La compagnia al completo ha già preso posto tra posate lucenti e piatti smaltati, si gode il comodo schienale imbottito e chiacchiericcia in divertiti sussurri.
I tovaglioli stirati sanno di lavanda e coreografano immobili l'attimo perfetto, testimoni orbi e muti dei piedini che sotto il tavolo qualcuno azzarda sull'arto amato.
In punta di lingua si pregustano le prelibatezze scelte a mente, con capriccio e fantasia, dall'accativante lista del menù: esiste un piacere più perfettibile del languore condiviso con gli amici più cari?
Il cameriere più seducente che gli dei benevoli potevano inviarci si appalesa improvviso, sequestrando sguardi e attenzioni e un silenzio ammirato cala improvviso tra i commensali; oramai l'unica cosa che s'ode è il battito sincopato dei cuori eccitati. Sì, se il momento poteva essere migliorato, ecco che è appena accaduto.
Il pifferaio magico orchestra le richieste, annotandole diligente su di un taccuino in cuoio bordato con filigrana d'oro. Ragazzo all'antica, questo principe postmoderno... Ormai è amore, collettivo e strabordante, quello che circonda l'ignaro oggetto dei desideri di un'intera tavolata, ora famelica più che affamata.
E poi succede...succede sempre, ogni maledetta volta.
Arriva quel momento lì, che ti desta dall'onirica perfezione e manda in culo la quiete: l'amato servitore dei nostri desiderata non può fare a meno di metterci tutti l'un contro l'altro con la domanda più temuta e ipocrita, perché ammantata di recitata innocenza: "Liscia o gasata?".
PATATRAC!!!
Io non so se capita solo a me, e sarei davvero felice di essere rassicurato a riguardo, ma se ho una dote è quella di avere affinità elettive con persone che, come lo scrivente, bevono solo E UNICAMENTE acqua liscia e che non tollerano la benchè minima bolla a solletircarne, dispettosa, le lingue.
Eppure, non potendo istituire un pratico sistema di tesseramento tra i miei amici che ne attesti l'allergia all'anidride carbonica (...uhmmm e perché no?...), l'infiltrato è sempre dietro l'angolo.
Ecco allora che l'unanimità di acque naturali viene infranta dalla timida vocina del solo di turno (ma per quale cazzo di legge fisica è sempre uno e SOLO UNO quello che vuole l'acqua gasata???) che azzarda il suo "Nessun altro vuole l'effervescente con me?".
DIO GASATO, NOOO!!! Nessun altro vuole quella cazzo di acqua del demonio che costringerà tutti a pagarti una bottiglia alla quale tu solo accederai, per surgerne un bicchiere appena, per poi lamentarti subito dopo tra mezzi sorrisini che alla fine non ne assaggi che un sorso perché ti fa fare un sacco di ruttini ma digerisci taaanto meglio. E chi se ne strafotte???
Perché per quanto tu possa far voto di verità a quello che attesti, no, e sottolineo NOOO!!!, non è vero che tu l'acqua liscia proprio non PUOI berla!
In un attimo s'apparecchia in tavola la serie scambievole di cortesie finte e infinite: "No...ma non preoccuparti, ne prendiamo una per te...", "Ma no, dai, per me solo non importa...liscia anche per me, grazie!", "Ma cosa diciii??? Che problema vuoi che sia??? Per una bottiglia d'acqua?!? HaHAhahhA! Prendila effervescente!", "No, veramente, mi sentirei in imbarazzo...sai è che io, senza gas, mi sembra di soffocarmi...ma per una volta che problema è?", "Ma la smetti di fare lo stupido bimbo? Non rompere e prenditi l'acqua che più ti piace!", "Oddio vorrei non aver mai aperto bocca, mi sento così osservato a da tutti adesso hihihihi...", "Se è per questo ti stanno guardando in tutto il ristorante da 20 minuti tanto la stai tirando lunga e il cameriere qui non è che ha tempo da perdere...Gliela porti gasata, grazie!", "Vabbè, se adesso devi decidere pure per me...io non so, davvero...che razza di situazione...ora non posso manco decidere che acqua devo bere...", "Tesoro bello mio, non usare questo tono con me quando abbiamo dei coltelli così affilati a portata di mano, sei TU che stai sfracassando le coglie co' 'ste bollicine 'e merda! Beviti 'sta cazzo d'acqua e affogatici con tutte le mille bolle blu!".
