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Bologna, Italy
Ho 30-equalcosa anni, vivo a Bologna, mia città di adozione, assieme al mio compagno col quale ho messo su famiglia dall'agosto 2007 nonostante la legge non la pensi allo stesso modo. Per me questo blog rappresenta un palco virtuale da cui dar sfogo a pensieri, paure, desideri semi-inconfessabili e seghe mentali! Da qui mi aspetto la possibilità di confrontarmi con altre persone e prospettive...restate sintonizzati!
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mercoledì 30 maggio 2012

Pezzo di merda

Penso a una scena oggi, mi si è fissata nella testa e fa fatica a volersene andare.
Forse è un sogno, forse un timore immaginario. Magari è solo la scena di un film che ho visto anni fa o una fiaba in cui mi sono immedesimato troppo.
Insomma ho questa scena di me che decido di dare una festa per il mio compleanno. Roba grossa eh, ché quando io decido di festeggiare non bado a spese...devo celebrare come cristo comanda.
Faccio un giro nel condominio, avverto tutti che ci sarà del gran movimento, il dj suonerà roba tosta, marcette remixate piene di tunz-tunz-tunz, arriveranno migliaia e migliaia amici e si esibiranno in una sorta di coreografia simultanea e sincronizzata, tipo uno di quei flashmob che vanno tanto su Youtube.
Ci saranno fuochi d'artificio, vecchie zie carampane acchittate di tutto punto, sul balcone forse forse allestisco un palchetto d'onore con quelli a cui voglio più bene per godersi lo spettacolo.
Ovviamente tutti sono invitati quella sera ad entrare e bere un calice alla mia salute, la porta sarà aperta.
Tutti sono contenti, tutti mi stimano e amano e non vedono l'ora di tirarmi le orecchie e cantarmi gli auguri.
Solo che a questo punto succede una cosa: mentre sono attaccato al telefono a ordinare la mia millefoglie alla frutta nella pasticceria più costosa che trovo sulle Pagine Gialle, sento un tonfo dall'appartamento del vicino. Poi più nulla, per minuti e minuti non si sente più niente.
Lo incontro il giorno dopo alle cassette della posta, il mio vicino di pianerottolo. Ha la faccia tirata e gli occhi tristi e cerchiati di scuro. Mi racconta che la nonna, che abita con lui, nel tentativo di prendere un grosso tegame su una scaffalatura alta, se l'è tirato addosso restandone investita e, scivolando ha battuto la testa ed è morta.
Ecco cosa era quel tonfo dell'altro giorno!, penso...che vecchietta troppo operosa, quella nonnina. Operaia, quasi. Troppo operaia. E adesso tanto morta.
Già che c'è mi chiede la cortesia di non dare più la mia festa di compleanno, sai com'è, siamo sullo stesso pianerottolo, siamo vicini molto vicini.
Gli dimostro a parole e fatti che sono restio, che non ho intenzione di rimandare il mio party in pompa magna. Che insomma la prossimità fisica non è per forza di cose vera vicinanza.
Lui si indispone, ne fa una questione di principio. Nei giorni seguenti mobilità il palazzo, attacca volantini in giro per le scale, porta pure la questione nella riunione di condominio e il risultato è che la quasi unanimità dei condomini passano dalla sua parte: un gran vociare mi chiede di annullare la festa per rispetto a chi da poco se n'è andato.
In questa scena da film che si fa horror sul finale, in questo sogno che si fa incubo prima che io possa riuscire a destarmi, in questo ricordo lontano, vecchio e umiliante io faccio una cosa che mi appare assurda adesso che la scrivo: mi alzo in piedi e dico che la festa si farà, magari abbasso i decibel delle casse giusto per fare una atmosfera più lounge e che brinderò pure alla vecchia morta, ma tipo che davvero la penserò un casino tutto il tempo. E aggiungo che, comunque, una riunione di condominio come quella, non è il luogo in cui si può formare un  legittimo dissenso, per cui io vado per la mia strada.
Ora io vi domando e chiedo: quanto sarei pezzo di merda se nella realtà io mi comportassi davvero così?
No, ma davvero, ditemelo forte e chiaro perché tra una scossa e l'altra io sento il bisogno che me lo diciate quanto farei venire il voltastomaco.

