poi lo vuoi prendere anche in culo la vaselina o altre creme simili sono fondamentali. Anche lì non fartelo mettere tutto in una volta, ma a poco a poco. Quando il buco si sarà allargato a sufficienza te lo farai introdurre tutto. Prima però ti consiglio un clistere. Buon divertimento!
EMANUELLE

Matteo...vero o falso che sia non so cosa consigliarti perchè il problema non me lo sono mai posto, ma questo fatto dell’odore forte dei neri mi ha sempre convinto poco... Comunque non è questo che mi lascia perplesso. Non vorrei sembrare moralista, non ho nulla contro chi si prostituisce e contro i clienti, ma francamente non ti sembra ingiusto che un uomo, un padre di famiglia per giunta etero, si riduca a doversi prostituire per bisogno di soldi? Ti sembra un mondo giusto quello che costringe le persone a vendere il proprio corpo per vivere? Non è, presumo, un escort professionista o uno dei tanti muscolosi ragazzi che vogliono gli abiti firmati e quindi sceglie di prostituirsi. Ecco, non mi sembra giusto assecondare questo tipo di sfruttamento, che non trovo diverso dal turismo sessuale. Questa è la mia opinione ma ognuno è libero di pensare cio’ che vuole.
PRIMA DONNA

Il fatto è che il cattolicesimo e il comunismo lasciano danni irreparabili nella psiche dell’individuo. Anche in chi fa professione di laicità: nella checca italiana il moralismo cattocomunista emerge sempre. C’è sempre qualcosa o qualcuno da giudicare. Per me non si tratta di vendita del corpo (a quella è sottoposta solo uno schiavo) ma di offrire un servizio in cambio di denaro. Credo che in futuro sarà una delle principali attività del terziario avanzato...con questa crisi e il denaro che non gira, a fare ancora le suorine...
Va detto anche che in genere chi condanna la prostituzione è quella che non può permettersi di fare la puttana...
Betty Book

Il tuo quesito richiede due approcci: uno giuridico ed uno metodologico. Per quanto riguarda quello giuridico, il contratto che hai concluso (detto anche di meretricio) è nullo per illiceità della causa (contraria al buon costume). Non puoi, pertanto, pretendere alcunché nei confronti della controparte. Puoi, al massimo, richiedere un buono pompa o uno sconto sul secondo assaggio. Dal punto di vista metodologico, puoi applicare sotto il naso la crema per le autopsie. Per lo sfintere, un buon esercizio posto in essere tramite un dildo dovrebbe risolvere la paura.
OSPITE
***

Avete qualche altro consiglio deficiente da proporre? Non siate timidi, peggio non potete fare...

martedì 28 giugno 2011

Assenze e partenze

Non mi riesce di essere presente in questi giorni, ve ne sarete accorti...o forse no.
In questo caso siete stronzi però...
Sono reduce da un fine settimana coi miei, provante come una serata passata al ristorante con Patrizia Pellegrino che balla e canta sul tavolo "Matta-ta".
Questa settimana devo chiudere molte pratiche di lavoro perché giovedì parto e torno domenica, quindi mi si vedrà in giro ancora meno...
Eh sì, perché per me i Pride sono come i cazzi per un fan della doppia penetrazione: vanno fatti sempre due per volta e quindi volo a Madrid per l'Orgullo, la più bella manifestazione gaia al mondo, secondo me.
Non vedo l'ora di diventare goccia di sudore nel fiume di sudore che scivola giù per Gran Vía, festante e coinvolgente, di fare colazione da Mama Inés leggendo El País, di passeggiare per Chueca facendomi largo a spintoni e sorrisi e di ubriacarmi di Calimocho come una teenager americana ossigenata in viaggio-stupro per il vecchio continente.
Ci risentiamo presto bimbi belli, intanto fate i bravi con moderazione, ché l'estate è bella perchè dopo ce la raccontiamo!
Un bacione e a presto!

lunedì 13 giugno 2011

Eurorgoglioso!

Qualche fotarella così, tanto per ricordare...

I CARRI
Sapevo che c'erano pochi soldi ma non immaginavo che stavano con le pezze al culo...




Perché, di solito che fanno?




Sobrietà al potere!




Orsetti del cuore crescono...

Lo schermo led??? Ma se gli altri non avevano manco le ruote! Così li fate sfigura'!







I BONI
Questi li ho fotografati per voi, mica pe' mme!





Troppo giovane? CBCR!!!




Dovete guarda' quello a destra, scemoni!



C'ho le stesse mutande, porcozio, ma perché a me fanno un altro effetto?!?





Ah, l'egizi! Che civiltà avanzata...




Ah, i macellai! Che civiltà avanzata...




Ah i vestiti di stracci...il resto lo sapete...






TRAVESTE&TRANS







Un giretto in giostra?
No grazie, che poi vomito...






..........






............!!!














I MITICI







Le mie so' quelle pulite!






Come fai a farci stare tutti in una foto?


Eh, so' pericolosi di 'sti tempi: potrebbero averci il batterio killer. Meglio non mangiarli...




Ah bello! Mettete 'n fila!

martedì 11 gennaio 2011

Conciato per le feste

Lo so, lo so. La Pasqua è alle porte e state già facendo le prove costume per vedere come state in topless ma io non ho ancora scritto niente delle mie passate vacanze invernali e per una volta perdonatemi se non sono sul pezzo ma datato come uno Swatch Scuba.
Io DEVO scrivere delle mie cazzate presenti. Così da potermi garantire una vecchiaia in cui, rileggendomi, mi sentirò davvero molto più saggio...