Dicono che l'acqua cheta rompa i ponti...ma quella smossa sfrantuma le palle!
Nella foto: l'unico caso in cui l'acqua dovrebbe incontrare le bolle...
...e io dovrei incontrare il tizio a mollo...
ATTENZIONE! Prima di cimentarti nella lettura di questo blog, leggi il prospetto informativo.
Informazioni personali
- Massi
- Bologna, Italy
- Ho 30-equalcosa anni, vivo a Bologna, mia città di adozione, assieme al mio compagno col quale ho messo su famiglia dall'agosto 2007 nonostante la legge non la pensi allo stesso modo. Per me questo blog rappresenta un palco virtuale da cui dar sfogo a pensieri, paure, desideri semi-inconfessabili e seghe mentali! Da qui mi aspetto la possibilità di confrontarmi con altre persone e prospettive...restate sintonizzati!
lunedì 14 novembre 2011
martedì 8 novembre 2011
Perle ai porci n° 2
Ma, in tutta onestà, esiste un profumo più buono dell'agrumata fragranza delle clementine sbucciate che ti impregna le dita per ore?
A parte quello delle palle sudate, ovvio...
P.S. Nella foto: Clementine, protagonista dell'omonimo cartone francese, sta per scoprire quanto è bello l'olezzo dell'eau de collions fatigués.
A parte quello delle palle sudate, ovvio...
P.S. Nella foto: Clementine, protagonista dell'omonimo cartone francese, sta per scoprire quanto è bello l'olezzo dell'eau de collions fatigués.
giovedì 6 ottobre 2011
La gente sono pazzi...
Gente che litiga sul valore di una scomparsa e stila classifiche delle morti più importanti;
gente che si dispera e spegne lo smartphone per un minuto di silenzio;
gente che mette sui cancelli di una fabbrica una candela finta su uno schermo lcd;
gente che per una giornata si trasfigura in mela morsicata;
gente che invade i social network di deliri repellenti;
gente che canta a squarciagola "We are all Steve".
Magari, dico io, magari... Almeno non dovrei sentirvi più.
mercoledì 5 ottobre 2011
giovedì 29 settembre 2011
Ma che vadano a mori' ammazzati loro! No alla norma ammazzablog!
POST A RETI UNIFICATE
Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.
Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.
Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.
Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.
martedì 27 settembre 2011
Silvio, ti prego, non mollare!
LETTERA APERTA (TANTO SAREBBE COMUNQUE INTERCETTATA) A SILVIO
Caro Silvio,
con la confidenza distaccata di chi mai t'ha votato, mi rivolgo a te appellandoti per nome anzichè chiamarti Papi o Culo Flaccido, come fan tutte le tue cortigiane che ti idolatrano (le idrocagne!).
E' un momento difficile, lo so, me lo posso immaginare.
Ma anche no.
In effetti io non so cosa sia vedere all'orizzonte lo scintillio delle manette, sondaggi sfavorevoli, compagnie turpi, spread che s'involano appena racconto una barzelletta atroce o la fiatella pestifera di Ghedini che mi sussurra come intrallazzeremo per tirare a campare.
No, non riesco neanche a immaginarmele tutte queste cose, non ho così tanto guizzo fantastico nè propensioni masochistiche.
Eppure questa volta ti sono vicino. Ti darei anche una pacca sulla spalla, guarda.
C'è stato chi ieri ha preteso, col fare mafioso di chi mai ti nomina ma t'avverte chiaramente, che il tuo tempo è scaduto, che puoi accomodarti e prenderti il benservito.
