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Bologna, Italy
Ho 30-equalcosa anni, vivo a Bologna, mia città di adozione, assieme al mio compagno col quale ho messo su famiglia dall'agosto 2007 nonostante la legge non la pensi allo stesso modo. Per me questo blog rappresenta un palco virtuale da cui dar sfogo a pensieri, paure, desideri semi-inconfessabili e seghe mentali! Da qui mi aspetto la possibilità di confrontarmi con altre persone e prospettive...restate sintonizzati!
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mercoledì 24 ottobre 2012

Reinventarsi


Certe volte so' peggio de 'na Barbie...
Da ieri sono disponibile in versione Massi massaggiatore...con tutti gli accessori, ovvio.
Sapevo di essere bravo a mettere le mani addosso alla gente: i miei fratelli menati a sangue e un paio di amanti fistati lo possono testimoniare. Perciò mi son detto, perché non provare coi massaggi?
Però, come in tutte le cose, ci metto l'impegno che basta...nel senso sì, tutto bello e mi solletica lo sfizio però ho già un piano per investire il minimo e ricavarci il massimo: faccio solo un corso e i massaggi restanti me li invento. Tanto m'hanno già detto che sono bravissimo... E no, il fatto che fosse la prima lezione gratuita volta a  vedere se è il caso di iscriversi, non ha minimamente influenzato il giudizio del maestro.
Sono talento puro e lo so. Punto.
Quindi faccio il corso di massaggio base e per il resto vado di fantasia, tanto la cosa non è normata in Italia e io me ne approfitto.
Te do 'na gomitata pe' sbaglio? E' sciazzu.
Te butto un dito al culo? E' tantrico.
Te ustiono con gli oli essenziali? E' l'aromaterapia, bellezza!
E così via, che ce vo'?
Comunque il talento si vede pure da quel guizzo di inventiva che ti assale all'improvviso come la diarrea.
Ieri, già al primo giorno, mi fanno massaggiare due tizi. Prima che le vostre fantasie puledre comincino a galoppare chiarisco subito che erano due cessi a pedali.
Ma è stato proprio questo aspetto a ispirarmi... Stavo già per inventare un nuovo tipo di massaggio: quello a pezzettoni. Si esegue vomitando sulla schiena dei pazienti più repellenti.
Ci sono andato vicino così.

P.S. ...e comunque quella della foto non è stressata, è solo 'na gran zozza.

venerdì 10 agosto 2012

Vacanza...

...intesa come ferie.
Ma anche come mancanza di ulteriore racconto personale da poter offrire.
Intanto si parte, che è già cosa buona e giusta.
Al ritorno deciderò se mettere la parola "fine" alla fase bloggatara della mia vita.
Voi tutti, come al solito, statemi bene!
Un abbraccio,
Massi

martedì 19 giugno 2012

Perle ai porci n° 10


Su FB stamattina è tutto un "Oh, che caldo!!!"...
Ho cominciato a contarli man mano che ne bloccavo l'autore. 
Arrivato a 23 ho smesso. 
Di contare, ovvio...
Ma perché questi votano proprio come me? 
Maledetta democrazia!!!
Ok una testa-un voto...purché non sia di cazzo la prima e del cazzo il secondo però!

venerdì 8 giugno 2012

La butto lì...


...mi sbaglierò ma...non è che a qualcuno 'sta storia del terremoto gl'ha detto un gran bene?
Data l'inconsistenza dell'organizzazione di questo Pride, la sua mancanza di incisività e la insipidità di quel poco che è stato fatto, non è che la storia della vicinanza alle popolazioni terremotate e la conseguente morigeratezza della parata gli salva il culo dal dover giustificare il flop clamoroso che comunque ci sarebbe stato? Me ne sto convincendo sempre più a far confronti con quello che fu organizzato nel 2008.
Tristezza su tristezza...
Comunque...qualcuno viene?