N.B. Riportato a più miti consigli da un lettore, da un amico e dal moroso (che proprio non se la sente di portarmi le arance in cella), decido di rimuovere la foto di apertura del post. Tra l'altro non un bel vedere...
Nulla cambia nelle convinzioni e nel testo che le rappresenta.

lunedì 25 luglio 2011

La velocità delle robe e l'addio a FB

Amy Winehouse è morta.
Se c'è qualcuno che a metà del 25 luglio ancora non lo sa sulla faccia del pianeta, vorrei conoscerlo per stringergli la mano: sono ormai disposto a congratularmi con l'ignorante piuttosto che con il divoratore e defecatore seriale di news.
In questo mondo di ultraformazione più che d'informazione, le notizie si spargono alla velocità dei megabyte e la nostra componente umana dedicata alle passioni, all'empatia, alla comprensione ci sta abbandonando, rendendoci più dei cyborg solo temporaneamente vivi.
Il discorso ce l'ho nella testa molto complicato e fumoso anche ai miei stessi occhi...
Voglio cercare di esprimerlo bene però e, per semplificare, userò degli esempi di esperienza mia diretta.
Mi tengo alla morte di un personaggio famoso come la Winehouse. Non sono un medico legale londinese, ignoro totalemente l'ora esatta del decesso, ma posso sicuramente affermare che sia stata diramata notizia del ritrovamento del cadavere nel tardo pomeriggio di sabato.
Alle 18:00 già un quarto dei miei contatti su Facebook aveva temporaneamente cambiato la propria immagine con quella di AW.
Spinoza.it aveva postato la cazzutissima "Amy Winehouse brilla in cielo".
E, se per Michael Jackson ho dovuto attendere almeno una decina di giorni prima di sentire le prime battute sulla sua dipartita, per la talentuosa Amy ho solo dovuto contare i minuti. A mezzanotte dello stesso sabato ne avevo già sentite di ogni, una più divertente dell'altra ("Ah quella! Ha campato pure troppo...", "E adesso fallisce la Smirnoff!"), in disco la drag queen aveva già preparato lo show a lei dedicato, travestendosi da battona con la cofana nera e barcollando con un bicchiere di wodka tra le dita sulle note di "Back to black" e concludendo con un brindisi ai presenti plaudenti: "Salute! La vostra, ché io sono mooortaaa!".
Ho riso, riso tantissimo, a ogni singola freddura. Ma isterico, scandalizzato, spiazzato.
Le robe si muovono troppo in fretta per il tardo che sono.
Resto perplesso quando una cosa enorme come questa viene digerita così velocemente.
Il callo viene alle persone troppo in fretta e mi convinco sempre più che la colpa, se così posso chiamarla, sia dei social network che ci rimpinzano di post e uno deve venire dopo l'altro, in rapida sequenza, come le ciliegie, come le morti dei famosi, sennò non c'è gusto: non si può celebrare troppo a lungo la Winehouse col sentimentalismo sennò si perde tempo e ci si trova impreparati ad accogliere adeguatamente quello che viene, o meglio se ne  va, dopo.
Io non riesco a muovermi così rapidamente. Io non so pensare così velocemente.
Io non capisco neanche perché oggi tutti scrivano SIAMO TUTTI NORVEGESI!!!
Facebook ci sta cambiando, come se fossimo la versione beta della sua nuova, orribile chat, ci manipola e ci fa essere ultraformati.
Non ho mai avuto particolare simpatia per quel social network e, per questo, oggi sono molto contento di aver ricevuto un invito per Google+. Lo proverò e vedrò se risponde di più al mio modo di sentire, anche se non mi faccio illusioni. Se qualcuno è interessato a ricevere gli inviti, me lo faccia sapere.
Ma cerchiamo di farne un sito migliore... Cerchiamo di non scrivere cazzate solidaristiche a un popolo realmente ferito, di non limitare il nostro impegno per una qualsiasi causa cliccando un "mi piace" o modificando l'immagine del profilo.
E, se volete (legittimamente) sdrammatizzare una morte in una battuta, vi prego, aspettate che almeno il corpo si sia freddato.

mercoledì 30 marzo 2011

¡Quiero el pollón!

