Oggi, come tutti saprete già, si celebra l'International Day Against Homophobia and Transphobia.
Onestamente, credo di poter apportare poca utilità all'invito corale ad informarsi e "stare sul pezzo"...in rete per fortuna c'è un florilegio di bellissimi post sul tema e vi rimando a quelli di Pablo, Oscar e Elfobruno solo per attingere dal mio blogroll.
Però un pensiero mi attraversa la testa e ve lo butto lì perché lo sapete che un cecio in bocca lo tengo a fatica: datevi un limite.
Stabilite una quantità di tempo massimo dedicata alla commemorazione.
Informatevi, se venite da un altro pianeta in cui l'essere gay è cosa buona e giusta quanto ogni altre condizione, su quanto invece è avvenuto e avviene qui.
Ma poi basta.
La rievocazione dei fatti storici ha un senso se riesce a dare anche segni tangibili nell'odierno e non se serve solo a far cambiare per 24 ore lo status in un social network. Siamo operosi invece, prendiamo spunto dall'ape multicolore.
Questo giorno è troppo breve per passarlo a leggere post come questo. Concedetevene 5, non di più.
Questo giorno è troppo corto per far venire sera senza aver fatto qualcosa per voi stessi e l'affermazione della dignità di ciò che siete in grado di provare.
Questo giorno è troppo importante perché non ci sia tutti i giorni.
ATTENZIONE! Prima di cimentarti nella lettura di questo blog, leggi il prospetto informativo.
Informazioni personali
- Massi
- Bologna, Italy
- Ho 30-equalcosa anni, vivo a Bologna, mia città di adozione, assieme al mio compagno col quale ho messo su famiglia dall'agosto 2007 nonostante la legge non la pensi allo stesso modo. Per me questo blog rappresenta un palco virtuale da cui dar sfogo a pensieri, paure, desideri semi-inconfessabili e seghe mentali! Da qui mi aspetto la possibilità di confrontarmi con altre persone e prospettive...restate sintonizzati!
Visualizzazione post con etichetta libertà. Mostra tutti i post
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giovedì 17 maggio 2012
martedì 17 aprile 2012
Parassiti di stagione
Io una roba proprio non la capisco.
Riguarda tutta 'sta storia sui soldi pubblici ai partiti e che sta venendo fuori adesso che qualche tesoriere li ha scambiati per i risparmi sotto al materasso di sua nonna.
In pratica e per sommi capi: una volta c'era il finanziamento pubblico nudo e crudo.
Poi vennero i Radicali che, con l'intenzione di un salvifico repulisti dal cancro di Tangentopoli, indissero un referendum abrogativo e un casino di italiani si espressero per la sua abolizione.
La norma uscita così dalla finestra rientrò dal portone con una susseguente legge sui cosiddetti rimborsi elettorali che ha via via fatto aumentare, negli anni, i fiumi di denaro pubblico che arrivano nelle casse dei partiti.
Ora che il re è nudo grazie a un paio di tesorieri malandrini, i segretari dei maggiori partiti fanno una cosa straordinaria: ci parlano.
Ecco il punto: solo a me la ripugnanza delle parole di Bersani, Casini & Co. arriva dritta in faccia come un pugno a ogni ora di cena?
Cioè, questi spudoratissimi signori, solo adesso che sentono di essere messi alle strette, comunicano con gli elettori e scoprono parzialmente le loro carte dicendoci che NO, non si può eliminare il finanziamento pubblico ai partiti politici perché sennò in Parlamento finirebbero solo lobbistiche associazioni di super-ricchi.
Non contesto la possibilità che ciò sia vero, mi fermo a un gradino immediatamente prima: quindi ci stanno dicendo che ci sono decisioni che NON possiamo prendere? Stanno ammettendo che nel '94 ce l'hanno buttato spudoratamente al culo? Stanno sostenendo la legittimità di una loro avocazione sulle nostre idee e coscienze?
Ciò che vedo io in queste sere è proprio questo: un manipolo di zecche istituzionali (che nessuno ha mai eletto davvero, in una straordinaria sospensione della Democrazia nella quale da anni viviamo) che ci dicono che loro sanno meglio di quanto noi potremo mai capire, quanto è buono e dovuto il nostro sangue e che se tu scegli di non avercele sulla giugulare, per loro va bene... Tanto s'attaccano alle palpebre o nelle ascelle o fra le dita dei piedi.
Un sistema che non prevede la possibilità di prendere a schiacciante maggioranza certe decisioni e una casta che taccia ripetutamente con "populista", "giustizialista" e "antipolitica" ogni aspirazione democratica mi dà semplicemente il vomito ed è giusto che l'uno e l'altra siano abbattuti coi mezzi e la determinazione che ogni tempo mette a disposizione.
¡HASTA LA DIGNIDAD, SIEMPRE!
Riguarda tutta 'sta storia sui soldi pubblici ai partiti e che sta venendo fuori adesso che qualche tesoriere li ha scambiati per i risparmi sotto al materasso di sua nonna.
In pratica e per sommi capi: una volta c'era il finanziamento pubblico nudo e crudo.
Poi vennero i Radicali che, con l'intenzione di un salvifico repulisti dal cancro di Tangentopoli, indissero un referendum abrogativo e un casino di italiani si espressero per la sua abolizione.
La norma uscita così dalla finestra rientrò dal portone con una susseguente legge sui cosiddetti rimborsi elettorali che ha via via fatto aumentare, negli anni, i fiumi di denaro pubblico che arrivano nelle casse dei partiti.
Ora che il re è nudo grazie a un paio di tesorieri malandrini, i segretari dei maggiori partiti fanno una cosa straordinaria: ci parlano.
Ecco il punto: solo a me la ripugnanza delle parole di Bersani, Casini & Co. arriva dritta in faccia come un pugno a ogni ora di cena?
Cioè, questi spudoratissimi signori, solo adesso che sentono di essere messi alle strette, comunicano con gli elettori e scoprono parzialmente le loro carte dicendoci che NO, non si può eliminare il finanziamento pubblico ai partiti politici perché sennò in Parlamento finirebbero solo lobbistiche associazioni di super-ricchi.
Non contesto la possibilità che ciò sia vero, mi fermo a un gradino immediatamente prima: quindi ci stanno dicendo che ci sono decisioni che NON possiamo prendere? Stanno ammettendo che nel '94 ce l'hanno buttato spudoratamente al culo? Stanno sostenendo la legittimità di una loro avocazione sulle nostre idee e coscienze?
Ciò che vedo io in queste sere è proprio questo: un manipolo di zecche istituzionali (che nessuno ha mai eletto davvero, in una straordinaria sospensione della Democrazia nella quale da anni viviamo) che ci dicono che loro sanno meglio di quanto noi potremo mai capire, quanto è buono e dovuto il nostro sangue e che se tu scegli di non avercele sulla giugulare, per loro va bene... Tanto s'attaccano alle palpebre o nelle ascelle o fra le dita dei piedi.
Un sistema che non prevede la possibilità di prendere a schiacciante maggioranza certe decisioni e una casta che taccia ripetutamente con "populista", "giustizialista" e "antipolitica" ogni aspirazione democratica mi dà semplicemente il vomito ed è giusto che l'uno e l'altra siano abbattuti coi mezzi e la determinazione che ogni tempo mette a disposizione.
¡HASTA LA DIGNIDAD, SIEMPRE!
martedì 14 febbraio 2012
Bologna Pride 2012
Per chi non lo sapesse, il 9 giugno prossimo per indossare quegli short coi sbrilluccichi che tenete a prendere polvere nel cassetto da 12 mesi, vi toccherà venire a casa mia.