giovedì 7 giugno 2012

Cenerentolo

Seduti al bar, P. mi racconta delle prodezze da letto del suo pomeriggio con l'ultimo incontro da chat: pare che il premio "Il Bocchinaro 2012" abbia già un vincitore designato ai primi di giugno...gli altri si mettano la gola in pace. Che poi non sono affaracci vostri, ma quando P. è andato/venuto, ha trovato sotto casa di questo qua, quello dell'incontro successivo che aspettava il suo turno. Mito!
Neanche il tempo di finire il suo racconto che, il protagonista ne fuoriesce per incanto e ci si appalesa davanti.
"Oddio eccolo!!!", fa appena a tempo a sussurrarmi P. mentre io indico interrogativo tutti quelli della sua compagnia tranne lui (e se uno mi dice di non guardare in quella direzione è peggio).
Mi guarda. Lo guardo. Mi sorride. Io bevo.
Dopo mezzora mi sento chiamare al tavolo dello spompinatore da un tizio che conosco, C.
"Ti presento N.", mi fa, "dice che gli piaci molto...".
Provo a fare due chiacchiere di circostanza ma N. proprio non conosce usi alternativi della bocca, sicché me ne ritorno al mio tavolo coi miei amici.
N. non si dà per vinto. Lui la vita è abituato a morderla, quella sì.
Chiede il mio numero, il mio facebook, il mio profilo gayromeo a C., poi al barista amico mio e infine a P., solleticandolo con la proposta di una cosa a tre.
Dopo il bar ci spostiamo in disco. Arieccolo pure là...
Lo perdo di vista a intervalli di 10 minuti e lo ritrovo sempre piazzato dalle parti della dark. La sua camicia ha uno strano difetto: è sempre più macchiata sul petto. Proprio sotto il mento...mah.
All'alba, vedendomi andare via prova a giocare l'ultima carta. Mi afferra e mi conduce in un ballo sinuoso in cui riproduce la macarena, vogue e il tuca tuca tutti remixati pur di mettermi le mani ovunque.
Al clou di questa danza sessissima, lo fa: porta una mano dietro la mia nuca, sfiora leggero le mie labbra con la sua bocca che ha visto più cazzi in quel giorno che Sara Tommasi in una vita e mi dà la lingua in omaggio.
Nonostante in circolo io abbia più drink che globuli rossi, riesco a sottrarmi alla offerta di spompinare per interposta persona mezza Bologna, limonandolo. Che poi, se ne sento il sapore, l'amicizia con P. ne sarà compromessa...non riuscirò più a guardarlo negli occhi senza arrossire.
Mi divincolo, sorrido enigmatico e scappo verso casa.
Ma al contrario di quella sfigata che mi ha preceduto in simili occasioni, io non ho perso la scarpetta: doppio nodo alle mie adidas e via!

mercoledì 6 giugno 2012

Perle ai porci n° 9

In chat con Pablo...
P: Stavo quasi per svegliarmi all'alba per vedere Venere davanti al Sole.
    Poi ci ha pensato il terremoto... Ma non mi sono affacciato...

IO: Io sì. Ma ho messo due paia di occhiali da sole e non riuscivo a guardare lo stesso.
      Allora ho pensato: MA FOTTITI, INUTILE PIANETA PIENO DI FEMMINE!