Natale. Sarò più classico di Teddy Reno che ti canta "Malafemmena", ma io (non) festeggio coi miei la nascita del loro Signore Gesù. Ma si potrà abbreviare in Sig. Gesù secondo voi? Suona bene dai. Gent.mo Sig. Gesù... Cristo che nome però! Per forza dopo qualcuno ti ci scrive sopra un musical... Se invece ti chiami Platinette che ti aspetti dalla vita? Al massimo una suoneria per il cellulare cantata da un gattino sotto la pioggia ti ci viene.
Ok dai sto divagando nella blasfemia, la smetto. Ma non mettetemi in croce per questo...

Capodanno. Dopo una settimana di strilli di nipotini, zie che vogliono sapere quando mi decido a mettere la testa a posto e sani isterismi familiari, avevo proprio bisogno di rilassarmi un po'. Ora, se qualcuno conosce un modo migliore per farlo del dedicarsi a una due giorni di orge crucche, che me lo dica. No, davvero ditemelo se esiste!
A Innsbruck siamo stati accolti dai nostri amici austriaci con la gentilezza di sempre. In mezzo a tutta quella neve e al gelo ho trovato un caldo e accogliente rifugio in cui passare ore liete e divertenti.
Ah, anche la loro casa è molto bella comunque...

Io ero qui! Bello no?













Abbiamo preparato una ricchissima quiche...













Aperto qualche bottiglia secondo la tradizione...













Ballato tanto completamente ciucchi...







Spazzolato via tutto quello che c'era nei piatti...










...e sotto il tavolo...





Alla fine però ci è venuta nostalgia del Belpaese...


E siamo tornati casa.
Grazie di tutto, A&J! Dei botti e delle botte.

Befana. Lo scrivo al singolare ma ce n'erano davvero tante alla cena di ritrovo con i vecchi e i nuovi amici. Tradizionalisti anche in questa occasione, abbiamo mangiato tanto, scambiato le calze piene di dolciumi e giocato al Totomorte.
Ogni anno ci ritroviamo per scommettere sui personaggi famosi che purtroppo lasceranno la bella compagnia.
Nel 2010 siamo stati abbastanza bravini avendo azzeccato ben il 60% dei pronostici!
Per il 2011 ci siamo voluti superare e, complice il troppo vino bevuto, i nomi sono sgorgati fuori in abbondanza. Volete sapere a chi tocca a 'sto giro? Date un'occhiata qui sotto.
Certo che a volte siamo proprio delle persone malate...
Ma se volevate invitarci a cena, tranquilli, non siamo sempre così!



sabato 8 gennaio 2011

La stipsi e il Delurking Day

Ricominciare a scrivere dopo tanto far niente e pensare solo a me è come riprendere a cacare dopo 4 giorni di stitichezza lancinante: doloroso quasi da sembrare una agopuntura anale ma necessario, quasi vitale.
Me ne sono successe di cose, non so ancora di quante voglio tenere una memoria scritta e quante invece buttarmele alle spalle.
Intanto che ci penso ancora un po', ho deciso di fare una cosa inedita per questo blog, cominciare col primo post del nuovo anno dedicato ai miei lurkers.
Il lurker, per chi non lo sapesse, è come una zoccola che se ne sta sul marciapiede a battere ma, se si avvicina la pula, dice che sta solo aspettando l'autobus.
Il lurker è il frequentatore di un certo sito che non lascia mai (o quasi) traccia di sé. E questo per i più disparati motivi. Viene rilevato tra i visitatori ma non vuole essere altro che una entità statistica, un numero da contatore e nulla più.
Ogni commentatore abituale di questo blog può essere lurker in un altro e io stesso lo sono in altri blog.
Faccio quindi un appello alla celebrazione del primo Delurking Day di questo blog invitando tutti quelli che si trovassero a passare di qua (in maniera occasionale, sporadica o affezionata) e che solitamente non scrivono nulla a lasciare anche solo un "chitemmuort!" nei commenti di questo post.
Devo rimettermi in moto, ricominciare a evacuare mille pensieri e aneddoti, vi prego cari lurkers, vincete la vostra abituale ritrosia e siate il mio Guttalax!

lunedì 13 dicembre 2010

Reportage del lunedì # 83

Buon lunedì e che Santa Lucia vi conservi la vista, masturbatori compulsivi che non siete altro.
Spero abbiate passato un weekend soddisfacente almeno la metà del mio, perchè sennò sembra sempre che sto a lamentarmi e invece ci vuole così poco per farmi contento: un assalto barbarico, un paio di free drink card, dello shopping immorale e un nuovo governo. In attesa di quest'ultimo, vi racconto gli altri e anche di più.