Ci sono sere che veramente faccio una fatica atroce a mettere insieme le idee e decidere che mangiare per cena.
Stasera per esempio, che cavolo mi mangio? Zuppa di seppie con capperi e olive? No, già mangiata pochi giorni fa... Petto di pollo con funghi? Dio, che banalità! La pasta poi, con il topless dietro l'angolo, manco a nominarla!
Poi, a sorpresa, ecco che m'arriva l'invito che mi svolta la serata! Stasera ho due amici catalani per cena: Demetrio e Quiron.
E non devo neanche preoccuparmi di sporcare i fornelli perché c'è un cuoco che preparerà deliziosi manicaretti! Wowissimo!
E non devo manco portare il dolce: i miei due amici basteranno e avanzeranno.
Sì perchè forse non sono stato chiaro ma...mangeremo carne umana! Demetrio e Quiron saranno le portate, non i commensali!
Prima che qualcuno chiami la neuro, no, non sto delirando: ho acquistato due biglietti per la "Degustación de Titus Andronicus", l'ultimo spettacolo dei cazzo-da-quanto-tempo-ne-sentivo-parlare-avevo-proprio-voglia-di-andare-a-vederli La Fura dels Baus.
E indovinate chi hanno sorteggiato tra i 20 fortunati che prenderanno parte al banchetto finale di carne umana in cui saranno sacrificati i catalani di cui sopra? Bravi!
Ora, non so voi, ma per me è la prima volta che mi servono certe pietanze e, per quanto mi sforzi, non riesco a trovare indicazioni su Google su cosa dica il galateo in queste circostanze...
Per esempio, se rimando indietro un piatto perchè mi servono una coscia troppo al sangue o pelosa, secondo voi sono un cafone?
E se invece mi riempio troppo presto lo stomaco, posso chiedere un sacchetto da portare a casa e scaldare per domani?
Ma soprattutto, se 'sti spagnoli mi chiedono di scegliere che parte voglio dei due condannati a morte, posso mettermi a urlare, tra centinaia di persone inorridite, "¡QUIERO EL POLLóN!"

mercoledì 1 dicembre 2010

Maledetti criminali

Gli emissari di sacra romana chiesa hanno colpito ancora: calpestando ogni volontà espressa a riguardo da Monicelli durante la sua vita, il parroco del quartiere Monti, don Francesco, che possa presto ricongiungersi al suo stramaledetto dio di merda, ha comunque suonato le campane costringendo anche una salma inerme all'aggressione più vile e presuntuosa che si possa immaginare.

E intanto a Piergiorgio Welby Ruini&Tonini negarono i funerali religiosi, richiesti in quel caso...

Bella merda veste in abito talare.

giovedì 7 ottobre 2010

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Da adolescente ero molto ottocentesco. Romanticamente turbato, mi credevo la reincarnazione di un Leopardi solo una 'nticchia più sfigato.
Crescendo ho imparato a essere meno radicale e il gusto della leggerezza e, se avessi la possibilità di tornare bello com'ero e stupido come sono adesso, il mondo sarebbe ai miei piedi.
Allora non facevo che pensare alla morte, sia materiale che metafisica, e ci davo giù di pipponi esagerati sulla decomposizione, la rottura dei legami, la fine dei sentimenti e la chiusura dei canali comunicativi.
Mi capitava spesso di interrogarmi sul quantum della morte e desideravo conoscere il numero di battiti che avevo a disposizione o quello dei respiri che ero programmato per esalare.
Anche se adesso le cose sono un pò cambiate, con la complicità di una notte insonne certi pensieri tornano ad affacciarsi.
Da quando sfogo la mia irrazionalità con qualcosa di creativo come la scrittura, è però cambiato l'oggetto della mia curiosità: quello che ora vorrei sapere è quanti punti ho a disposizione.
La mia non è una richiesta di saldo alla cassiera della Coop per vedere se riesco ad aggiudicarmi l'insalatiera di porcellana, intendo proprio i punti grafici, i segni di interpunzione in chiusura di frase.
Quando termino un pensiero non so se avrò mai la possibilità di concatenarne un altro, non so se avrò la possibilità di spiegarmi meglio andando a capo o se invece cadrò con la testa riversa sulla tastira a digitare lsyiokjsdfjbsh.
Ne ho messo un altro e non sono morto, quindi provo ad andare avanti... Uggesù pure i punti sospensivi m'azzardo a usare! E se avessi ragione e siamo nati per usare un certo numero di punti e basta, solo quello e niente più? Bisogna essere proprio pazzi per mettersi a usare punti sospensivi anticipando la propria fine, facendone fuori tre invece che uno!
Mi sa che non userò mai più punti sospensivi... Ok, non mi riesce ma posso provare a fare frasi più lunghe, a mettere tutto il significato che posso ora e adesso perchè dopo non so se me ne sarà data più occasione, a essere intenso e preciso come un bisturi mentre procedo ad amputare spazi bianchi e sostituirli con caratteri cicatriziali, a spiegarmi meglio che posso senza giocarmi l'attenzione.
Questo posso fare: usare i punti con sapienza e parsimonia.
Sui punti il punto della questione è che, in definitiva, comincio a cagarmi addosso.
Che non sono e non sarò mai pronto ad accettare l'idea di una fine bastarda che, dopo una vita di punto e a capo, arrivi a mettere il punto e basta.