Non nella mia cucina, ché lì i pantaloncini attillati a filo chiappa sono tenuta d'ordinanza ogni dì, ma nella mia Bologna.
Ieri, chi ci sta dietro (oddio, ma chi ci sta dietro?!?), se n'è uscito col logo ufficiale dell'evento che potete rimirare in principio di post.
Vi chiedo che ne pensate, se vi pare efficace, bello e ficcante.
Io lo boccio e non vi dico i motivi per non influenzarvi.
Anzi, ma chi se ne frega, è periodo di influenza, una più una meno...
Mi fa schifo perché non c'è neanche un richiamo a quei simboli semiotici che, come sosterrebbe il mio amico Oscar, fanno di noi un "popolo": niente parola GAY, niente bandiera arcobaleno, niente riferimento al Grande Giorno della Parata, nessuna volontà di appassionare e rendere il Pride una cosa viva e presente (la volta scorsa, come ricordano le foto in fondo, tutto ciò fu mirabilmente perseguito con cartelloni ad hoc che tappezzarono la città intera e facevano capire a tutti quanto sfaccettatta e multicolore fosse una certa realtà).
Questo pare il simbolo di una porno-app per smartphone e sono convinto che l'iphonemania abbia influenzato non poco i grafici che l'hanno realizzata: quella essenzialità stilistica deve essere colpa della Apple!
Io mi aspetto che da un momento all'altro la P ruoti di 90° gradi in senso orario diventando un pene che va inchiappettarsi quel culo rosa e pulsante.
No, ditemelo se sono io...
Non nella mia cucina, ché lì i pantaloncini attillati a filo chiappa sono tenuta d'ordinanza ogni dì, ma nella mia Bologna.
Ieri, chi ci sta dietro (oddio, ma chi ci sta dietro?!?), se n'è uscito col logo ufficiale dell'evento che potete rimirare in principio di post.
Vi chiedo che ne pensate, se vi pare efficace, bello e ficcante.
Io lo boccio e non vi dico i motivi per non influenzarvi.
Anzi, ma chi se ne frega, è periodo di influenza, una più una meno...
Mi fa schifo perché non c'è neanche un richiamo a quei simboli semiotici che, come sosterrebbe il mio amico Oscar, fanno di noi un "popolo": niente parola GAY, niente bandiera arcobaleno, niente riferimento al Grande Giorno della Parata, nessuna volontà di appassionare e rendere il Pride una cosa viva e presente (la volta scorsa, come ricordano le foto in fondo, tutto ciò fu mirabilmente perseguito con cartelloni ad hoc che tappezzarono la città intera e facevano capire a tutti quanto sfaccettatta e multicolore fosse una certa realtà).
Questo pare il simbolo di una porno-app per smartphone e sono convinto che l'iphonemania abbia influenzato non poco i grafici che l'hanno realizzata: quella essenzialità stilistica deve essere colpa della Apple!
Io mi aspetto che da un momento all'altro la P ruoti di 90° gradi in senso orario diventando un pene che va inchiappettarsi quel culo rosa e pulsante.
No, ditemelo se sono io...
giovedì 29 settembre 2011
Ma che vadano a mori' ammazzati loro! No alla norma ammazzablog!
POST A RETI UNIFICATE
Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.
Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.
Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.
Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.
martedì 27 settembre 2011
Silvio, ti prego, non mollare!
LETTERA APERTA (TANTO SAREBBE COMUNQUE INTERCETTATA) A SILVIO
Caro Silvio,
con la confidenza distaccata di chi mai t'ha votato, mi rivolgo a te appellandoti per nome anzichè chiamarti Papi o Culo Flaccido, come fan tutte le tue cortigiane che ti idolatrano (le idrocagne!).
E' un momento difficile, lo so, me lo posso immaginare.
Ma anche no.
In effetti io non so cosa sia vedere all'orizzonte lo scintillio delle manette, sondaggi sfavorevoli, compagnie turpi, spread che s'involano appena racconto una barzelletta atroce o la fiatella pestifera di Ghedini che mi sussurra come intrallazzeremo per tirare a campare.
No, non riesco neanche a immaginarmele tutte queste cose, non ho così tanto guizzo fantastico nè propensioni masochistiche.
Eppure questa volta ti sono vicino. Ti darei anche una pacca sulla spalla, guarda.
C'è stato chi ieri ha preteso, col fare mafioso di chi mai ti nomina ma t'avverte chiaramente, che il tuo tempo è scaduto, che puoi accomodarti e prenderti il benservito.
Angelo, che fino all'altroieri era amico fidato, cieco, sordo e muto come una talpa balbuziente e audiolesa, ha deciso di prendere parola sul ginepraio, sulla tua condotta sconcertante, sullo svilimento delle italiche istituzioni e pure lui (BOOORING!) ti ha chiesto il passo indietro.
Non farlo Silvio, te ne prego seriamente. Non ora, non stavolta, non subito.
Al posto del passo indietro fa' un balzo, una veronica, una piroetta, una capriola, quattro salti in padella, quello che ti viene meglio sui due piedi, ma non mettere la retro (marcia. Anzi, marcissima sarebbe!).
Se Angelo ti vuole licenziare, dopo aver lucrato per anni i soliti privilegi per la sua casta di sepolcri imbiancati fianco a fianco con te, vuol dire che qualcuno, dall'altra parte (terribili queste opposizioni, lo sappiamo tutti, terribili!), deve avergli assicurato la continuazione di certe benemerenze, anche con un cambio di casacca da parte sua.
Non starci a questo gioco, non dargliela vinta.
Hai affossato il Paese con la tua dittatura, ci hai demoliti culturalmente e civilmente ma mi rifiuto di credere che tu sia così perverso da consegnarci tutti a una situazione addirittura peggiore: la sudditanza totale, illimitata e sempiterna, alla mafia pretesca che avrà, scolpita nella Storia, la riconoscenza di un Paese per aver condotto Silvio fuori della porta.
Lì dove avrà fallito il canuto napoletano, lì dove si sono arrese le opposizioni, lì dove la Giustizia avrà alzato bandiera bianca, sarà riuscito l'altare dove tutti saremo immolati.
Non possiamo permetterci un riconoscimento di merito così caro, per il prezzo che comporterà per la nazione in termini economici e non solo.
Non cadere con questo sgambetto, involati come ci hai abituati a vederti fare e raggiungi le vette dei cieli più alti. Non arrenderti prima di un tre settimane circa.
Solo al passare di un periodo siffato, sfracassati pure al suolo come è giusto e gravitazionale che sia.
Se ti dimetterai prima di tre settimane, chiunque ricondurrà la tua disfatta politica all'intervento divino dell'Angelo sterminatore di capi sconci e triviali. E noialtri saremo tutti definitivamente fottuti.
Stavolta resisti, scendo in campo a difenderti se necessario. E' la scelta obbligata tra due mali che mi porta al tuo fianco ma ci sono, puoi contare su di me.
I danni di lungo periodo, nei secoli dei secoli e amen e oltre ancora, sarebbero incalcolabili se ti licenziasse il sommo porporato al posto di uno degli anticorpi democratici.
Resisti, Silvio, resisti!
Ancora tre settimane, te ne prego!
Caro Silvio,
con la confidenza distaccata di chi mai t'ha votato, mi rivolgo a te appellandoti per nome anzichè chiamarti Papi o Culo Flaccido, come fan tutte le tue cortigiane che ti idolatrano (le idrocagne!).
E' un momento difficile, lo so, me lo posso immaginare.
Ma anche no.
In effetti io non so cosa sia vedere all'orizzonte lo scintillio delle manette, sondaggi sfavorevoli, compagnie turpi, spread che s'involano appena racconto una barzelletta atroce o la fiatella pestifera di Ghedini che mi sussurra come intrallazzeremo per tirare a campare.