Venerdì sera, con più di un'ora di anticipo, arrivo col moroso al Paladozza dove si terrà la serata di informazione e show ribattezzata con notevole cattivo gusto "Il dittatore del bunga bunga". Nonostante la cena ingurgitata controvoglia alle 18 e le corse a piedi e in bus per arrivare fuori il palazzetto il più presto possibile, il carattere gratuito dello spettacolo e la presenza di ospiti amati come Travaglio, Di Pietro e Vauro, hanno richiamato l'universo mondo e troviamo migliaia di persone assembrate di fuori.
Smadonno un paio di volte e, ripresomi dallo choc, metto in azione il radar da imbucato di cui mi servo quando tengo davvero a entrare in un posto. Individuo subito l'entrata peggio controllata e, scavalcando un muretto seguito da una decina di persone, mi metto lì fuori a fare lo gnorri. Intanto quelli dell'organizzazione escono più e più volte a urlare di tornarcene a casa per seguire la serata in internet o in radio visto che il Paladozza è già pienissimo (hanno già fatto entrare, 'sti stronzi!). All'ennesimo tizio che esce a ripetere la filastrocca del tutto esaurito, provo l'azzardo: quando se ne rientra dentro, blocco la porta antipanico che si è tirato dietro tenendola aperta di un solo millimetro. Aspetto che si allontani e si rilassi credendola chiusa, poi mi rivolgo ai pochi fortunatissimi che mi stanno alle spalle e in due minuti organizzo la mia banda. Conto fino a 3, poi spalanco le porte e carichiamo tutti assieme! Sono il primo ad entrare e il primo ad essere inseguito dal servizio d'ordine ma, sorprendentemente, i miei riflessi sono ancora quelli del bimbo che 25 anni fa giocava a palla avvelenata (per la cronaca, nessuno è mai riuscito a pallonarmi, MAI!) e scattando felino mi dileguo dentro il palazzetto rendendomi inacciuffabile. Ultrà del Bologna aspettatemi che vengo a farvi da capobanda!
Posti esauriti 'sta minchia! Recuperato Marco, anche lui indenne, riusciamo ad accomodarci in quarta fila e a goderci uno spettacolo bellissimo, ricco di interventi eterogenei e interessantissimi, con denunce sociali, bella musica, esempi di quel raro giornalismo vero che ancora residua in Italia e altro ancora.
Brava Italia dei Valori...prossimo voto, restato orfano dei Radicali, lo do a loro.

Sabato giornata di appagamento personale a tutto tondo perchè anche il lato vanesio va coccolato ogni tanto. Spese non pazze ma almeno psicopatiche: ho preso un paio di scarpe, un maglione, un pantalone di tuta e un borsello e, almeno per stavolta, pare starmi tutto bene e non come se mi avesse vestito la mia punkabestia di fiducia.
Serata in disco. Mi sa che si è riaperto il vaso di Pandora... Spero di saltare sabato prossimo sennò diventa routine. Il gogo boy è sempre un caro ragazzo e ormai ogni volta mi molla 'sti omaggi per bevute. Li tira fuori dallo striminzito short che indossa e me li allunga, così odorosi e caldi caldi che non so mai se correre al cesso a farmi una sega o farci un brindisi alla sua salute...
All'uscita ho trovato 50 euro in terra. Mi piaceva dirlo per fare un pò di invidia.
Finito.

Domenica anche se fuori c'era un tempo magnifico che invitava a fare tutt'altro, decido di sprecare la giornata in sauna. Ora, per chi di voi non frequenta certi postriboli, riuscirà molto poco a capire il mio senso di sgomento ogni volta che qualcuno mi presenta un suo amico col quale mi son congiunto, almeno oralmente e una ventina di volte, col favore delle tenebre del bago turco e questi risponde "No, non ci conosciamo..." con un sorriso largo così. Ecco, la sauna è la perfetta fucina dove episodi del genere trovano origine. E' qui che, per quanto mi riguarda, avvengono quegli indefinibili incontri ravvicinati del quarto tipo dopo che ti sei scopato i precedenti tre, di solito appena una settimana prima che ti vengano presentati come l'amico di o il fidanzato di o il parroco di.
Ora, c'è un tizio m'ha mangiato il cazzo più volte di quante non abbia detto "mamma" e mai che ci siamo fermati a scambiare due chiacchiere dopo. Ma il giorno in cui me lo presenteranno (che tanto arriva, e 'ndo scappi?) se farà finta di non conoscermi, parlerò, ah se parlerò!!!

lunedì 6 dicembre 2010

Reportage del lunedì # 82

Siccome che sono una personcina educata comincio con un "Buon lunedì a tutti/e!" anche se qui c'è una notte sempiterna in cui si alterna pioggia a brinate a nebbioni che pare tanto de sta' in Transilvania, maledetto tempaccio brutto!

Venerdì ho acquistato il mio primo smartphone, una cosa da nulla, niente di paragonabile a quelli famosissimi che comprano i bonazzi solo per farsi le foto zozze e mandarle in rete ma devo dire che tanto smart a me sto coso non sembra...
Prima di tutto è così pieno di applicazioni e cazzi vari che il fare una telefonata è diventato l'optional e, quando ci provo, lo schermo sembra guardarmi con schifata sufficienza e pare dirmi "Solo 'na telefonata? Ma sei sicuro?!? Guarda che se me butti dentro una terrina con un paio d'uova e un goccio di marsala ti faccio un Vov che neanche Suor Germana quando se vole 'mbriacà!".
E seconda di tutto io, al contrario dei bonazzi sopra (ec)citati, le mie foto osè le vorrei tenere per me solo e invece non mi dà la possibilità di nasconderle o proteggerle con una password, così che le mie nudità son sempre la prima cosa che ti butta fuori anche se vuoi solo guardare l'ora... Mah, studierò meglio le istruzioni.
Serata simpaticissima al bowling a fare i teenagers americani etero degli anni '80.
Peccato che dopo il gioco sembra un bollettino di guerra con feriti e doloranti che solo per pietà non umilierò menzionandone il nome...

Sabato altra giornata con la tecnologia contro...e che palle! Il digitale non viene captato bene dall'antenna in cucina e vedo tutto a quadretti. Non avete idea di quanto la Hunziker spixellata assomigli a Nicoletta Paciaroni e di quanto la Barbara D'Urso sembri invece...no, lei resta sempre Barbara D'Urso...
Finalmente, dopo più d'un mese e mezzo, siamo riusciti a tornare in disco e dimostrare, prima a noi stessi, che le anche ancora ci reggono, se dopati con un paio di Gin-Lemon.
Giretto in dark per fini scientifici: avevamo avvistato un nanerottolo in pista con sguardo da squaglio e fare deciso che a un certo punto si butta nei sotterranei buii. Lo seguiamo con la curiosità di verificare la regola della L su un esemplare così tascabile di nanosessuale e...che dire? C'è un motivo per cui la saggezza popolare dura nei secoli dei secoli e, pure in fatto di grossi calibri, ne sapevano più le nostre bisnonne di noi.