lunedì 2 agosto 2010

Il blob

E' il 2 agosto e mi faccio troppo schifo.
Quando l'ignoranza mi chiude in una bolla autistica e mi tiene lontano dai fatti e da emozioni condivise me ne sto tranquillo nei fatti miei e non sospetto nulla. Ma presto o tardi arriva il momento in cui la bolla scoppia e non ho più protezioni, mi mostro nudo nella mia ignoranza e indifeso davanti al senso di vergogna.
Sono troppo giovane per non averne saputo subito di più e troppo vecchio per far parte di quelli che sì, ma è una di quelle stragi che capitavano prima che nascessi, una più una meno...
Quel giorno di trent'anni fa ero probabilmente impegnatissimo nella scelta del gusto del ghiacciolo che lo zio di turno voleva offrirmi, mentre 85 persone venivano dilaniate nella stazione di Bologna.
Quando da grande la mia storia d'amore mi faceva fare la spola tra Firenze e Venezia, ho sostato diverse volte in quella sala d'attesa, ho lanciato uno sguardo distratto a quello squarcio nel muro riempito di cristallo e l'ho sempre giudicato un'artistica trovata ben riuscita, liberamente ispirata al feng shui.
Un giorno di quelli che aspettavo il solito treno in ritardo, ho visto una madre e la sua bimba che si avvicinavano alla breccia e deponevano un'unica gerbera violetta. Ho atteso che finisse il loro raccoglimento e mi sono avvicinato a curiosare. E' come se la lastra commemorativa si fosse staccata dalla parete e mi avesse schiacciato liberandomi dal peso della mia immensa ignoranza.
Oggi che so, oggi che cerco di ricordare anche io e di entrare a far parte di questa melassa densa di rabbia che invade Bologna ogni anno, oggi che quei nomi vengono ripetuti e fior di labbra, mi sforzo di farmi un pò meno schifo. Poi leggo della mancanza di un rappresentante del governo alla commemorazione per non prendere fischi e il compito mi riesce molto più facile.
Entrando in ufficio stamattina ho trovato la mia collega assorta in pensieri tutti suoi. Scorgendomi mi fa "E' strano come una cosa del genere riesca a segnarti... Di nessun altro giorno della mia vita, come di quel 2 agosto del 1980, io riesco a ricodare tutto, da cosa ho mangiato a colazione, a dove ero, a quante vibrazioni ha fatto il vetro della finestra, alla sequenza delle notizie che giungevano a goccia a goccia... E' come se quel giorno una parte di noi fosse morta con loro".