No, non riesco neanche a immaginarmele tutte queste cose, non ho così tanto guizzo fantastico nè propensioni masochistiche.
Eppure questa volta ti sono vicino. Ti darei anche una pacca sulla spalla, guarda.
C'è stato chi ieri ha preteso, col fare mafioso di chi mai ti nomina ma t'avverte chiaramente, che il tuo tempo è scaduto, che puoi accomodarti e prenderti il benservito.
Angelo, che fino all'altroieri era amico fidato, cieco, sordo e muto come una talpa balbuziente e audiolesa, ha deciso di prendere parola sul ginepraio, sulla tua condotta sconcertante, sullo svilimento delle italiche istituzioni e pure lui (BOOORING!) ti ha chiesto il passo indietro.
Non farlo Silvio, te ne prego seriamente. Non ora, non stavolta, non subito.
Al posto del passo indietro fa' un balzo, una veronica, una piroetta, una capriola, quattro salti in padella, quello che ti viene meglio sui due piedi, ma non mettere la retro (marcia. Anzi, marcissima sarebbe!).
Se Angelo ti vuole licenziare, dopo aver lucrato per anni i soliti privilegi per la sua casta di sepolcri imbiancati fianco a fianco con te, vuol dire che qualcuno, dall'altra parte (terribili queste opposizioni, lo sappiamo tutti, terribili!), deve avergli assicurato la continuazione di certe benemerenze, anche con un cambio di casacca da parte sua.
Non starci a questo gioco, non dargliela vinta.
Hai affossato il Paese con la tua dittatura, ci hai demoliti culturalmente e civilmente ma mi rifiuto di credere che tu sia così perverso da consegnarci tutti a una situazione addirittura peggiore: la sudditanza totale, illimitata e sempiterna, alla mafia pretesca che avrà, scolpita nella Storia, la riconoscenza di un Paese per aver condotto Silvio fuori della porta.
Lì dove avrà fallito il canuto napoletano, lì dove si sono arrese le opposizioni, lì dove la Giustizia avrà alzato bandiera bianca, sarà riuscito l'altare dove tutti saremo immolati.
Non possiamo permetterci un riconoscimento di merito così caro, per il prezzo che comporterà per la nazione in termini economici e non solo.
Non cadere con questo sgambetto, involati come ci hai abituati a vederti fare e raggiungi le vette dei cieli più alti. Non arrenderti prima di un tre settimane circa.
Solo al passare di un periodo siffato, sfracassati pure al suolo come è giusto e gravitazionale che sia.
Se ti dimetterai prima di tre settimane, chiunque ricondurrà la tua disfatta politica all'intervento divino dell'Angelo sterminatore di capi sconci e triviali. E noialtri saremo tutti definitivamente fottuti.
Stavolta resisti, scendo in campo a difenderti se necessario. E' la scelta obbligata tra due mali che mi porta al tuo fianco ma ci sono, puoi contare su di me.
I danni di lungo periodo, nei secoli dei secoli e amen e oltre ancora, sarebbero incalcolabili se ti licenziasse il sommo porporato al posto di uno degli anticorpi democratici.
Resisti, Silvio, resisti!
Ancora tre settimane, te ne prego!
giovedì 4 agosto 2011
¡Hasta pronto!
Ancora poche ore e poi arriva il momento più atteso: le ferie d'agosto.
Vi auguro tanto benessere, qualunque cosa voi possiate/riusciate a fare.
Godetevi l'estate, ché poi ce la raccontiamo...
V'aspetto qui quando torno da Barcellona e voi dai vostri pizzi!!!
Besos!
lunedì 4 luglio 2011
Mado 2011
Ennesima riprova che Madrid è Madrid e noi non siamo un cazzo...
Che vi racconto? Niente...ché sennò mi viene un magone che mi ci strozzo.
Epperò qualcosa la devo di'...così almeno vi faccio un po' di sana invidia e l'anno prossimo si va tutti, che in compagnia è pure meglio.
Madrid è la dimostrazione sociourbana che un altro mondo è possibile e non c'è niente di marziano nelle cose che funzionano. Partiamo da qualche considerazione testata sulla pellaccia mia: tutto costa invariabilmente tra il 20 e il 30% in meno che nelle nostre città. Basta fare due passi guardandosi attorno e in pieno centro scovi autentiche miniere della convenienza, come quella più e più volte esplorata a questo giro, una cervezeria a metà strada tra Gran Via e Puerta del Sol che REGALA mezzo litro di birra a solo 1€! Roba che qui solo se assali i TIR degli autotrasportatori come un tempo si faceva con le diligenze riesci a bere a meno.
C'hai fame e la dieta liquida non ti basta? Cazzo figlio mio, ancora mangi? Guarda che siamo a Luglio, eh!
Eh vabbè, sappi che in tutta la città non riuscirai manco a volerlo a pagare più di 2,5€ una colazione con caffè-latte, vero succo di arancia (con tutti i pezzetti di polpa tra i denti!) e una bella pastona fresca di forno. A pranzo t'abbuffi con 5-6 euro, a cena vai al Museo del Jamon e con 8,10€ (prezzo fisso dal 2007 che l'ho scoperto per la prima volta), ti danno primo, secondo, contorno, bibita, pane e dolce. A Bologna per lo stesso prezzo riesci solo a ottenere che il cameriere venga al tavolo e non scoreggi mentre ordini.
Non vogliamo parlare del vile denaro? E così sia. Vogliamo parlare dei mezzi che funzionano alla perfezione, dell'architettura moderna e ecocompatibile che te stanno a tira' su nella capitale iberica, del clima di accettazione che si respira, della dignità di una popolazione vicina corpo e sangue ai suoi indignatos (Puerta del Sol, tramutata in un enorme uditorio all'ascolto di giovani voci non allineate, ti accelera i battiti)?
E poi vabbè, anche se faccio finta che no, alla fine sono andato per l'Orgullo, il grande raduno orgiastico del Pianeta Terra, la più grande festa che l'uomo potesse inventare dopo i Sabba.
Nei giorni del Pride madrileño gli occhi lacrimano sborra alla vista di tanta bonerìa che vaga in giro e troppe sono le cose da fare. Non esiste angolo di Chueca che non possa offrire soddisfazione al gusto più raffinato o strambo o perverso. Alla marcha di sabato (un milione VERO di persone, che fa subito percepire quello dell'Europride di Roma come quancosa di poco superiore a una riunione di condominio molto partecipata) le ali di folla festante di anziani, famiglie con bebè, immigrati e nonne in carriola è una cosa da commozione cerebrale.
L'Orgullo è davvero la festa di tutta Madrid e prendervi parte appaga totalmente.
Poi vabbè, che ve lo dico a fare...il gaydar ha funzionato alla perfezione pure stavolta e, anzi, stavolta più che mai permettendomi di imbattermi col resto della combriccola nell'uomo più bello del Mondo (e se non siete d'accordo o non capite un cazzo o siete pazzi o non capite un cazzo e siete per di più pazzi!), colui che è la dimostrazione vivente che la bellezza interiore è una megastronzata inventata dai cessi: Eliad Cohen!
Merda ragazzi, ci stai 2 minuti davanti a spizzartelo e ti ricoverano al Centro Grandi Ustionati per quanto illumina il mondo di manza bellezza.
¡Hasta el Mado 2012!
Dio esiste, si chiama Eliad e beve un sacco di energy drink!
Che vi racconto? Niente...ché sennò mi viene un magone che mi ci strozzo.