Angelo, che fino all'altroieri era amico fidato, cieco, sordo e muto come una talpa balbuziente e audiolesa, ha deciso di prendere parola sul ginepraio, sulla tua condotta sconcertante, sullo svilimento delle italiche istituzioni e pure lui (BOOORING!) ti ha chiesto il passo indietro.
Non farlo Silvio, te ne prego seriamente. Non ora, non stavolta, non subito.
Al posto del passo indietro fa' un balzo, una veronica, una piroetta, una capriola, quattro salti in padella, quello che ti viene meglio sui due piedi, ma non mettere la retro (marcia. Anzi, marcissima sarebbe!).
Se Angelo ti vuole licenziare, dopo aver lucrato per anni i soliti privilegi per la sua casta di sepolcri imbiancati fianco a fianco con te, vuol dire che qualcuno, dall'altra parte (terribili queste opposizioni, lo sappiamo tutti, terribili!), deve avergli assicurato la continuazione di certe benemerenze, anche con un cambio di casacca da parte sua.
Non starci a questo gioco, non dargliela vinta.
Hai affossato il Paese con la tua dittatura, ci hai demoliti culturalmente e civilmente ma mi rifiuto di credere che tu sia così perverso da consegnarci tutti a una situazione addirittura peggiore: la sudditanza totale, illimitata e sempiterna, alla mafia pretesca che avrà, scolpita nella Storia, la riconoscenza di un Paese per aver condotto Silvio fuori della porta.
Lì dove avrà fallito il canuto napoletano, lì dove si sono arrese le opposizioni, lì dove la Giustizia avrà alzato bandiera bianca, sarà riuscito l'altare dove tutti saremo immolati.
Non possiamo permetterci un riconoscimento di merito così caro, per il prezzo che comporterà per la nazione in termini economici e non solo.
Non cadere con questo sgambetto, involati come ci hai abituati a vederti fare e raggiungi le vette dei cieli più alti. Non arrenderti prima di un tre settimane circa.
Solo al passare di un periodo siffato, sfracassati pure al suolo come è giusto e gravitazionale che sia.
Se ti dimetterai prima di tre settimane, chiunque ricondurrà la tua disfatta politica all'intervento divino dell'Angelo sterminatore di capi sconci e triviali. E noialtri saremo tutti definitivamente fottuti.
Stavolta resisti, scendo in campo a difenderti se necessario. E' la scelta obbligata tra due mali che mi porta al tuo fianco ma ci sono, puoi contare su di me.
I danni di lungo periodo, nei secoli dei secoli e amen e oltre ancora, sarebbero incalcolabili se ti licenziasse il sommo porporato al posto di uno degli anticorpi democratici.
Resisti, Silvio, resisti!
Ancora tre settimane, te ne prego!
Caro Silvio,
con la confidenza distaccata di chi mai t'ha votato, mi rivolgo a te appellandoti per nome anzichè chiamarti Papi o Culo Flaccido, come fan tutte le tue cortigiane che ti idolatrano (le idrocagne!).
E' un momento difficile, lo so, me lo posso immaginare.
Ma anche no.
In effetti io non so cosa sia vedere all'orizzonte lo scintillio delle manette, sondaggi sfavorevoli, compagnie turpi, spread che s'involano appena racconto una barzelletta atroce o la fiatella pestifera di Ghedini che mi sussurra come intrallazzeremo per tirare a campare.
No, non riesco neanche a immaginarmele tutte queste cose, non ho così tanto guizzo fantastico nè propensioni masochistiche.
Eppure questa volta ti sono vicino. Ti darei anche una pacca sulla spalla, guarda.
C'è stato chi ieri ha preteso, col fare mafioso di chi mai ti nomina ma t'avverte chiaramente, che il tuo tempo è scaduto, che puoi accomodarti e prenderti il benservito.