mercoledì 30 maggio 2012

Pezzo di merda

Penso a una scena oggi, mi si è fissata nella testa e fa fatica a volersene andare.
Forse è un sogno, forse un timore immaginario. Magari è solo la scena di un film che ho visto anni fa o una fiaba in cui mi sono immedesimato troppo.
Insomma ho questa scena di me che decido di dare una festa per il mio compleanno. Roba grossa eh, ché quando io decido di festeggiare non bado a spese...devo celebrare come cristo comanda.
Faccio un giro nel condominio, avverto tutti che ci sarà del gran movimento, il dj suonerà roba tosta, marcette remixate piene di tunz-tunz-tunz, arriveranno migliaia e migliaia amici e si esibiranno in una sorta di coreografia simultanea e sincronizzata, tipo uno di quei flashmob che vanno tanto su Youtube.
Ci saranno fuochi d'artificio, vecchie zie carampane acchittate di tutto punto, sul balcone forse forse allestisco un palchetto d'onore con quelli a cui voglio più bene per godersi lo spettacolo.
Ovviamente tutti sono invitati quella sera ad entrare e bere un calice alla mia salute, la porta sarà aperta.
Tutti sono contenti, tutti mi stimano e amano e non vedono l'ora di tirarmi le orecchie e cantarmi gli auguri.
Solo che a questo punto succede una cosa: mentre sono attaccato al telefono a ordinare la mia millefoglie alla frutta nella pasticceria più costosa che trovo sulle Pagine Gialle, sento un tonfo dall'appartamento del vicino. Poi più nulla, per minuti e minuti non si sente più niente.
Lo incontro il giorno dopo alle cassette della posta, il mio vicino di pianerottolo. Ha la faccia tirata e gli occhi tristi e cerchiati di scuro. Mi racconta che la nonna, che abita con lui, nel tentativo di prendere un grosso tegame su una scaffalatura alta, se l'è tirato addosso restandone investita e, scivolando ha battuto la testa ed è morta.
Ecco cosa era quel tonfo dell'altro giorno!, penso...che vecchietta troppo operosa, quella nonnina. Operaia, quasi. Troppo operaia. E adesso tanto morta.
Già che c'è mi chiede la cortesia di non dare più la mia festa di compleanno, sai com'è, siamo sullo stesso pianerottolo, siamo vicini molto vicini.
Gli dimostro a parole e fatti che sono restio, che non ho intenzione di rimandare il mio party in pompa magna. Che insomma la prossimità fisica non è per forza di cose vera vicinanza.
Lui si indispone, ne fa una questione di principio. Nei giorni seguenti mobilità il palazzo, attacca volantini in giro per le scale, porta pure la questione nella riunione di condominio e il risultato è che la quasi unanimità dei condomini passano dalla sua parte: un gran vociare mi chiede di annullare la festa per rispetto a chi da poco se n'è andato.
In questa scena da film che si fa horror sul finale, in questo sogno che si fa incubo prima che io possa riuscire a destarmi, in questo ricordo lontano, vecchio e umiliante io faccio una cosa che mi appare assurda adesso che la scrivo: mi alzo in piedi e dico che la festa si farà, magari abbasso i decibel delle casse giusto per fare una atmosfera più lounge e che brinderò pure alla vecchia morta, ma tipo che davvero la penserò un casino tutto il tempo. E aggiungo che, comunque, una riunione di condominio come quella, non è il luogo in cui si può formare un  legittimo dissenso, per cui io vado per la mia strada.
Ora io vi domando e chiedo: quanto sarei pezzo di merda se nella realtà io mi comportassi davvero così?
No, ma davvero, ditemelo forte e chiaro perché tra una scossa e l'altra io sento il bisogno che me lo diciate quanto farei venire il voltastomaco.

N.B. Riportato a più miti consigli da un lettore, da un amico e dal moroso (che proprio non se la sente di portarmi le arance in cella), decido di rimuovere la foto di apertura del post. Tra l'altro non un bel vedere...
Nulla cambia nelle convinzioni e nel testo che le rappresenta.

giovedì 24 maggio 2012

Perle ai porci n° 8


"Trovare un attivo a Bologna è l'impresa più inutile che uno possa intraprendere...
Non esistono attivi, solo versatili che si sacrificano una tantum!"

giovedì 17 maggio 2012

IDAHO

Oggi, come tutti saprete già, si celebra l'International Day Against Homophobia and Transphobia.
Onestamente, credo di poter apportare poca utilità all'invito corale ad informarsi e "stare sul pezzo"...in rete per fortuna c'è un florilegio di bellissimi post sul tema e vi rimando a quelli di Pablo, Oscar e Elfobruno solo per attingere dal mio blogroll.
Però un pensiero mi attraversa la testa e ve lo butto lì perché lo sapete che un cecio in bocca lo tengo a fatica: datevi un limite.
Stabilite una quantità di tempo massimo dedicata alla commemorazione.
Informatevi, se venite da un altro pianeta in cui l'essere gay è cosa buona e giusta quanto ogni altre condizione, su quanto invece è avvenuto e avviene qui.
Ma poi basta.
La rievocazione dei fatti storici ha un senso se riesce a dare anche segni tangibili nell'odierno e non se serve solo a far cambiare per 24 ore lo status in un social network. Siamo operosi invece, prendiamo spunto dall'ape multicolore.
Questo giorno è troppo breve per passarlo a leggere post come questo. Concedetevene 5, non di più.
Questo giorno è troppo corto per far venire sera senza aver fatto qualcosa per voi stessi e l'affermazione della dignità di ciò che siete in grado di provare.
Questo giorno è troppo importante perché non ci sia tutti i giorni.