Epperò qualcosa la devo di'...così almeno vi faccio un po' di sana invidia e l'anno prossimo si va tutti, che in compagnia è pure meglio.
Madrid è la dimostrazione sociourbana che un altro mondo è possibile e non c'è niente di marziano nelle cose che funzionano. Partiamo da qualche considerazione testata sulla pellaccia mia: tutto costa invariabilmente tra il 20 e il 30% in meno che nelle nostre città. Basta fare due passi guardandosi attorno e in pieno centro scovi autentiche miniere della convenienza, come quella più e più volte esplorata a questo giro, una cervezeria a metà strada tra Gran Via e Puerta del Sol che REGALA mezzo litro di birra a solo 1€! Roba che qui solo se assali i TIR degli autotrasportatori come un tempo si faceva con le diligenze riesci a bere a meno.
C'hai fame e la dieta liquida non ti basta? Cazzo figlio mio, ancora mangi? Guarda che siamo a Luglio, eh!
Eh vabbè, sappi che in tutta la città non riuscirai manco a volerlo a pagare più di 2,5€ una colazione con caffè-latte, vero succo di arancia (con tutti i pezzetti di polpa tra i denti!) e una bella pastona fresca di forno. A pranzo t'abbuffi con 5-6 euro, a cena vai al Museo del Jamon e con 8,10€ (prezzo fisso dal 2007 che l'ho scoperto per la prima volta), ti danno primo, secondo, contorno, bibita, pane e dolce. A Bologna per lo stesso prezzo riesci solo a ottenere che il cameriere venga al tavolo e non scoreggi mentre ordini.
Non vogliamo parlare del vile denaro? E così sia. Vogliamo parlare dei mezzi che funzionano alla perfezione, dell'architettura moderna e ecocompatibile che te stanno a tira' su nella capitale iberica, del clima di accettazione che si respira, della dignità di una popolazione vicina corpo e sangue ai suoi indignatos (Puerta del Sol, tramutata in un enorme uditorio all'ascolto di giovani voci non allineate, ti accelera i battiti)?
E poi vabbè, anche se faccio finta che no, alla fine sono andato per l'Orgullo, il grande raduno orgiastico del Pianeta Terra, la più grande festa che l'uomo potesse inventare dopo i Sabba.
Nei giorni del Pride madrileño gli occhi lacrimano sborra alla vista di tanta bonerìa che vaga in giro e troppe sono le cose da fare. Non esiste angolo di Chueca che non possa offrire soddisfazione al gusto più raffinato o strambo o perverso. Alla marcha di sabato (un milione VERO di persone, che fa subito percepire quello dell'Europride di Roma come quancosa di poco superiore a una riunione di condominio molto partecipata) le ali di folla festante di anziani, famiglie con bebè, immigrati e nonne in carriola è una cosa da commozione cerebrale.
L'Orgullo è davvero la festa di tutta Madrid e prendervi parte appaga totalmente.
Poi vabbè, che ve lo dico a fare...il gaydar ha funzionato alla perfezione pure stavolta e, anzi, stavolta più che mai permettendomi di imbattermi col resto della combriccola nell'uomo più bello del Mondo (e se non siete d'accordo o non capite un cazzo o siete pazzi o non capite un cazzo e siete per di più pazzi!), colui che è la dimostrazione vivente che la bellezza interiore è una megastronzata inventata dai cessi: Eliad Cohen!
Merda ragazzi, ci stai 2 minuti davanti a spizzartelo e ti ricoverano al Centro Grandi Ustionati per quanto illumina il mondo di manza bellezza.
¡Hasta el Mado 2012!
Dio esiste, si chiama Eliad e beve un sacco di energy drink!
lunedì 13 giugno 2011
Eurorgoglioso!
Qualche fotarella così, tanto per ricordare...
I CARRI
Sapevo che c'erano pochi soldi ma non immaginavo che stavano con le pezze al culo...
Perché, di solito che fanno?
Sobrietà al potere!
Orsetti del cuore crescono...
Lo schermo led??? Ma se gli altri non avevano manco le ruote! Così li fate sfigura'!
I BONI
Questi li ho fotografati per voi, mica pe' mme!
Troppo giovane? CBCR!!!
Dovete guarda' quello a destra, scemoni!
C'ho le stesse mutande, porcozio, ma perché a me fanno un altro effetto?!?
Ah, l'egizi! Che civiltà avanzata...
Ah, i macellai! Che civiltà avanzata...
Ah i vestiti di stracci...il resto lo sapete...
TRAVESTE&TRANS
Un giretto in giostra?
No grazie, che poi vomito...

..........
............!!!
I MITICI

Le mie so' quelle pulite!

Come fai a farci stare tutti in una foto?
Eh, so' pericolosi di 'sti tempi: potrebbero averci il batterio killer. Meglio non mangiarli...
Ah bello! Mettete 'n fila!
I CARRI
Sapevo che c'erano pochi soldi ma non immaginavo che stavano con le pezze al culo...
Perché, di solito che fanno?
Sobrietà al potere!
Orsetti del cuore crescono...
Lo schermo led??? Ma se gli altri non avevano manco le ruote! Così li fate sfigura'!
I BONI
Questi li ho fotografati per voi, mica pe' mme!
Troppo giovane? CBCR!!!
Dovete guarda' quello a destra, scemoni!
C'ho le stesse mutande, porcozio, ma perché a me fanno un altro effetto?!?
Ah, l'egizi! Che civiltà avanzata...
Ah, i macellai! Che civiltà avanzata...
Ah i vestiti di stracci...il resto lo sapete...
TRAVESTE&TRANS
Un giretto in giostra?
No grazie, che poi vomito...
..........
............!!!
I MITICI
Le mie so' quelle pulite!
Come fai a farci stare tutti in una foto?
Eh, so' pericolosi di 'sti tempi: potrebbero averci il batterio killer. Meglio non mangiarli...
Ah bello! Mettete 'n fila!
lunedì 6 giugno 2011
Ho battuto Gesù.
Un altro compleanno, e so' 34...
Da questa settimana sono più vecchio di Gesù. Ora so cosa provava Madonna quando s'incaprettava il suo.
Basta, ho deciso, smetto!
Non ora perchè non voglio restare a 34 anni per sempre, non mi piacciono i numeri pari. Il prossimo sarà l'ultimo compleanno che compirò, dopo sarà solo una reiterazione sempiterna della mia ibernata giovinezza, toh!
Sono andato dai miei questo we (scusate il tono da Reportage riesumato ma devo dire una cosa importante, non fate caciara e sputate le gomme!) a farmi imbottire di cibarie come un porcello all'ingrasso, stavolta con razioni raddoppiate perché ho DAVVERO perso due chili (sia messo agli atti!), e il refrain materno, per ben 4 giorni, è stato "Ma quanto te sì fatt' sicc'! Mangia! Mangia!!!".
Forse anche per cambiare argomento e farle smettere di riempirmi il piatto, ho pensato bene di sconvolgerla almeno un po' con il mio definitivo coming out COMPLETO.
Lo scrivo così, tutto maiuscole, perché in un solo pomeriggio, seduti a guardarci negli occhi, le ho raccontato nascita e sviluppo della mia storia d'amore tutta al maschile, le ho detto di come abbiamo accordato i gusti e smussato le sensibilità per permettere una convivenza, mi sono sorpreso a chiarirle come funzionano Pride, locali e quelle robe lì e, dopo due ore di chiacchiere, avevamo pure snocciolato i totali delle rate del mutuo che ci sposano per 20 anni... Mancava le dicessi pure in che posizione giochiamo a incularella e alle maiuscole avrei aggiunto pure il punto esclamativo.