Angelo, che fino all'altroieri era amico fidato, cieco, sordo e muto come una talpa balbuziente e audiolesa, ha deciso di prendere parola sul ginepraio, sulla tua condotta sconcertante, sullo svilimento delle italiche istituzioni e pure lui (BOOORING!) ti ha chiesto il passo indietro.
Non farlo Silvio, te ne prego seriamente. Non ora, non stavolta, non subito.
Al posto del passo indietro fa' un balzo, una veronica, una piroetta, una capriola, quattro salti in padella, quello che ti viene meglio sui due piedi, ma non mettere la retro (marcia. Anzi, marcissima sarebbe!).
Se Angelo ti vuole licenziare, dopo aver lucrato per anni i soliti privilegi per la sua casta di sepolcri imbiancati fianco a fianco con te, vuol dire che qualcuno, dall'altra parte (terribili queste opposizioni, lo sappiamo tutti, terribili!), deve avergli assicurato la continuazione di certe benemerenze, anche con un cambio di casacca da parte sua.
Non starci a questo gioco, non dargliela vinta.
Hai affossato il Paese con la tua dittatura, ci hai demoliti culturalmente e civilmente ma mi rifiuto di credere che tu sia così perverso da consegnarci tutti a una situazione addirittura peggiore: la sudditanza totale, illimitata e sempiterna, alla mafia pretesca che avrà, scolpita nella Storia, la riconoscenza di un Paese per aver condotto Silvio fuori della porta.
Lì dove avrà fallito il canuto napoletano, lì dove si sono arrese le opposizioni, lì dove la Giustizia avrà alzato bandiera bianca, sarà riuscito l'altare dove tutti saremo immolati.
Non possiamo permetterci un riconoscimento di merito così caro, per il prezzo che comporterà per la nazione in termini economici e non solo.
Non cadere con questo sgambetto, involati come ci hai abituati a vederti fare e raggiungi le vette dei cieli più alti. Non arrenderti prima di un tre settimane circa.
Solo al passare di un periodo siffato, sfracassati pure al suolo come è giusto e gravitazionale che sia.
Se ti dimetterai prima di tre settimane, chiunque ricondurrà la tua disfatta politica all'intervento divino dell'Angelo sterminatore di capi sconci e triviali. E noialtri saremo tutti definitivamente fottuti.
Stavolta resisti, scendo in campo a difenderti se necessario. E' la scelta obbligata tra due mali che mi porta al tuo fianco ma ci sono, puoi contare su di me.
I danni di lungo periodo, nei secoli dei secoli e amen e oltre ancora, sarebbero incalcolabili se ti licenziasse il sommo porporato al posto di uno degli anticorpi democratici.
Resisti, Silvio, resisti!
Ancora tre settimane, te ne prego!
lunedì 12 settembre 2011
C'è grossa crisi...
..."economica mondiale", la chiamano.
Ma pure quella "isterica personale" non è da meno.
Sto passando un periodo di merda, per dirla con un pallido eufemismo, e non ho tempo, ma nemmeno voglia, di dedicarmi al blog.
Vi saluto e vi do appuntamento a tempi migliori che, se pure la scaletta non mi si suicida prima, dovrebbero riaffacciarsi verso i primi di novembre.
Adiós, compañeros!
P.S. Vedo dalla foto di apertura che c'è pure chi è messo peggio del sottoscritto.
Vi porto nel cuore, amici Ticinesi!
Ma pure quella "isterica personale" non è da meno.
Sto passando un periodo di merda, per dirla con un pallido eufemismo, e non ho tempo, ma nemmeno voglia, di dedicarmi al blog.
Vi saluto e vi do appuntamento a tempi migliori che, se pure la scaletta non mi si suicida prima, dovrebbero riaffacciarsi verso i primi di novembre.
Adiós, compañeros!
P.S. Vedo dalla foto di apertura che c'è pure chi è messo peggio del sottoscritto.
Vi porto nel cuore, amici Ticinesi!
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