giovedì 18 febbraio 2010

L'amore più banale

Nel recente fine settimana giù dai miei, tra chiacchiere, grandi abbuffate e ninnenanne ai nipotini ho avuto anche il tempo di pensare molto alla morte.
Non mi sono annoiato così tanto da accarezzare l'idea di un suicidio rapido e indolore, questo è successo le altre volte magari...
Stavolta no: sono stato bene nel vecchio nido e per qualche giorno smanie e idiosincrasie se ne sono state buone in qualche recesso del mio animo.
Il periodo è quello che è e la mia mamma mi ha coinvolto nella preparazione di un pò di dolci di carnevale calandomi in un'atmosfera rarefatta di zucchero a velo, latte, semola, uva sultanina e domande sciocche.
Nel laboratorio degli affetti familiari, tra le fiale di essenza di fiori d'arancio e la farina sparsa ovunque, abbiamo scoperto un pò di più su di noi e sfogliato vecchie formule magiche di prodigi da forno.
Mi manca la mia mamma.
Due mesi di attesa cominciano a essere troppi per una mia visita: i suoi capelli non aspettano più me per ingrigirsi e ogni volta scopro una nuova ruga nella sua collezione.
Amo la mia mamma, lo scrivevo nei pensierini delle elementari e sono felice che il tempo certe cose non possa modificarle.
Quando sto così bene non riesco a non pensare alla fine, a come sarà il dopo, a come starò senza.
Non ho fatto una top ten delle perdite che mi addolorerebbero di più ma quale fine sarebbe un pò anche la mia? Questo sì, me lo sono domandato. La risposta è di una ovvietà pazzesca, quasi mi vergogno di tanta banalità. Quasi, appunto: se il destino risparmierà a lei quello che comunemente viene indicato come il peggior incubo di un genitore, sopravvivere al figlio, vorrà dire che il mio sarà invece stato atroce.
Altrettanto spesso mi sto chiedendo se sono felice o meglio, se sono consapevole di essere felice.
Da questo fine settimana so che lo sarò davvero finche potrò gridare almeno dentro una cornetta la prima parola che ho imparato e ricevere in cambio un "Sì? Eccomi, tesoro!".

martedì 20 ottobre 2009

Reportage del lunedì # 28 (quell'edizione del martedì talmente speciale da indossare i calzini turchesi!)


Buon martedì e buona stravaganza a tutti!

Chi si è sintonizzato su queste pagine nei giorni scorsi sa che non ero in perfetta forma e questo weekend è stato quindi meno estremo di una gangbang con la Binetti ma non altrettanto inutile. Ecco cosa ha combinato il vostro supereroe in calzamaglia di flanella malva e fresco di pedicure:

Sabato il freddo improvviso e il malumore hanno tramato contro di me ma soprattutto contro il mio moroso. Per tutto il giorno il poverino mi ha visto girare per casa col pigiama a righe e i calzettoni caldo cotone mentre stuccavo crepe nei muri, cucinavo, facevo giardinaggio, smadonnavo, mi guardavo un pornazzo, davo la seconda mano di stucco, facevo il pane, facevo la pennica, terza mano di stucco, arismadonnavo tutto in questo esatto ordine. Ha provato in tutti i modi a farmi vestire e uscire ma io, per più di 24 ore, sono uscito solo sul terrazzo e solo per valutare le probabilità di riuscita del mio tentativo di suicidio...ma soffro di vertigini e quindi anche stavolta niente imitazioni di Icaro. Però ho deciso che, semmai dovessi decidermi a questo passo, mi toglierei la vita semplicemente portandola da un rigattiere.

Domenica ho aperto gli occhi con la netta volontà di cambiare musica. Dopo lo stupro di Marco ancora semiaddormentato accanto a me, doccia veloce, una passata di sale di potassio su ascelle e zone odorose e via verso Firenze per prendere parte alla manifestazione in difesa della Costituzione che avevo anche pubblicizzato con apposito banner in questo blog. Per una di quelle meravigliose fatalità che a volte mi fanno davvero sospettare l'esistenza di un dio o, più semplicemente, di quanto culo si può avere con una probabilità statistica prossima allo zero, all'ombra del David mi imbatto nei sempre più fantastici Pablo e Laura e, dopo un'ora, nella di lei squisita pasta con ricotta e menta.... Ho ancora degli orgasmi multipli a ricordarmela e qualche ideuzza per rielaborare la ricetta a modo mio, tipo aggiungendo carciofini o filetti di melanzana. Ad ogni modo alle 17:00 in punto riesco a portare il culo alla Fortezza da Basso pronto a difendere la Carta da attacchi, soprusi e cattive interpretazioni. Con in corpo la furia di una moderna suffragetta-femminista-lesbica-radical-separatista che vive in tempi troppo disinvolti per non usare anche il corpo nella dura battaglia, ero pronto a mostrare le tette urlando "LA COSTITUZIONE E' MIA E LA DIFENDO IO!!!". Ovviamente prima avrei dovuto procurami delle zinne piene di vin santo e impiantarmi da solo le protesi usando il lato tagliente dei cantucci per le incisioni...ma quello era il minimo, no? Versione breve: nella fortezza c'era un affollatissimo Festival della Creatività (carino a tratti) e della manifestazione non hanno saputo dirmi nulla manco al banco delle Informazioni... Non ho parole! Non mi resta che affogare in una ulteriore orgia del palato la mia delusione. Coi compari di cui prima ci ribecchiamo a cena nella mia trattoria preferita, "Il Brincello", dove, tra uno sformatino di melanzana, una salsiccia alla brace con insalatina di rucola, un assaggio di fiorentina e il tiramisù, se mi aveste chiesto della Costituzione, perdonate la franchezza, ma vi avrei risposto col più soddisfatto dei ruttini!