martedì 17 aprile 2012

Parassiti di stagione

Io una roba proprio non la capisco.
Riguarda tutta 'sta storia sui soldi pubblici ai partiti e che sta venendo fuori adesso che qualche tesoriere li ha scambiati per i risparmi sotto al materasso di sua nonna.

In pratica e per sommi capi: una volta c'era il finanziamento pubblico nudo e crudo.
Poi vennero i Radicali che, con l'intenzione di un salvifico repulisti dal cancro di Tangentopoli, indissero un referendum abrogativo e un casino di italiani si espressero per la sua abolizione.
La norma uscita così dalla finestra rientrò dal portone con una susseguente legge sui cosiddetti rimborsi elettorali che ha via via fatto aumentare, negli anni, i fiumi di denaro pubblico che arrivano nelle casse dei partiti.

Ora che il re è nudo grazie a un paio di tesorieri malandrini, i segretari dei maggiori partiti fanno una cosa straordinaria: ci parlano.
Ecco il punto: solo a me la ripugnanza delle parole di Bersani, Casini & Co. arriva dritta in faccia come un pugno a ogni ora di cena?
Cioè, questi spudoratissimi signori, solo adesso che sentono di essere messi alle strette, comunicano con gli elettori e scoprono parzialmente le loro carte dicendoci che NO, non si può eliminare il finanziamento pubblico ai partiti politici perché sennò in Parlamento finirebbero solo lobbistiche associazioni di super-ricchi.
Non contesto la possibilità che ciò sia vero, mi fermo a un gradino immediatamente prima: quindi ci stanno dicendo che ci sono decisioni che NON possiamo prendere? Stanno ammettendo che nel '94 ce l'hanno buttato spudoratamente al culo? Stanno sostenendo la legittimità di una loro avocazione sulle nostre idee e coscienze?

Ciò che vedo io in queste sere è proprio questo: un manipolo di zecche istituzionali (che nessuno ha mai eletto davvero, in una straordinaria sospensione della Democrazia nella quale da anni viviamo) che ci dicono che loro sanno meglio di quanto noi potremo mai capire, quanto è buono e dovuto il nostro sangue e che se tu scegli di non avercele sulla giugulare, per loro va bene... Tanto s'attaccano alle palpebre o nelle ascelle o fra le dita dei piedi.

Un sistema che non prevede la possibilità di prendere a schiacciante maggioranza certe decisioni e una casta che taccia ripetutamente con "populista", "giustizialista" e "antipolitica" ogni aspirazione democratica mi dà semplicemente il vomito ed è giusto che l'uno e l'altra siano abbattuti coi mezzi e la determinazione che ogni tempo mette a disposizione.
¡HASTA LA DIGNIDAD, SIEMPRE!

mercoledì 21 marzo 2012

Perle ai porci n° 7

Porco sconosciuto in chat: "Pensavo che avresti potuto cenare con me stasera...così ci conosciamo. Che ne dici?"

Io: "Beh direi che si può fare...Ristorante o pizzeria?"

Porco in chat: "Veramente pensavo a una cena più intima a casa tua..."

Io: "Mi spiace ma al primo incontro non ospito. E non cucino per gente che non conosco."

Sempre più Porco in chat: "Guarda che sei fuori strada. Sto parlando di un ingoio!"

"Cenare con me..."
Ora l'ho capita!

Nella foto: ...almeno il vagabondo se lo faceva succhiare da Lilli DOPO una cena a lume di candela...che fine ha fatto il romanticismo?

mercoledì 29 febbraio 2012

Mercoledì 29 febbraio

Mercoledì 29 febbraio.
Oggi è mercoledì 29 febbraio.
2012, se proprio vogliamo fa' i precisini...
Basta così, punto.
Non è che devo avere altro da dire per scrivere un post di quelli ce n'è uno ogni 4 anni...