Che avesse capito, lo sapevo. Epperò, nel dubbio la prendesse a male, io che sono furbo come una volpe cannibala che ha mangiato n'altra volpe a colazione, ho pensato bene di non rovinarmi il giorno del compleanno e ho svuotato il sacco il giorno prima.
Quello che mi ha risposto non lo saprete mai.
Non perché amo mia madre, non solo per quello almeno.
Ma perché a volte, è semplicemente giusto così.
Da questa settimana sono più vecchio di Gesù. Ora so cosa provava Madonna quando s'incaprettava il suo.
Basta, ho deciso, smetto!
Non ora perchè non voglio restare a 34 anni per sempre, non mi piacciono i numeri pari. Il prossimo sarà l'ultimo compleanno che compirò, dopo sarà solo una reiterazione sempiterna della mia ibernata giovinezza, toh!
Sono andato dai miei questo we (scusate il tono da Reportage riesumato ma devo dire una cosa importante, non fate caciara e sputate le gomme!) a farmi imbottire di cibarie come un porcello all'ingrasso, stavolta con razioni raddoppiate perché ho DAVVERO perso due chili (sia messo agli atti!), e il refrain materno, per ben 4 giorni, è stato "Ma quanto te sì fatt' sicc'! Mangia! Mangia!!!".
Forse anche per cambiare argomento e farle smettere di riempirmi il piatto, ho pensato bene di sconvolgerla almeno un po' con il mio definitivo coming out COMPLETO.
Lo scrivo così, tutto maiuscole, perché in un solo pomeriggio, seduti a guardarci negli occhi, le ho raccontato nascita e sviluppo della mia storia d'amore tutta al maschile, le ho detto di come abbiamo accordato i gusti e smussato le sensibilità per permettere una convivenza, mi sono sorpreso a chiarirle come funzionano Pride, locali e quelle robe lì e, dopo due ore di chiacchiere, avevamo pure snocciolato i totali delle rate del mutuo che ci sposano per 20 anni... Mancava le dicessi pure in che posizione giochiamo a incularella e alle maiuscole avrei aggiunto pure il punto esclamativo.
Che avesse capito, lo sapevo. Epperò, nel dubbio la prendesse a male, io che sono furbo come una volpe cannibala che ha mangiato n'altra volpe a colazione, ho pensato bene di non rovinarmi il giorno del compleanno e ho svuotato il sacco il giorno prima.
Quello che mi ha risposto non lo saprete mai.
Non perché amo mia madre, non solo per quello almeno.
Ma perché a volte, è semplicemente giusto così.
giovedì 19 maggio 2011
Nudo
A causa di una serata alcolica, stamattina ero più rinco del solito. Sono uscito di casa praticamente nudo: ho lasciato a casa tutta la mia armatura d'ordinanza fatta di due bracciali e un anello e ho scordato pure l'orologio e i due cellulari. Neanche quando mia madre m'ha sgravato ero così spoglio di orpelli.
Sarà capitato a tutti di dimenticarsi a casa il telefonino (ditemi di sì e non fatemi sentire l'unico scemo del villaggio globale), e secondo me è una di quelle esperienze catartiche dell'era 2.0 che andrebbero autosomministrate regolarmente, almeno un paio di volte al mese. Cinque minuti di shock totale quando ti rendi conto di non avere con te nulla che ti possa condizionare la giornata e ti pare quasi di non sentire più le gambe. Pensieri minacciosi e paure irrazionali mandano al galoppo il cuore: come faccio con quella telefonata di quel cliente tanto importante? Chi avvisa mia madre che sono stato licenziato? Come faccio a leggere tutti quei messaggi sull'imperdibile promozione che TIM ha ideato proprio per me? Come fotografo il pacco-monster di 'sto tizio di fronte a me in bus?
Io non so se tutti voi vi sentite mancare la terra sotto i piedi come il sottoscritto, ma per avere una vaga idea del senso di smarrimento che mi attanaglia, bisogna che abbiate visto Nell e vi ricordiate della scena in cui scopre che esistono altri esseri umani oltre la mamma e la gemella morta. Se non avevate visto Nell, mi spiace per l'anticipazione ma sì, muore la mamma e la gemella, fatevene una ragione.
Poi però la crisi di panico svanisce, come una bolla di sapone che esplode in una frazione di secondo. Realizzi i vantaggi di quanto ti è appena capitato: quanto è bello non avere campi magnetici vicino le palle, quanto è bello non essere scocciati da adolescenti di call center nella provincia di Olbia-Tempio, quanto è bello non avere un oggetto che tictacheggia la tua giornata e suona antipatici dlin! del calendario, che ogni volta ti chiedi chi minchia te l'aveva fatto fare di giudicare importante quella certa scadenza.
Forse oggi sono irrintracciabile, forse oggi sono più lontano da tutti e sospeso in uno spazio siderale della comunicazione senza amici nè fidanzato.
Eppure, vi assicuro che anche qui c'è vita e non è detto che faccia più schifo, anzi.
Cica-cicabum!
Sarà capitato a tutti di dimenticarsi a casa il telefonino (ditemi di sì e non fatemi sentire l'unico scemo del villaggio globale), e secondo me è una di quelle esperienze catartiche dell'era 2.0 che andrebbero autosomministrate regolarmente, almeno un paio di volte al mese. Cinque minuti di shock totale quando ti rendi conto di non avere con te nulla che ti possa condizionare la giornata e ti pare quasi di non sentire più le gambe. Pensieri minacciosi e paure irrazionali mandano al galoppo il cuore: come faccio con quella telefonata di quel cliente tanto importante? Chi avvisa mia madre che sono stato licenziato? Come faccio a leggere tutti quei messaggi sull'imperdibile promozione che TIM ha ideato proprio per me? Come fotografo il pacco-monster di 'sto tizio di fronte a me in bus?
Io non so se tutti voi vi sentite mancare la terra sotto i piedi come il sottoscritto, ma per avere una vaga idea del senso di smarrimento che mi attanaglia, bisogna che abbiate visto Nell e vi ricordiate della scena in cui scopre che esistono altri esseri umani oltre la mamma e la gemella morta. Se non avevate visto Nell, mi spiace per l'anticipazione ma sì, muore la mamma e la gemella, fatevene una ragione.
Poi però la crisi di panico svanisce, come una bolla di sapone che esplode in una frazione di secondo. Realizzi i vantaggi di quanto ti è appena capitato: quanto è bello non avere campi magnetici vicino le palle, quanto è bello non essere scocciati da adolescenti di call center nella provincia di Olbia-Tempio, quanto è bello non avere un oggetto che tictacheggia la tua giornata e suona antipatici dlin! del calendario, che ogni volta ti chiedi chi minchia te l'aveva fatto fare di giudicare importante quella certa scadenza.
Forse oggi sono irrintracciabile, forse oggi sono più lontano da tutti e sospeso in uno spazio siderale della comunicazione senza amici nè fidanzato.
Eppure, vi assicuro che anche qui c'è vita e non è detto che faccia più schifo, anzi.
Cica-cicabum!
martedì 12 aprile 2011
Cereali e complotti
E' successo ancora, ci sono ricascato.
Mi si è avvicinata furtiva e mi ha fatto quel cenno d'intesa che ormai conosco bene. "Lì c'è il malloppo... Fallo sparire. A questo giro è stato più complicato, mi ha quasi beccata!". Si sfoga con me la mia collega; di parlare con sua madre, non la sfiora l'idea.
Sono mesi che, con cadenza quasi settimanale, mi vedo recapitare un sacchetto della spesa con dentro una confezione di Nesquik. Ormai ho un'anta della cucina dedicata solo a quello, a custodire la refurtiva in attesa che, coi tempi adeguati del colazionamento umano, io riesca a far sparire il maltolto.