Domenica mi sono svegliato e sono andato a dormire a notte fonda senza mai essermi tolto il pigiama e aver messo la testa fuori dell'uscio. Che bello poltrire e sfaccendare come solo a Voghera le casalinghe sanno fare mentre fuori il freddo gela pure il guano dei piccioni.













(Nella foto principale: un uomo alto 1 metro e 51;
nella seconda foto: Nicoletta Paciaroni e/o Noemi Letizia. E se non guardate tutti i video, siete solo "degli idioti che vedono le gambe e il culo a mandolino di Nicoletta Paciaroni"! )

martedì 16 novembre 2010

Reportage del lunedì # 79 (in un elegante ritardo...)

Fine settimana, scientemente progettato in un certo modo: a due, liberi da programmi, obblighi e diete (inutili quanto fastidiose).
Soli e grassi come due betoniere che rigirano il calcestruzzo, ne abbiamo approfittato per cementare il rapporto di coppia e ci siamo goduti una quasi perfetta asocialità. E' andata più che bene, ci siamo strapazzati e annusati il didietro come due cagnetti appena incontrati e la magia di riuscire a farlo dopo sette anni è qualcosa di inesplicabile. Non abbiamo fatto altro che amarci, mangiare e stare con noi. Fanculo mondo!

Venerdì, spesa serale alla Coop. Una delle idee più sfigate che potessero venirci: l'assalto ai decoder (ci siamo quasi, lo switch-off per l'Emilia Romagna è prossimo) è qualcosa di impressionante, centinaia di coglioni teledipendenti si stanno riversando nei centri commerciali come si faceva durante le guerre per accaparrarsi le derrate alimentari. E le file son diventate così lunghe che tiro giù tutte le Madonne ogni volta. Che voglia di prendere le parruccone ottuagenarie davanti a me e maltrattarle come meriterebbero: "Signore, voi dovete solo correre a casa a spappolarvi quel poco di cervello residuato alla menopausa davanti a quell'imbecille di Gerry Scotti, MA A ME MI SI SCONGELA IL MINESTRONE, PERMESSOOO?!?!"

Sabato giornata straordinaria in gita a Firenze: bel tempo, poca gente a giro e la magia di una città unica. Dio quanto la detestavo quando ci stavo... Adesso mi manca da morire. E' sempre così, devi perdere le cose per apprezzarne il valore.
In piazza della Repubblica mercatini bio-alimentari a profusione. Che budda li stramaledica! Mandano in giro certi profumini che levati (tranne quando ho chiesto tre volte al moroso se avesse scoreggiato prima di accorgermi che eravamo accanto al banco del tartufo...) e poi ti avvicinavi e riuscivi solo a urlare per i prezzi da rapina e a intossicarti la passeggiata. Però dove c'era da assaggiare gratis noi presenziavamo e la pancia non è mai stata vuota.
Da H&M vendevano cravattini sottili rossi per fare i fighi durante le feste a 9,90 e mi sono fiondato dentro. Poi la situazione è sfuggita di mano e si è trasformata in una shopping session a tutti gli effetti. Quanto mi odio quando non riesco a intonarmi al clima di crisi che c'è in giro... Però c'è chi fa peggio: una signora si è presentata alle casse con 275 euro di vestiti da 14,90 l'uno paralizzando la fila per un pezzo... Spero le facciano i pallini di lana pure le mutande e le si infeltrisca il culo!
Fiorentina da 500 grammi per cena, patate fritte, focaccia al rosmarino e ottimo vino rosso. Maremma maiala, che mangiata!

Domenica, ancora satolli, ci è toccato andare a pranzo da una mia collega bolognese doc. Patita per la cucina casalinga di una volta, ci ha riempiti assieme al marito di ogni bontà autunnale: tigelle, squacquerone, mortadella, salsiccia, tortellini in brodo, bollito misto con mostarda, strudel di mele con lamponi sciroppati e sua nonna in carriola... Ci siamo alzati da tavola con le smagliature sulla pancia e un senso di nausea indescrivibile. Quando siamo scesi dal palazzo e ho trovato davanti a me una bimba che ciucciava orgogliosa il suo lecca lecca, ho davvero temuto di farle uno shampoo a pezzettoni...

giovedì 11 novembre 2010

A te

A te, che sei reietto senza colpa, a te che sfuggi gli sguardi e intuisci e ti arrovelli, a te che vivi beato nell'ignoranza, a te che se pure fosse, faresti una pazzia, una strage o una risata, a te che sei sempre l'ultimo a sapere, a te che è tutta colpa tua in fondo, a te che è mancata la capacità di staccare la spina quando era già tutto bell'e finito, a te che "e che sarà mai...", a te che non lo saprai mai.
Qualunque sia il tuo modo di portare le corna, oggi è la tua festa, tanti auguri!

'E ccorne

Ognuno 'e nuie nasce cu nu destino:
'a malasciorta, 'e 'vvote, va..., po' torna;
chi nasce c' 'o scartiello arreto 'e rine,
chi nasce c' 'o destino 'e purtà 'e ccorne.

Io, per esempio, nun mme metto scuorno:
che nce aggio 'a fa' si tarde ll'aggio appreso?
Penzavo: sì, aggio avuto quacche cuorno,
ma no a tal punto da sentirme offeso.

E stato aiere 'o juorno, 'a chiromante,
liggénneme cu 'a lente mmiezo 'a mano,
mm'ha ditto: «Siete stato un triste amante,
vedete questa linea comme è strana?