P.S. Ovviamente faccio i nomi dei locali dove vado non per pubblicità nascosta ma per fornire un pò di informazioni di servizio. A proposito, il bagno è, come sempre, in fondo a destra...

P.S.2 Certo che è più facile calarvi le braghe che provarvi la scarpetta di Cenerentola! Come mai col Trombi del cazzo tutti a farsi foto e ora non vi togliete manco una scarpa o alzate la maglietta?? E andiamo su, c'è tempo fino al 31 ottobre ma damose 'na mossa e partecipate numerosi al Contest "Piedi&Capezzoli" facendovi una foto nella finestrella qui accanto!!!

venerdì 22 maggio 2009

Time goes by...


In questi giorni non faccio che ascoltare il pezzo sanremese di Malika Ayane (lo so, per voi è già roba vecchia ma per me, che ho evitato il festival come si trattasse di vaiolo, questa canzone ha solo una settimana di vita!). Mi piace molto.

E mi piace urlare in casa e nelle orecchie del primo che mi passa a tiro "D'ESTAAAATE MUOOOIO UN Pòòòòòòòòòò!!!!!!!" che di solito continuo con un testo inventato dato che ancora non conosco bene le parole. L'ultima versione riguardava una morte da afa e zanzare o killer similari...

Però, al di là delle follie che mi ronzano nella testa, il retrogusto malinconico che mi lascia addosso mi piace un sacco e mi fa riflettere sulle cose e il tempo.

Ma quante cose può essere il tempo, ragazzi?

Vi siete mai presi del tempo per pensare al tempo?

Proviamo a giocare alle massaie e a buttar giù una lista di cose che l'idea del tempo che passa ci può ispirare.

Comincio io, ma vorrei seriamente che il post continuasse nei commenti con il vostro apporto. Tanto siete rimasti in 3 a seguirmi, non viene 'na roba lunghissima...

Ma gli altri che stanno a fa??? Stanno a scopa'? Beati loro...

Ma noi ci divertiamo lo stesso col nostro giochino bellissimo (da leggersi col tono di un ottenne che cerca di convincere gli amichetti a stare con lui e il suo Commodore64 invece di andare a giocare dall'altro bimbo che ha la playstation...)!!!



- Il tempo può essere vuoto, privo di accadimenti. Il contrario della vita insomma, che non è la morte, ma la noia.... Tant'è vero che si dice una noia mortale e non una morte noiosa. (Ok, ok, son partito sul pesante ma adesso recupero, vedrai!!! Continua a leggere, non cambiare canale!!!)

- Il tempo può essere quella catena di attimi che ti separano dal momento in cui, riprese le forze, regalerai un altro orgasmo a chi ti sta accanto nel letto... (Meglio, no??)

- Può essere l'attesa che lievita l'impasto della torta e la pregustazione della crema che la ricoprirà...

- L'ansia dell'attesa di un risultato o di un avvenimento enigmatico.

- L'ostacolo da superare per concedere il perdono a chi ti ha tradito, il muro che ti separa dal poter godere nuovamente di qualcuno a cui vuoi bene, quel percorso in più che riesce a fare chi se ne va grazie ai ricordi di chi resta e ne ha di più di tempo...

TO BE CONTINUED.... (e dai!!! vi aspetto nei commenti...)

venerdì 15 maggio 2009

3 cose


Ecco, neanche il tempo di godermi il mio nuovo piercing al capezzolo (vedi post precedente), che ho già l'ansia da prestazione e non riesco a farmi venire una buona idea da buttar giù per strapparvi un sorriso.
Ma dove non arriva il genio, arriva il mariuolo...
Ecco allora che dal blog di Damn, con un semplice ctrl+c e un ctrl+v, vi propongo un giochino da far girare tra amici.
Copiate e incollate anche voi che voglio proprio leggerne delle belle!
Buon fine settimana a tutti!