Sì perchè tutto 'sto cioccolato lei lo ruba alla madre diabetica. Diabetica ma golosa e che non fa che comprarsi la sua dose di felicità in polvere ogni volta che va da sola al supermercato.
Poi la prende anche nel suo tallone d'achille, l'età che avanza e la memoria che arretra. Così che, quando la poveretta mette sottosopra la dispensa per cercare la sua scatola di un bel giallo vibrante, le racconta che si è solo immaginata di avercela...
Ieri nel sacchetto ho trovato una variazione sul tema: stavolta erano i cereali della Nesquik, "nuova ricetta e ancora più cioccolatosi", garantisce il coniglio fighetto sulla confezione.
Stamattina li mangiavo e pensavo a quante cose possono stare dietro delle banalissime palline di riso soffiato.
E ho deciso, tra un crunch e uno gnam, che basta. Che sarà anche a fin di bene, ma non voglio più essere complice di una buona azione.
E che quando sarà il mio turno di essere rincoglionito, se qualcuno si azzarderà a nascondermi i miei cereali velenosi, si ritroverà il mio bastone da passeggio al posto degli incisivi.
Mi si è avvicinata furtiva e mi ha fatto quel cenno d'intesa che ormai conosco bene. "Lì c'è il malloppo... Fallo sparire. A questo giro è stato più complicato, mi ha quasi beccata!". Si sfoga con me la mia collega; di parlare con sua madre, non la sfiora l'idea.
Sono mesi che, con cadenza quasi settimanale, mi vedo recapitare un sacchetto della spesa con dentro una confezione di Nesquik. Ormai ho un'anta della cucina dedicata solo a quello, a custodire la refurtiva in attesa che, coi tempi adeguati del colazionamento umano, io riesca a far sparire il maltolto.
Sì perchè tutto 'sto cioccolato lei lo ruba alla madre diabetica. Diabetica ma golosa e che non fa che comprarsi la sua dose di felicità in polvere ogni volta che va da sola al supermercato.
Poi la prende anche nel suo tallone d'achille, l'età che avanza e la memoria che arretra. Così che, quando la poveretta mette sottosopra la dispensa per cercare la sua scatola di un bel giallo vibrante, le racconta che si è solo immaginata di avercela...
Ieri nel sacchetto ho trovato una variazione sul tema: stavolta erano i cereali della Nesquik, "nuova ricetta e ancora più cioccolatosi", garantisce il coniglio fighetto sulla confezione.
Stamattina li mangiavo e pensavo a quante cose possono stare dietro delle banalissime palline di riso soffiato.
E ho deciso, tra un crunch e uno gnam, che basta. Che sarà anche a fin di bene, ma non voglio più essere complice di una buona azione.
E che quando sarà il mio turno di essere rincoglionito, se qualcuno si azzarderà a nascondermi i miei cereali velenosi, si ritroverà il mio bastone da passeggio al posto degli incisivi.
venerdì 18 febbraio 2011
Ma perchè...?
Ma perchè La Russa, pur conscio di essere fotografato e ripreso da decine di foto e videocamere, ha l'arroganza di dire che è stato Formigli a calpestarlo?
Ma perchè Lele Mora può invocare l'intervento di una squadra di fascisti a bastonare i comunisti quando c'è un articolo della Costituzione italiana che vieta il ritorno delle camicie nere?
Ma perchè quelli del centro destra stanno sdoganando (fino alle estreme conseguenze che questa cosa comporterà sulla cultura di un intero Paese) la troiaggine speculativa, l'ignoranza, l'arrivismo, il doppiafaccismo, il salvifico "Sono un peccatore e allora?" e la menzogna patente?
Ma perchè la Santanchè si trova a suo agio a sostenere posizioni politiche antipodiche con quelle del recente passato senza avere un crash intellettivo che le esploda le protesi siliconiche?
Ma perchè la nipote di Mubarak (quella vera, non Ruby) può venire nel nostro Paese e rubare 3000 euro a qualcuno senza che la si possa fermare e arrestare?
p.s. non vorrei risposte ma leggere i vostri "ma perchè...?" nei commenti, se vi va di condividerli con gli altri.
mercoledì 19 gennaio 2011
Palla avvelenata
Da ragazzetto mi piaceva giocare a palla avvelenata ed ero una specie di campione del mondo. O su di lì.
Un'agilità fuori del comune mi rendeva praticamente imprendibile e in anni e anni di gioco, non scherzo, sarò stato beccato un 4-5 volte al massimo. Mica per niente mi chiamavano 'a scigne, la scimmia.
Non me la sto tirando, anche perchè immagino che siano ben poche le stime che ti guadagni a vantarti di cose simili... Sto solo esponendo fatti reali e, se non ci credete, è solo perchè non avete mai giocato contro di me, ecco!
Sapevo di essere bravissimo e volevo solo giocare con avversari che mi dessero filo da torcere: vincere facile non mi è mai piaciuto!
Volevo che chiunque fosse di fronte a me, a rigirarsi la "palla avvelenata" tra le mani pronto a caricare i bicipiti di tutta la forza di cui era capace e a scagliare il suo colpo migliore, ci sbattesse la faccia contro il mio talento e, magari, piangesse anche un pò per quanto lo sfottevo dopo il tiro andato a vuoto.
D'altra parte avevo sugli otto anni, ovvio che fossi un pezzo di merda.
***
Ascolto e leggo molto in giro in questi giorni.
So tutto del PdC, della minorenne nordafricana, dell'igienista dentale adetta al presidenziale prolasso, di Drive In che "è cominciato tutto da lì", della Signorinaduelauree. Conosco anche gli operatori telefonici di ogni singola troia che andava a mangiare la caprese ad Arcore e le promozioni attive sulla sua Sim (una gemella De Vivo ha ancora la Christmas Card attiva, l'altra no. Però in compenso ha la candida e l'alitosi).
In tutto 'sto casino il Paese sembra diviso tra chi cerca di indovinare la fidanzata misteriosa e chi spera che sì, stavolta siamo finalmente al capolinea.
Io non sto nè di qua nè di là.
Mi spiego: benvenga che il rattuso si tolga dai coglioni ma c'è da augurarsela davvero 'sta cosa? Come conseguenza di questi fatti?
Un'uscita di scena per guai che si è procurato da solo, nel mio approccio competitivo alle cose della vita, equivale a una vittoria per il PdC.
Immaginatevelo un momento il day after, il primo giorno dell'era deberlusconizzata.
Ci guarderemo in faccia come i pochi sopravvisuti a un bombardamento nucleare, incapaci di riconoscere fra noi una qualche forma di vicintore. Non ci sarà riuscita la sinistra a proporre un modello alternativo. Fini sarà stato un'inutile speranza tradita. La Magistratura avrà dimostrato solo buona volontà a tratti ma anche infinita debolezza. E la società, tutta la bruttura culturale di cui si sarà fatta culla per un ventennio. Abbasseremo presto lo sguardo a fissarci le punte dei piedi perchè lui se ne sarà andato invinto, ce lo avrà messo nel culo a tutti se se ne va non perchè condannato per fatti di mafia, concussioni, appalti, corruzioni, evasione fiscale, abuso di potere o riciclaggio. Anche crepasse, fa lo stesso. Immaginatevelo per un attimo: caduto perchè scoperto Mangiafiche! Praticamente una medaglia in più che l'italiota gli assegnerà a giochi chiusi. E che getterà una luce fosca sulla storia del nostro Paese per secoli.