Questa se chiamma 'a linea del cuore,
arriva mmiezo 'o palmo e po' ritorna.
Che v'aggia di', carissimo signore;
cu chesta linea vuie tenite 'e ccorne.

Guardate st'atu segno fatto a uncino,
stu segno ormai da tutti è risaputo
ca 'o porta mmiezo 'a mano San Martino:
'o Santo prutettore d' 'e cornute ».

Sentenno sti pparole 'int' 'o cerviello
accuminciaie a ffa' mille penziere.
Mo vaco 'a casa e faccio nu maciello,
pe Ddio, aggia fà correre 'e pumpiere.

« Ma no... Chi t' 'o ffa fa'? » (na voce interna
mme suggerette). «Lieve ll'occasione.
'E ccorne ormai songhe na cosa eterna,
nun c'è che ffa', è 'a solita canzone.

'O stesso Adamo steva mparaviso,
eppure donna Eva ll'ha traduto.
Ncoppa a sti ccorne fatte 'nu surriso,
ca pure Napulione era cornuto! ».

Antonio De Curtis (Totò)

lunedì 6 settembre 2010

Reportage del lunedì # 70


E, come i solleciti per il pagamento del canone Rai (non mi avrete mai, brutti bastardi!!!), ecco tornare puntuali i miei reportage da quella terra strana e straniera a metà tra l'esperienza personale diretta e un brutto sogno di Stefania Marchi col ciclo.
Che ci troverete di bello? Mah, contenti voi...

Sabato, sveglia di buon'ora per mettere in valigia gli ultimi orpelli di cui mi servirò nella trasferta tirolese: la coppia di Innsbruck conosciuta a giugno in Croazia, che forse solo per incauta gentilezza ci aveva invitati per un fine settimana in Austria, si troverà tra i piedi per 24 ore il sottoscritto e suo moglio.
Avete mai notato quanto i bagagli siano praticamente uguali se si sta fuori un giorno o tre? Le cose base che servono per la sopravvivenza vanno portate comunque, anche se si sta fuori solo una manciata di ore. E allora prendi le pantofole, non dimenticare il lubrificante, attenzione allo spazzolino da denti, vietato scordarsi di caricabatterie e crackers per il viaggio che in autogrill costano il quadruplo (non mi avrete mai, brutti bastardi!!!). In un batter d'occhio ti ritrovi con due trolley pieni e un interrogativo incessante nella testa: ma avrò preso tutto?
Ora io non so se ogni abitante di quelle felici valli abbia avuto la brillante idea di invitare due italiani per questo weekend, sta di fatto che il traffico all'andata è stato più snervante che cercare di capire se ha davvero un senso la vita dei dj radiofonici. 6 ore e mezza al posto delle meno di quattro preventivate da Google Maps... Ora dico io, se non posso neanche credere in Google Maps, allora ditelo che devo rassegnarmi ad un completo e non perfettibile ateismo!
Per fortuna all'arrivo veniamo ripagati e consolati di tanto affanno: i nostri gentili ospiti ci accolgono nella loro calda dimora (la casa più bella mai vista in vita mia e che non smetterò di fissare strofinandomi gli occhi come un bimbo con l'orzaiolo) con tutto l'affetto, il cibo, le attenzioni e la generosità fisica di cui sono capaci...
Gita nel centro cittadino, abbuffata di un dolce tipico fatto di albicocca e pastella cotte nello sciroppo con avvoltolatura di mollica fritta e bagnata in burro fuso con zucchero a velo sopra, complimentazioni ai (pochi a dire il vero) figoni locali e aperitivo con spumante e frutta tanto per gradire. Al ritorno a casa, mentre i tirolesi preparano la cena, io e Marco apparecchiamo la tavola e cerchiamo di fare brutte figure in inglese. Stranamente ci riesce fare le due cose all'unisono.
Mi stupisco spesso di quanta buona creanza riesco a sciorinare nei momenti difficili della vita, ma essere riuscito a mandare giù un enorme agglomerato di aglio, cipolla e cumino con tracce di polpettone dentro è stato davvero uno degli apici della mia buona educazione manieristica e ottocentesca.
Dopo un dopocena vietato ai minori, tutti a nanna nel lettone sormontato dalla Velux che dava sul cielo stellato e terso più luccicoso che madre natura abbia mandato a umane diottrie.

Domenica, sveglia sbaciucchiosa per 4, colazione ipercalorica e passeggiata per boschi, laghi, campi sterminati di pannocchie, fungaie, prati e giardini straricolmi di fioriture colorate. Lì tutti salutano tutti per strada e, per un cittadino arido e cinico come sono diventato, è davvero curioso poter dare confidenza a uno sconosciuto e non dover controllare il portafogli subito dopo o temere che ti abbia attaccato lo scolo. Appena dopo pranzo, purtroppo, dobbiamo dare commiato da tanto amore e ritornare a Bologna: abbiamo trovato il nuovo coinquilino, un ragazzo cinese di 24 anni che da stasera si trasferisce da noi. Ma sarò suicida a mettermi in casa un cinese? E come faccio ora con le battute? Chiedere a me di non prendere per il culo qualche miliardo di occhi a mandorla è come chiedere ad Antonella Clerici di non dare ricette o cercare di persuadere la Carfagna che la bocca si può anche usare solo per bere acqua!
Comunque una nuova fase e una nuova coabitazione cominciano da oggi. Se ci saranno delle belle, delle brutte o delle così così, state sicuri che le leggerete qui!





lunedì 26 luglio 2010

Reportage del lunedì # 68 (De resurrectione edition)