3 COSE
3 COSE CHE ODIO DI ME : sono distratto, ho poca memoria e.....qual'era la domanda???
3 COSE CHE DICONO DI ME : che sono simpatico, che sono perfido, che sono stronzo
3 COSE CHE NON RIESCO A COMPRENDERE : l'diozia, l'ignoranza e l'avarizia
3 COSE CHE MI ANNOIANO : il lavoro, la tv e i pranzi coi parenti
3 COSE CHE MI SPAVENTANO : viaggiare in aereo, le malattie, l'idea della morte di quelli a cui voglio bene

3 COSE ESSENZIALI DI OGNI GIORNO : le risate, il sole e un sano riscontro d'apprezzamento negli occhi di uno sconosciuto per strada ;)
3 HOBBIES PREFERITI : internet, musica e cinema
3 COSE CHE NON POSSONO PIU ATTENDERE : un viaggio, una vacanza e le ferie...
3 CARRIERE CHE HO PRESO IN CONSIDERAZIONE : pornodivo, scrittore, arrizzacazzi
3 COLORI CHE MI PIACCIONO : Arancione, Rosso, Blu
3 POSTI DOVE VORREI ANDARE IN VACANZA : Spagna, Francia, Sud-Italia
3 COSE CHE FAREI OGGI : andare al mare, pennica, scopare
3 FRASI CHE DICO SPESSO : "cazzo!", "sarà....", "'ncul!"

UN LUOGO DOVE...
PENSARE IN SANTA PACE : lungo mare
LEGGERE : in bagno
PIANGERE : ovunque....
DIVERTIRSI : casa mia o di amici
SENTIRSI BENE CON SE STESSI : sotto la doccia della palestra...
PARLARE CON QUALCUNO : sul letto
RICORDARE BELLE COSE DEL PASSATO : ogni posto è buono per della sana nostalgia
ORGANIZZARE UNA BELLA USCITA CON GLI AMICI : pizzeria

UN INDUMENTO IN CUI...
SENTIRSI A PROPRIO AGIO: jeans e maglietta
METTERSI AL CENTRO DELL'ATTENZIONE : giacca fighetta
SENTIRSI A DISAGIO : completo da cerimonia.....
SENTIRSI BELLI : bella camicia
ANDARE IN GIRO OGNI GIORNO : jeans

lunedì 20 aprile 2009

Reportage del lunedì # 7


Sabato mattina, dopo i classici convenevoli sessuali (un paio di pompini minuettati, da persone educate e d'altri tempi, suvvia), il mio moroso ha la brillante idea di risolvere qualche problemino in casa che ci trasciniamo dietro da mesi.

Il primo della lista è chiamare la compagnia del gas per farsi sostituire il contatore che da un pò deve avere qualche perdita visto che riduce l'armadio in cui è chiuso a camera di detonazione se non ricordo di lasciare l'anta aperta.

Il pronto intervento dell'Hera è stato di una velocità pazzesca.

Praticamente Marco stava ancora dicendo "Pronto?...." che già bussano alla porta due tecnici che devono essere i diretti discendenti del rapporto contro natura di Batman e Robin.

Son stati talmente rapidi nell'intervenire che io ancora trotterellavo per casa con i gioielli di famiglia all'aria e solo per un colpo di culo (pure quello in bella vista, ovvio) sono riuscito a fiondarmi in camera e infilarmi un paio di mutande prima di essere visto. Anche se credo che il primo ad aver oltrepassato la porta un paio di chiappette volanti deve averle avvistate...ma vabbè. Non è il primo e confido non sarà l'ultimo! ;)

I due cominciano a testare tutto l'armadio da cui proviene il puzzo e alla fine, come fossero i Santi Licheri e la Dalla Chiesa delle mie tubature, emettono la sentenza: la perdita di gas non proviene dal contatore ma dal tubo a valle dello stesso...

Risultato: ci hanno messo i sigilli e resteremo senza gas finchè non provvediamo alla riparazione!