Se Maria Antonietta si fosse decapitata da sola ballando il valzer e inciampando nei pressi di una ghigliottina, la Rivoluzione Francese avrebbe avuto lo stesso valore?
A me non piace vincere facile. Non voglio che se ne vada per queste cose. Voglio che soffra davvero. Che veda coi suoi occhi il geniale marchingegno culturale che si inceppa e la riscossa delle donne senza codice a barre tra le cosce. Voglio che veda l'Italia apprezzata all'estero e il debito pubblico scendere per il forte aumento delle entrate fiscali. Voglio che cada sconfitto assieme al suo lascito di inciviltà innestato nella testa di ognuno di noi e che mangi polvere e merda.
Per questo, e solo per questo, io speravo che l'Italia, questa palla avvelenata, avesse potuto schivarsela.
Un'agilità fuori del comune mi rendeva praticamente imprendibile e in anni e anni di gioco, non scherzo, sarò stato beccato un 4-5 volte al massimo. Mica per niente mi chiamavano 'a scigne, la scimmia.
Non me la sto tirando, anche perchè immagino che siano ben poche le stime che ti guadagni a vantarti di cose simili... Sto solo esponendo fatti reali e, se non ci credete, è solo perchè non avete mai giocato contro di me, ecco!
Sapevo di essere bravissimo e volevo solo giocare con avversari che mi dessero filo da torcere: vincere facile non mi è mai piaciuto!
Volevo che chiunque fosse di fronte a me, a rigirarsi la "palla avvelenata" tra le mani pronto a caricare i bicipiti di tutta la forza di cui era capace e a scagliare il suo colpo migliore, ci sbattesse la faccia contro il mio talento e, magari, piangesse anche un pò per quanto lo sfottevo dopo il tiro andato a vuoto.
D'altra parte avevo sugli otto anni, ovvio che fossi un pezzo di merda.
***
Ascolto e leggo molto in giro in questi giorni.
So tutto del PdC, della minorenne nordafricana, dell'igienista dentale adetta al presidenziale prolasso, di Drive In che "è cominciato tutto da lì", della Signorinaduelauree. Conosco anche gli operatori telefonici di ogni singola troia che andava a mangiare la caprese ad Arcore e le promozioni attive sulla sua Sim (una gemella De Vivo ha ancora la Christmas Card attiva, l'altra no. Però in compenso ha la candida e l'alitosi).
In tutto 'sto casino il Paese sembra diviso tra chi cerca di indovinare la fidanzata misteriosa e chi spera che sì, stavolta siamo finalmente al capolinea.
Io non sto nè di qua nè di là.
Mi spiego: benvenga che il rattuso si tolga dai coglioni ma c'è da augurarsela davvero 'sta cosa? Come conseguenza di questi fatti?
Un'uscita di scena per guai che si è procurato da solo, nel mio approccio competitivo alle cose della vita, equivale a una vittoria per il PdC.
Immaginatevelo un momento il day after, il primo giorno dell'era deberlusconizzata.
Ci guarderemo in faccia come i pochi sopravvisuti a un bombardamento nucleare, incapaci di riconoscere fra noi una qualche forma di vicintore. Non ci sarà riuscita la sinistra a proporre un modello alternativo. Fini sarà stato un'inutile speranza tradita. La Magistratura avrà dimostrato solo buona volontà a tratti ma anche infinita debolezza. E la società, tutta la bruttura culturale di cui si sarà fatta culla per un ventennio. Abbasseremo presto lo sguardo a fissarci le punte dei piedi perchè lui se ne sarà andato invinto, ce lo avrà messo nel culo a tutti se se ne va non perchè condannato per fatti di mafia, concussioni, appalti, corruzioni, evasione fiscale, abuso di potere o riciclaggio. Anche crepasse, fa lo stesso. Immaginatevelo per un attimo: caduto perchè scoperto Mangiafiche! Praticamente una medaglia in più che l'italiota gli assegnerà a giochi chiusi. E che getterà una luce fosca sulla storia del nostro Paese per secoli.
Se Maria Antonietta si fosse decapitata da sola ballando il valzer e inciampando nei pressi di una ghigliottina, la Rivoluzione Francese avrebbe avuto lo stesso valore?
A me non piace vincere facile. Non voglio che se ne vada per queste cose. Voglio che soffra davvero. Che veda coi suoi occhi il geniale marchingegno culturale che si inceppa e la riscossa delle donne senza codice a barre tra le cosce. Voglio che veda l'Italia apprezzata all'estero e il debito pubblico scendere per il forte aumento delle entrate fiscali. Voglio che cada sconfitto assieme al suo lascito di inciviltà innestato nella testa di ognuno di noi e che mangi polvere e merda.
Per questo, e solo per questo, io speravo che l'Italia, questa palla avvelenata, avesse potuto schivarsela.
mercoledì 1 dicembre 2010
Maledetti criminali
Gli emissari di sacra romana chiesa hanno colpito ancora: calpestando ogni volontà espressa a riguardo da Monicelli durante la sua vita, il parroco del quartiere Monti, don Francesco, che possa presto ricongiungersi al suo stramaledetto dio di merda, ha comunque suonato le campane costringendo anche una salma inerme all'aggressione più vile e presuntuosa che si possa immaginare.
E intanto a Piergiorgio Welby Ruini&Tonini negarono i funerali religiosi, richiesti in quel caso...
Bella merda veste in abito talare.
E intanto a Piergiorgio Welby Ruini&Tonini negarono i funerali religiosi, richiesti in quel caso...
Bella merda veste in abito talare.
mercoledì 3 novembre 2010
Vergogna nazionale
Di quanto sta accadendo qui da noi è stato già detto tutto, commentati i fatti e i commenti. Persino i commenti sui commenti sono stati già commentati. Lo sdegno è stato declinato in ogni possibile locuzione e pare abbia prodotto una formazione cutanea volgarmente definita "pelle da gallina" anche presso un paio di esponenti del PD, pensa un pò.
Eppure, a rischio di essere superfluo come un intervento della Santanchè, anche io porto una brevissima testimonianza del discredito che sta gettando sul Paese quell'infermo mentale che è Silvio Berlusconi.
Preparavo la cena sul presto, saranno state le 7 meno 20, appena una manciata di ore dalla boutade più indecorosa che possa uscire dalla bocca di un carica istituzionale di un paese civilizzato. Irrompe in cucina Ding, il cinese che abita con me, e quasi si schianta dal ridere. Fa fatica a esprimersi e sulle prime mi contagia con la sua risata pur ignorando quella che ne è la causa. Lo guardo divertito ed ebete e, dopo qualche secondo, riesce finalmente buttare fuori il perchè di tanto sollazzo: in Cina, nell'epoca delle interconnessioni globali, sanno già tutto della battuta sui gay, ne parlano su giornali e in tv e i suoi amici a Chengdu lo tempestano di sfottò sul fatto che è qui, qui in Italia, qui in questo momento storico e con questa classe politica... E' umiliante e forse non riesco a rendere l'idea del quanto. Chiamatemi razzista ma è un colpo duro il doppio se a deriderti è un cinese, uno che fino all'altroieri era sotto una dittatura e ora può guardarti dritto negli occhi e dirti che "Da noi non sarebbe mai possibile scherzare su certe cose!".
Stanno tutti reagendo, almeno a parole, all'ennesima valanga di merda che ci è cascata addosso con i nuovi casi Ruby, escort, cocaina, censura e gay. I viola organizzano una manifestazione, stavolta in tutte le piazze d'Italia e l'invito mio è a intervenire o a pubblicizzare la cosa. E a farlo bene, con convinzione e cognizione di causa. Perchè a buttare fumo negli occhi ci son già tanti idioti prezzolati, millantatori di una libertà di espressione che nelle prossime ore verrà invocata come intangibile. La vetta di questa vertiginosa montagna di cazzate è stata ovviamente imbandierata da Vittorio Sgarbi (clicchi qui solo chi ha stomaco forte) ma temo che altri scalatori stiano già preparandosi per la cordata.