P.S. Per chi fosse rimasto sconvolto dal calendario di apertura post, rimedierò dicendo che, per fortuna, nella smorfia napoletana il 29 è ben altro e lo vediamo più spesso!



lunedì 20 febbraio 2012

Doccie va senza la "i", come orgie

Discettavo poco fa con un losco figuro di Grindr sulla correttezza lemmatica di taluni vocaboli (bisogna sempre essere originali e portare cultura lì dove abbondano...altre robette, suvvia!) e il problema di "docce VS doccie" mi ha suggerito un tema che mi mette spesso in grande imbarazzo.
A tutti voi sarà capitato di ritrovarvi in doccia (tié! al singolare non mi frega!) con degli sconosciuti almeno una quindicina di volte nella vita, senza dovervi per questo chiamare Edwige Fenech e aver contribuito, a suon di insaponate, all'impoverimento ecosistemico e culturale del paese con filmacci deprecabili tra anni '70 e '80.
Sicuramente avrete avuto l'opportunità di ritrovarvi coi compagni di gioco nel dopopartita a calcetto (tsè...vabbè...), avrete condiviso gli spazi dediti all'autolavaggio di una caserma (mej cojoni...oggi non mi viene un esempio verosimile manco a pagarmelo...) o vi sarete ritrovati ricoperti di doccia-schiuma assieme al vostro partner di pissing preferito dopo quell'altra, di doccia (chissà perché questa mi pare la più probabile).
A me, più semplicemente, capita ogni volta che finisco l'allenamento in palestra e vado a darmi una ripulita prima di tornare a casa.
E' allora, quando trovo qualcun'altro intento a fare lo stesso, che il dubbio mi assale: MA QUANTO CAZZO DEVE DURARE UNA DOCCIA???
Se vi fermate a riflettere un attimo, non è questione di poco conto. Bisogna lavarsi per bene l'essudato dalla pelle, bisogna dedicare qualche minuto al vizio di se stessi, bisogna corroborare l'anima e, dato che si è in pubblico, non dare l'idea agli altri che si è persone superficiali o, quasi peggio, accozzate.
D'altra parte se si sta troppo sotto la doccia gli altri potrebbero pensare che non ci si lavi di sovente e si aspetti di andare in palestra per approfittarne, che si è dei mostri indifferenti al tema dello sciupio delle risorse idriche, che si è una persona ignobile e parassita della società come un evasore o Massimo Giletti.
Un bagno caldo al contrario non presenta di queste problematiche perché ci si può raggrinzire dentro quanto ci pare e farci solo la figura della Joan Collins che se la sta spassando di brutto.
Per questo vi chiedo...qual è la ragionevole durata di una doccia, secondo voi?

martedì 14 febbraio 2012

Bologna Pride 2012

Per chi non lo sapesse, il 9 giugno prossimo per indossare quegli short coi sbrilluccichi che tenete a prendere polvere nel cassetto da 12 mesi, vi toccherà venire a casa mia.
Non nella mia cucina, ché lì i pantaloncini attillati a filo chiappa sono tenuta d'ordinanza ogni dì, ma nella mia Bologna.
Ieri, chi ci sta dietro (oddio, ma chi ci sta dietro?!?), se n'è uscito col logo ufficiale dell'evento che potete rimirare in principio di post.
Vi chiedo che ne pensate, se vi pare efficace, bello e ficcante.
Io lo boccio e non vi dico i motivi per non influenzarvi.
Anzi, ma chi se ne frega, è periodo di influenza, una più una meno...
Mi fa schifo perché non c'è neanche un richiamo a quei simboli semiotici che, come sosterrebbe il mio amico Oscar, fanno di noi un "popolo": niente parola GAY, niente bandiera arcobaleno, niente riferimento al Grande Giorno della Parata, nessuna volontà di appassionare e rendere il Pride una cosa viva e presente (la volta scorsa, come ricordano le foto in fondo, tutto ciò fu mirabilmente perseguito con cartelloni ad hoc che tappezzarono la città intera e facevano capire a tutti quanto sfaccettatta e multicolore fosse una certa realtà).
Questo pare il simbolo di una porno-app per smartphone e sono convinto che l'iphonemania abbia influenzato non poco i grafici che l'hanno realizzata: quella essenzialità stilistica deve essere colpa della Apple!
Io mi aspetto che da un momento all'altro la P ruoti di 90° gradi in senso orario diventando un pene che va inchiappettarsi quel culo rosa e pulsante.
No, ditemelo se sono io...








lunedì 23 gennaio 2012

Ma perchè???