Torno alla vita (quella solita intendo, non nel senso plateale e coreograficamente eccessivo di Gesù!) dopo un weekend a dir poco sfiancante.
Ero incerto, già prima di cominciarlo, sull'opportunità o meno di tenerne traccia in un post perchè, come potrebbe dire Francesco Amadori, conosco i miei polli...
La realtà è però andata ogni oltre immaginazione. Cosa fare a questo punto?
Come sa bene chi mi legge non sporadicamente, la componente "diaristica" di questo mio spazio virtuale è molto forte. Qui parlo sopratutto di me e di quello che mi succede, insomma. Ne voglio tenere un ricordo leggero e scanzonato perchè adoro riprendere la mia vita tra le mani ogni tanto, rivedere vecchie foto e leggere testimonianze di fatti privati da un punto d'osservazione più distaccato che mi permette di relazionare meglio le cose.
Poi questo spazio è pure pubblico, ovvio. Scrivo per me ma anche per avere un riscontro, uno spunto di riflessione da chi ha la pazienza e la voglia di fare osservazioni su quello che racconto.
Perchè la sto facendo tanto lunga al punto da aver già perso l'attenzione di una metà dei lettori e aver fatto accarezzare l'idea del suicidio alla parte rimanente?
Perchè questo post parlerà della mia famiglia e se non metto a tacere questo senso di colpa preventivo non riuscirò a scrivere il resto.
C'è una cosa che ci terrei a sottolineare. Vorrei che vi divertisse leggere di situazioni assurde che ho passato negli ultimi due giorni, che rideste di certe uscite e svarioni del mio parentado così meridionalmente creativo e folkloristico ma che non concludeste che le persone di cui vi vado a raccontare siano delle caricature viventi, dei personaggi grotteschi non troppo civilizzati.
Il mio intento, se mi riuscirà di portarlo a termine, è solo quello di descrivere in maniera leggera uno scontro tra due visioni del mondo molto diverse tra loro, non di utilizzare la mia famiglia, a cui mi sforzo di volere comunque un gran bene, come materiale per solleticare una facile ironia.
Spero di riuscire per il rispetto che comunque devo a persone che non hanno avuto la mia stessa fortuna di studiare, evolversi e andar via da quel difficilissimo sud da cui provengo in cui campi sterminati di tabacco e sporadici omicidi di camorra rappresentano l'unico panorama spaziale e culturale di riferimento.
Scusate la lunghezza e la pesantezza del prologo ma, senza questo, non potrei scrivere il seguito.
Grazie.

Venerdì è il giorno del grande sbarco: mia madre, mio padre, mio fratello con sua moglie e i suoi due bimbi arrivano nel primo pomeriggio a riempire la calma e ogni spazio libero della mia casetta ancora senza coinquilino e, per di più, senza Marco che ha levato le tende per l'arrivo delle truppe di occupazione terronica. Non è che non volesse conoscere la famiglia da cui provengo ma l'idea di essere arso vivo da mio padre e mio fratello e morso alle gambe da quella peste di mia nipote con una accentuata predisposizione al cannibalismo non è che lo attirasse molto.
"Primo pomeriggio" è la prima prova che mi danno della relatività semantica dei termini: sono arrivati alle sei e quaranta e si sono ostinati a chiedermi perchè fossi così sorpreso riguardo al loro arrivo così in ritardo... Ho preso una giornata di ferie al lavoro per niente. Dovendo finire di pulire e bonificare casa dalla presenza di sex toys destinati alla vendita on line e che mi occupano le stanze in attesa di essere portate in un magazzino, ho pensato fosse meglio non andare in ufficio e fare tutto con calma e per bene.
L'ansia comunque non mi lascia tregua, ho paura di sbagliare qualcosa. Nella notte ho anche fatto un incubo tremendo: ero con la mia famiglia in cucina e dal corridoio vedevo arrivare la piccola vandala treenne reggendo tra le mani un dildo di proporzioni ippiche (per i maliziosi e gli interessati all'acquisto: che in realtà non ho, nè per usi personali, nè tra quelli in vendita!) che urla "Papààà...che coz'è quetto???".
Arrivati a destinazione cominciano a disfare i bagagli. Credo abbiano indossato tutti i vestiti per i successivi due giorni uno sotto l'altro perchè dai trolley ho visto uscire solo friselle, pane, salsicce, mozzarelle e tutto il necessaire per l'eventualità di un attacco alieno che ci costringesse a vivere in cantina per un mese. Mancava  di vedere uscire dalla valigia anche una gallina da far ruspare in giro per le stanze e la scena di Totò e Peppino che arrivano a Milano sarebbe stata riprodotta alla perfezione...
Nonostante siano tre giorni consecutivi che vado a fare la spesa per riempire la casa di cibarie sufficienti e nonostante tutto quello che hanno portato loro, mi costringono a condurli alla Coop più vicina per una integrazione necessaria: in casa non ho una anguria e, a parer loro, non si può stare senza...
Al supermercato ho diverse occasioni di desiderare che qualcuno mi faccia rinvenire con dei sali: quando la bimba è scappata ed è andata a nascondersi dietro gli affettati, quando mia madre ha cominciato a urlare di fronte a prezzi degli alimentari nettamente superiori a quelli ai quali è abituata giù, quando la bimba è andata da una repartista e dirle che il gorgonzola che stava sistemando nello scaffale a lei la fa vomitare, quando mio padre ha cominciato ad assaggiare la frutta prima di comprarla come se fosse al mercato rionale (l'ho sgridato e, guanto plastico alla mano e sacchetto d'ordinanza, sono riuscito a portare a casa chili e chili di frutta appena più saporita dell'acqua distillata che uso per il ferro da stiro... A quel punto mi viene da chiedermi: e se il coglione fossi io?) e infine quando la bimba ha pianto come se le stessero strappando le unghie solo perchè non le compravano una merendina delle Winx. Per quindici mintui netti di spesa, non male direi.
Dopo cena erano tutti così stanchi dal lungo viaggio che l'uscitina per il gelato è saltata.