A caldo pare che pure la Carfagna sia rimasta sconvolta. Dopo gli intrallazzi che le hanno portato un Ministero in pagamento, è stata di nuovo messa in una posizione imbarazzante e lasciata a bocca aperta dal vecchio bavoso. Ma si è subito ripresa, sentendosi in dovere di disconoscere sè stessa e il ruolo che ricopre con scusanti ed esplicazioni infondate. Mi ricorda la scena di Arrivano i dollari, col padrone-Alberto Sordi che intima al maggiordomo di magnà er pappone.
Ecco cosa puoi fare grandissima cagna, magna er pappone.
(Nella foto di apertura: l'entrata del Cassero di Bologna già ieri sera salutava così)
Eppure, a rischio di essere superfluo come un intervento della Santanchè, anche io porto una brevissima testimonianza del discredito che sta gettando sul Paese quell'infermo mentale che è Silvio Berlusconi.
Preparavo la cena sul presto, saranno state le 7 meno 20, appena una manciata di ore dalla boutade più indecorosa che possa uscire dalla bocca di un carica istituzionale di un paese civilizzato. Irrompe in cucina Ding, il cinese che abita con me, e quasi si schianta dal ridere. Fa fatica a esprimersi e sulle prime mi contagia con la sua risata pur ignorando quella che ne è la causa. Lo guardo divertito ed ebete e, dopo qualche secondo, riesce finalmente buttare fuori il perchè di tanto sollazzo: in Cina, nell'epoca delle interconnessioni globali, sanno già tutto della battuta sui gay, ne parlano su giornali e in tv e i suoi amici a Chengdu lo tempestano di sfottò sul fatto che è qui, qui in Italia, qui in questo momento storico e con questa classe politica... E' umiliante e forse non riesco a rendere l'idea del quanto. Chiamatemi razzista ma è un colpo duro il doppio se a deriderti è un cinese, uno che fino all'altroieri era sotto una dittatura e ora può guardarti dritto negli occhi e dirti che "Da noi non sarebbe mai possibile scherzare su certe cose!".
Stanno tutti reagendo, almeno a parole, all'ennesima valanga di merda che ci è cascata addosso con i nuovi casi Ruby, escort, cocaina, censura e gay. I viola organizzano una manifestazione, stavolta in tutte le piazze d'Italia e l'invito mio è a intervenire o a pubblicizzare la cosa. E a farlo bene, con convinzione e cognizione di causa. Perchè a buttare fumo negli occhi ci son già tanti idioti prezzolati, millantatori di una libertà di espressione che nelle prossime ore verrà invocata come intangibile. La vetta di questa vertiginosa montagna di cazzate è stata ovviamente imbandierata da Vittorio Sgarbi (clicchi qui solo chi ha stomaco forte) ma temo che altri scalatori stiano già preparandosi per la cordata.
A caldo pare che pure la Carfagna sia rimasta sconvolta. Dopo gli intrallazzi che le hanno portato un Ministero in pagamento, è stata di nuovo messa in una posizione imbarazzante e lasciata a bocca aperta dal vecchio bavoso. Ma si è subito ripresa, sentendosi in dovere di disconoscere sè stessa e il ruolo che ricopre con scusanti ed esplicazioni infondate. Mi ricorda la scena di Arrivano i dollari, col padrone-Alberto Sordi che intima al maggiordomo di magnà er pappone.
Ecco cosa puoi fare grandissima cagna, magna er pappone.
(Nella foto di apertura: l'entrata del Cassero di Bologna già ieri sera salutava così)
giovedì 21 ottobre 2010
Carta straccia
Reporters sans frontières continua a non farsi gli affari propri e pure quest'anno spiattella a tutto il mondo quanto da noi la libertà di stampa sia un concetto variamente interpretabile da Berlusconi & C.
C'è da dire che il 49° posto a me non sembra neanche malaccio e senz'altro preferibile al secondo dell'Austria. Vi immaginate che palle stare lì, attaccati ai primi classificati, e non salire sul gradino più alto? Un pò come quando all'università fai un esame splendido e ti danno 29... No, no, teniamoci il 49 che è meglio, magari ci si dà da fare per l'anno prossimo e facciamo cifra tonda a 50 che è pure più facile da ricordare.
Eppure.
Nonostante la perfezione della macchina del consenso mediatico creata negli anni dal presidente del consiglio e oliata quotidianamente dai vari minzolini, sallustri, belpietri, feltri e compagnia disgustando, qualcuno ancora cerca di sfuggire al lavaggio del cervello di queste shampiste del giornalismo nostrano. Più d'uno, al momento in cui il grande B. annunciava l'invio alle famiglie italiane del volume riepilogativo di quanto fatto (buahahahaha!) in due anni di governo, si è chiesto se, come al solito, paga Pantalone. Ovvio che sì...
Ora, in un momento in cui mancano fondi per la qualunque e in particolare per Sanità e Ricerca, è più che lecito cercare di fermare questo ennesimo sperpero delle pubbliche risorse. Non foss'altro che per il fatto che, a quanto pare, Silvio abbia deciso, seppur a malincuore, di non inserire il paginone centrale con l'ultima...ahò non mi ricordo come si scrive mignotta in inglese che faceva così figo...vabbè dai, posto così.
Una strada che si può tentare è quella di mandare una mail con il seguente testo:
" Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di governo", mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON riceverlo, essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si risparmierà , venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica Istruzione e/o del Ministero della Sanità .
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti."
Fatelo tutti, specialmente se siete nell'elenco telefonico. Se vengono subissati di mail magari la differenza la fa...
C'è da dire che il 49° posto a me non sembra neanche malaccio e senz'altro preferibile al secondo dell'Austria. Vi immaginate che palle stare lì, attaccati ai primi classificati, e non salire sul gradino più alto? Un pò come quando all'università fai un esame splendido e ti danno 29... No, no, teniamoci il 49 che è meglio, magari ci si dà da fare per l'anno prossimo e facciamo cifra tonda a 50 che è pure più facile da ricordare.
Eppure.
Nonostante la perfezione della macchina del consenso mediatico creata negli anni dal presidente del consiglio e oliata quotidianamente dai vari minzolini, sallustri, belpietri, feltri e compagnia disgustando, qualcuno ancora cerca di sfuggire al lavaggio del cervello di queste shampiste del giornalismo nostrano. Più d'uno, al momento in cui il grande B. annunciava l'invio alle famiglie italiane del volume riepilogativo di quanto fatto (buahahahaha!) in due anni di governo, si è chiesto se, come al solito, paga Pantalone. Ovvio che sì...
Ora, in un momento in cui mancano fondi per la qualunque e in particolare per Sanità e Ricerca, è più che lecito cercare di fermare questo ennesimo sperpero delle pubbliche risorse. Non foss'altro che per il fatto che, a quanto pare, Silvio abbia deciso, seppur a malincuore, di non inserire il paginone centrale con l'ultima...ahò non mi ricordo come si scrive mignotta in inglese che faceva così figo...vabbè dai, posto così.
Una strada che si può tentare è quella di mandare una mail con il seguente testo:
" Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di governo", mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON riceverlo, essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si risparmierà , venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica Istruzione e/o del Ministero della Sanità .
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti."
Fatelo tutti, specialmente se siete nell'elenco telefonico. Se vengono subissati di mail magari la differenza la fa...
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