Doni, per aver combinato tutte quelle schifezze con le partite di calcio, si becca gli arresti domiciliari a Torre Boldone, dolci prealpi...
Schettino, per un parcheggio venuto male e quasi senza vittime (che Zeus lo strafulmini nei secoli dei secoli!), se ne sta rinchiuso nella dimora di Meta di Sorrento...
Io, che non ho mai fatto nulla di male a nessuno, a meno che l'ingoio non passi dal pene al penale, ho una condanna a millenni di ufficio coatto.
Se questa è giustizia...

lunedì 16 gennaio 2012

La journée du voyeur

Pure quest'anno, post dedicato a tutti quelli che passano di qua e che sbirciano, sbuffano, si smucinano nelle mutande e passano oltre.
Spero di riuscire a convincerne almeno due o tre a farsi vivi con un salutino rapido rapido a me e tutti gli altri amiconi più turbolenti che commentano di solito...
Questa è la vostra occasione, cari amici frettolosi, disinteressati, schifati, spioni o timidi che voi siate.
Tutti i lurkers che di solito leggono il blog senza lasciare un cazzo di commento, manco in senso letterale facendosi un autoscatto della minchia nel trombiblog più in basso, possono ora farsi vivi mettendo un dito qui!
Ouch!!! Ma prima umettatelo bene con la saliva però!!! Cazzo, che male...

martedì 10 gennaio 2012

Tu

Tu che ti sei smarrito per le tue strade da viandante, hai perlustrato i bassi e la bassezza di Napoli e mi hai amato nella pioggia.
Tu che sai di acqua, sai di luce e poco di poesia. Tu che me la ispiri.
Tu che mi hai insegnato la paura della perdita e il timore della troppa contentezza, la sapienza sulle cose e la stagionalità degli eventi.
Tu che assorbivi il mio corpo e stabilivi che una carnalità era sufficiente. Tu che mi sopporti quando aggiungo le risa ai riverberi.
Tu che, se ti avessi incontrato come sei, ti avrei riscelto daccapo.
Perché tu sei tu, lo sei sempre stato.
E io senza te non mi ricordo più.
M

venerdì 16 dicembre 2011

Perle ai porci n° 4

"Ma secondo te quando tizzy dice "l'amore è una cosa semplice e adesso te lo dimostrerò" vuol dire che ce l'ha piccolo ma scopa bene lo stesso?".
Chattare con Pepito del nuovo album di Tiziano Ferro comporta sempre il pericolo che ti si spalanchi una botola ermeneutica sotto il culo.




Nella foto: Tiziano Ferro si fa gli orsi. Ma solo quelli proporzionati al suo micropene.

martedì 22 novembre 2011

Perle ai porci n° 3

...e alla Ristora hanno capito tutto della vita...
Santo Bukkake!!!
A proposito, ci frequantiamo da un po' e ancora non conosco i vostri gusti in merito.
Ma a voi piace la...bevanda bianca?
Rispondete anonimamente se vi vergognate.
Ma non rispondete a bocca piena...