Sabato i bimbi si svegliano in gran forma. Alle nove e mezza il piccolo di nemmeno un anno ha già ombrato di manate una parete a furia di cercare di mettersi in piedi e l'unna ha già fatto cadere una sedia, buttato per terra una lampada, morso la mia coscia destra lasciandomi i segni della sua dentizione avanzata (toh! ha messo due dentini dall'ultima volta! che gioia...) e urlato tra le lacrime che tutto il bendidio che ho messo in tavola per colazione a lei fa schifo. Capisco che per la salvaguardia di casa mia è meglio uscire e farli stancare fuori. Giriamo a piedi mezza Bologna e in bus l'altra metà. Mia mamma sembra una folle che non smette di fotografare cose insignificanti: una vetrina di un negozio, una colonna di un portico, un albero...accompagnando ogni click con urletti di gioia per tante novità bellissime ai suoi occhi vergini. Quando ha scoperto che l'aereoporto è così vicino a casa mia che gli aerei la sorvolano a bassa quota, voleva fare un book fotografico a tutte le rotte dalle 19 alle 20:30 perchè, non avendo mai volato in vita sua, non aveva mai visto un aereo così da vicino.
Ai giardini Margherita, mentre mostravo alla bimba il laghetto con le tartarughe e i pesci giganti, si materializza fra noi l'eterea Magda, una 85enne bolognese doc, di quelle che devono soffrire molto la solitudine e che attaccano bottone con chiunque. Si avvicina silenziosa da dietro e prende a rivolgersi alla bimba. Quello che segue è senza omissioni e senza aggiunte il dialogo che si è svolto tra due logorree intragenerazionali:

Magda: "Sai che quando ero bimba come te la mia bisnonna mi portava qui a fare i giri in barca sul laghetto? Era molto pulito allora, sai?"
Bimba: "Adesso semba pieno di cacca! Ma le tattalughe sono tue?"
M: "No, sono di tutti...le vengono ad abbandonare quelli che le comprano nei negozi quando diventano troppo grandi da tenerle in casa."
B: "E qua si fanno vecchiette come te? Ma tu te le mangi?"
M: "No, non le mangio, mi piace guardarle come fai tu..."
B: "E che mangi oggi?"
M: "Pasta col pesto, e tu che mangi?"
B: "Oggi niente pecchè mamma dice che ho fatto la bimba cattiva e non mangio...mi dà sempe un sacco di schiaffi fortiiiiissimi (non è vero, è l'Anna Magnani che è in lei a esagerare tutto)"
M: "Ma a me sembri bravissima invece. Vuoi che dico a mamma che ti lasci mangiare?"
B: "No, dammi la tua pappa e tu ti mangi una tattaluga"...risate di tutti, un pò meno della Magda che si sta pentendo di aver scelto un interlocutore solo all'apparenza così innocuo..."Ma come fai a mangialla che è dura e non c'hai i denti?"
M: "Mangio qualche altra cosa allora, è meglio"
B: "Quando te ne vai? E' taddi e devi cucinare, poi devi pulire i piatti, dormire, fare una passeggiatina, fare la cacca, andare dentro il letto e cantare (evidentemente aveva proiettato la sua vita in quella della dolce vecchina)"
M: "Ora vado, è stato un piacere conoscerti"
B: "A me mi sei piaciuta assai quando sei caduta dalla bacca che eri piccolina come me (???)... ma doppo sei motta e ti hanno pappato le tattalughe?".
Magda ha fatto finta di non sentire, ha salutato con un cenno il resto della compagnia e se l'è data a gambe levate...

Domenica, altra passeggiata nel quartiere, visita alle giostrine giusto per riempire uno dei parchi più tranquilli e silenziosi della città delle grida con cui si parla normalmente a distanza di mezzo metro dall'ascoltatore e permettere alla piccola di spingere giù dallo scivolo due bimbi e chiedere a un'araba in burka perchè era vestita da carnevale.
Sul bus eravamo parte di quella minoranza di italiani, circa il 10%, che lo occupavano fitto fitto. I miei non facevano che guardarsi attorno con sospetto, controllando portafogli e borsette con un fare fastidioso e offensivo anche per me. Mio fratello col passeggino non sapeva dove sistemarsi perchè mettere al sicuro il bimbo significava avere poco appiglio per reggersi e viceversa.
Alla quinta occhiata circospetta che mia madre lancia a una indiana che ha la sola colpa di essere troppo vicina alla piccola, sto per dirle qualcosa quando il prodigio avviene, spariglia tutta la situazione e dà ai mei il giusto schiaffo morale che si meritano: un pakistano di mezza età, seduto accanto al figlio di una decina d'anni, chiede a quest'ultimo di tenere occupato il posto con una mano mentre lui attraversa mezzo bus per andare a chiamare mio fratello e offrirglieli entrambi, il suo e quello del figlio. Mio fratello prova a rifiutare ma la gentilezza dell'offerta è così risoluta che alla fine deve cedere. Sono arrossiti tutti e, scesi alla nostra fermata, non ho infierito. La vita è stata talmente maestra che non posso aggiungere nulla alla lezione di civiltà che hanno appena ricevuto tutti.
Discorso diverso per la dirimpettaia che sta in casa totalmente nuda da maggio a settembre.
Li avevo avvertiti della sua esistenza e mi avevano rassicurato che non si sarebbero messi al balcone a fissarla. Poi se la sono trovata davanti e sono impazziti perchè non avevano capito che fosse senza neanche le mutande. Lì lo scontro di mentalità ha portato quasi a una lite fra me e loro. Cercavo di spiegare la differenza tra nudista ed esibizionista ma da solo contro 4 ho dovuto alzare bandiera bianca.
Se ne sono tornati giù dopo pranzo convinti che "se lei ha il diritto di starsene in casa nuda, allora noi abbiamo il diritto di metterci sul balcone a fissarla...pecchè l'uocchie sò uocchie e chella è na granda zoccola!"

lunedì 19 luglio 2010

Reportage del lunedì # 67

Sono sopravvissuto a un fine settimana shock, caratterizzato da avverse condizioni meteo, sfighe in agguato e notizie spiazzanti. Provo a riassumerle tutte ma è davvero dura....