Per chi se lo stesse chiedendo: sì, sono senza fare la doccia da sabato mattina! E avevo appena finito di scopare...

Lasciatemi dire che non potete immaginarvi quanta voglia avessi di farmi vedovo con le mie mani. Poi mi è passata e abbiamo cominciato a cercare un impiantista per l'emergenza ma non poteva passare prima di lunedì pomeriggio, quindi attendo fiducioso il momento in cui potrò aggiornarvi sul mio prossimo bidè.

Domenica gran mangiata in un agriturismo fuori Bologna per festeggiare il compleanno del ragazzo di un caro amico.

Se avesse piovuto solo un pò di più mi sarei messo a riaccoppiare tutte le specie animali in vista di un nuovo imbarco di divina ispirazione...

A sera quattro chiacchiere in tranquillità ci stavano proprio bene e così è stato: il caro Fede è passato da casa e, nonostante avessi solo un cestino di fragole, sono riuscito a ricavarne tre porzioni da papparci con la panna. Perchè non importa quanta ce ne sia, la fragolina va sempre condivisa! E' sempre stato il mio motto e sempre lo sarà. Lo farò scrivere anche sulla mia tomba mi sa...

Infine una informazione di servizio: dal 19 al 22 settembre c'è una figata di minicrociera gaya alla quale mi piacerebbe invitarvi tutti. Si parte alla volta di Barcellona da Civitavecchia e se vi sbrigate con l'acquisto del biglietto viene solo 199 euro a testa in quadrupla tutto compreso.

Lo so che a Barcellona ci andrò già dal 9 al 14 agosto, ma se non mi basta mai che ci posso fare???

Tutte le info cliccando qui!

Dai che voglio fare Love Boat versione frocia, una sorta di Gaytanic ma con l'ice solo nel mio Lemon Drop!

giovedì 9 aprile 2009

Unhappy




La sonnolenza tipica d'aprile, la lunga indisposizione, questi giorni di catastrofi e l'approssimarsi di un periodo lontano dai miei luoghi, il mio Marco, le mie abitudini, fanno sì che non abbia molta voglia di scrivere in questi giorni.

Non è depressione e non è un "blocco dello scrittore". Solo che a volte la concomitanza degli avvenimenti riesce a fiaccare anche uno che si sente o crede forte come me.

Questo blog è laico per cui non auguro niente di religioso a nessuno ma statemi bene e ci sentiamo in tempi più felici che, sono certo, non tarderanno ad arrivare.


A presto,


Massi

venerdì 27 febbraio 2009

Un faro luminoso


"La proposta afferma che il rifiuto all’idratazione e alla nutrizione artificiale non può essere inserito nelle dichiarazioni anticipate. Questo perché sono considerate forme di sostegno vitale finalizzate ad alleviare le sofferenze. A parte il fatto che non è vero: in molti pazienti terminali affetti da tumore un’idratazione corretta sarebbe fonte di ulteriore sofferenza. Ma perché se siamo lucidi possiamo rifiutare cibo e acqua, mentre se siamo affetti da una malattia che ci toglie la possibilità di esprimerci allora perdiamo pure questo diritto? La legge afferma che la vita è inviolabile e che quindi nelle dichiarazioni non può essere data indicazione all’eutanasia, ma senza definirla. E questo è pericoloso. Molti affermano che rinunciare a un trattamento salvavita è eutanasia, negando l’articolo 32 della costituzione. Ma allora, su cosa potremo pronunciarci? Io non vorrei mai finire la mia esistenza in stato vegetativo. Perché la società dovrebbe obbligarmi a questo? Il nostro ordinamento stabilisce i diritti e doveri che abbiamo nei confronti degli altri. Non entra nell’intimo rapporto che ognuno ha nei confronti di se stesso. Il tentato suicidio non è reato in Italia. La Costituzione vieta la tortura ma l’autoflagellazione o il cilicio non sono reato. Io mi batterei fino in fondo affinché un mio concittadino ammalato che desideri andare avanti con tutti i trattamenti possibili (ventilazione, nutrizione, dialisi e quant’altro) possa riceverli gratuitamente dalla società. Ma mi batterò fino in fondo affinché la stessa società non imponga a nessuno un trattamento che questi non voglia ricevere, in qualsiasi condizione egli si trovi"

Guido Bertolini. Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

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