lunedì 14 novembre 2011

L'uomo del gas

La compagnia al completo ha già preso posto tra posate lucenti e piatti smaltati, si gode il comodo schienale imbottito e chiacchiericcia in divertiti sussurri.
I tovaglioli stirati sanno di lavanda e coreografano immobili l'attimo perfetto, testimoni orbi e muti dei piedini che sotto il tavolo qualcuno azzarda sull'arto amato.
In punta di lingua si pregustano le prelibatezze scelte a mente, con capriccio e fantasia, dall'accativante lista del menù: esiste un piacere più perfettibile del languore condiviso con gli amici più cari?
Il cameriere più seducente che gli dei benevoli potevano inviarci si appalesa improvviso, sequestrando sguardi e attenzioni e un silenzio ammirato cala improvviso tra i commensali; oramai l'unica cosa che s'ode è il battito sincopato dei cuori eccitati. Sì, se il momento poteva essere migliorato, ecco che è appena accaduto.
Il pifferaio magico orchestra le richieste, annotandole diligente su di un taccuino in cuoio bordato con filigrana d'oro. Ragazzo all'antica, questo principe postmoderno... Ormai è amore, collettivo e strabordante, quello che circonda l'ignaro oggetto dei desideri di un'intera tavolata, ora famelica più che affamata.
E poi succede...succede sempre, ogni maledetta volta.
Arriva quel momento lì, che ti desta dall'onirica perfezione e manda in culo la quiete: l'amato servitore dei nostri desiderata non può fare a meno di metterci tutti l'un contro l'altro con la domanda più temuta e ipocrita, perché ammantata di recitata innocenza: "Liscia o gasata?".
PATATRAC!!!
Io non so se capita solo a me, e sarei davvero felice di essere rassicurato a riguardo, ma se ho una dote è quella di avere affinità elettive con persone che, come lo scrivente, bevono solo E UNICAMENTE acqua liscia e che non tollerano la benchè minima bolla a solletircarne, dispettosa, le lingue.
Eppure, non potendo istituire un pratico sistema di tesseramento tra i miei amici che ne attesti l'allergia all'anidride carbonica (...uhmmm e perché no?...), l'infiltrato è sempre dietro l'angolo.
Ecco allora che l'unanimità di acque naturali viene infranta dalla timida vocina del solo di turno (ma per quale cazzo di legge fisica è sempre uno e SOLO UNO quello che vuole l'acqua gasata???) che azzarda il suo "Nessun altro vuole l'effervescente con me?".
DIO GASATO, NOOO!!! Nessun altro vuole quella cazzo di acqua del demonio che costringerà tutti a pagarti una bottiglia alla quale tu solo accederai, per surgerne un bicchiere appena, per poi lamentarti subito dopo tra mezzi sorrisini che alla fine non ne assaggi che un sorso perché ti fa fare un sacco di ruttini ma digerisci taaanto meglio. E chi se ne strafotte???
Perché per quanto tu possa far voto di verità a quello che attesti, no, e sottolineo NOOO!!!, non è vero che tu l'acqua liscia proprio non PUOI berla!
In un attimo s'apparecchia in tavola la serie scambievole di cortesie finte e infinite: "No...ma non preoccuparti, ne prendiamo una per te...", "Ma no, dai, per me solo non importa...liscia anche per me, grazie!", "Ma cosa diciii??? Che problema vuoi che sia??? Per una bottiglia d'acqua?!? HaHAhahhA! Prendila effervescente!", "No, veramente, mi sentirei in imbarazzo...sai è che io, senza gas, mi sembra di soffocarmi...ma per una volta che problema è?", "Ma la smetti di fare lo stupido bimbo? Non rompere e prenditi l'acqua che più ti piace!", "Oddio vorrei non aver mai aperto bocca, mi sento così osservato a da tutti adesso hihihihi...", "Se è per questo ti stanno guardando in tutto il ristorante da 20 minuti tanto la stai tirando lunga e il cameriere qui non è che ha tempo da perdere...Gliela porti gasata, grazie!", "Vabbè, se adesso devi decidere pure per me...io non so, davvero...che razza di situazione...ora non posso manco decidere che acqua devo bere...", "Tesoro bello mio, non usare questo tono con me quando abbiamo dei coltelli così affilati a portata di mano, sei TU che stai sfracassando le coglie co' 'ste bollicine 'e merda! Beviti 'sta cazzo d'acqua e affogatici con tutte le mille bolle blu!".
Dicono che l'acqua cheta rompa i ponti...ma quella smossa sfrantuma le palle!

Nella foto: l'unico caso in cui l'acqua dovrebbe incontrare le bolle...
...e io dovrei incontrare il tizio a mollo...

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