Venerdì, con temperature troppo vicine al reparto fusione di una fabbrica siderurgica, la mia mamma non ha trovato di meglio per rinfrescarmi del regalarmi l'occasione per una doccia fredda: il prossimo weekend, per la prima volta in sei anni che vivo lontano da casa, sale a trovarmi con fratello, nuora, padre e nipoti al seguito. E staranno da me per due giorni in cui avrò parenti buttati a dormire pure nel bidè.
Non credo quindi che ci sarà un reportage. A dire il vero non so neanche se ci sarà più un blogger, nè la sua casa. Ho solo 5 giorni da oggi per pulire l'appartamento e bonificarlo da giornalini, dildo, lubrificanti, moroso, decorazioni trash e discografia completa di Lady Gaga in modo da rendere il loro soggiorno il meno traumatico possibile. Farò del mio meglio ma, come nella famosa cena de "Il vizietto", scatterà fuori sicuramente un soprammobile fallico nel momento meno opportuno. Già tanto che non sbuca fuori un Jacob a servire in tavola...
A sera mi sono lasciato condurre in un posto che non conoscevo, Villa Serena. E' un parco estivo bolognese dove gli etero rimasti in città si danno appuntamento per complimentarsi l'un l'altro su quanto riescono a essere fru fru pure loro quando ci si mettono... Arrivo lì e non credo ai miei occhi: una profusione di pareo, veli, tende, cuscini, lucine e candeline al vetiver e patchouli, baretti, amache, gazebo e poltroncine che neanche la più bulimica delle architette busone avrebbe potuto vomitare fuori.
Me ne stavo lì col mio Bacardi Breezer a fare chiacchiere con gli amici e cercando di non farmi accecare dai laser fucsia della pista da ballo quando uno speaker annuncia che sul palco alle mie spalle, dopo il noiosissimo spettacolo di danza del ventre, sarebbe andato in scena l'intero corpo di ballo della locale scuola di danza scozzese! Verso sul prato quel che resta della poco alcolica bevanda, spintono una vecchia, mi faccio largo tra spettatori in piedi e seduti, telecamere di un TG3 regionale e bambini che giocano a nascondino dietro alberi e cespugli pur di raggiungere la prima fila e sperare che sotto il kilt non si siano messi le mutande, così come tradizione vuole. Mi sorbisco, quasi interessato, le lezioni di una folle insegnante su come muovere in maniera suadente la trippa di troppo che ogni donna accumula dopo il parto bardata di veli e sonaglini come una demente dalla manifesta incapacità di accoppiare i colori e non vedo l'ora di trovarmi a tu per tu con dei maschioni in gonnella. Alla fine dello strazio, ecco l'annuncio: entrino gli pseudo scozzesi!!!Nel personale elenco dei ricordi più tragici, figura ora un nuovo episodio sotto la voce QUANDO HO DAVVERO DESIDERATO MORIRE: sono dieci, sono senza mutande, ballano come dei matti e...sono tutti la versione maschile di Silvana Pampanini... Ritorno dagli amici e pretendo che mi riportino a casa.

Sabato, giornata di mare e sole. C'è anche Pietro, il figone che sabato scorso mi ha dato buca. Neanche ho piantato del tutto l'ombrellone che sono già in acqua in compagnia sua e del mio moroso che giochiamo a chi ha il sottomarino più lungo e con la testata nucleare più carica...
Un'ora e mezza dopo sorgiamo dalle acque come tre Veneri rugose, talmente rammolliti da sembrare più meduse che esseri umani. E' solo a quel punto che realizzo di non essermi dato la protezione appena arrivato in spiaggia. Da quel momento in avanti non conterà più quanta crema io possa darmi, non avrà più importanza lo sforzo messo in atto di stare sotto l'ombrellone...a sera mi trasformerò comunque in un enorme gambero rosa e mi verrà una febbriciattola del cazzo che farà saltare il successivo punto in programma di andare in disco... Merda!

Domenica, con le sembianze ancora troppo simili a quelle di un fenicottero, ce ne andiamo al fiume per uscire dalla cappa di afa che non si decide a lasciare Bologna. Per la fretta di raggiungere un posto all'ombra e non pregiudicare ulteriormente le mie ustioni sulle spalle, mi prendo una storta al piede sinistro...ma che, qualcuno me le sta a tira'???
La calma lettura delle ultime pagine di "Cent'anni di solitudine" sotto le fresche frasche è stata interrotta ben due volte da ragazzi che hanno letto il mio annuncio di affitto della stanza che ho in più. Stasera devo provinare un 27enne israeliano (anche se l'idea di avere un tizio che mi gira per casa senza prepuzio non è che mi attiri molto...ma se somiglia anche solo un pò al suo compatriota Nir Lavi, mi sa che ci passo sopra...) e giovedì un 24enne napoletano che a ogni morte di papa assaggia ancora la fica.
La settimana comincia nel modo migliore direi.

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