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Ho 30-equalcosa anni, vivo a Bologna, mia città di adozione, assieme al mio compagno col quale ho messo su famiglia dall'agosto 2007 nonostante la legge non la pensi allo stesso modo. Per me questo blog rappresenta un palco virtuale da cui dar sfogo a pensieri, paure, desideri semi-inconfessabili e seghe mentali! Da qui mi aspetto la possibilità di confrontarmi con altre persone e prospettive...restate sintonizzati!

lunedì 26 luglio 2010

Reportage del lunedì # 68 (De resurrectione edition)

Torno alla vita (quella solita intendo, non nel senso plateale e coreograficamente eccessivo di Gesù!) dopo un weekend a dir poco sfiancante.
Ero incerto, già prima di cominciarlo, sull'opportunità o meno di tenerne traccia in un post perchè, come potrebbe dire Francesco Amadori, conosco i miei polli...
La realtà è però andata ogni oltre immaginazione. Cosa fare a questo punto?
Come sa bene chi mi legge non sporadicamente, la componente "diaristica" di questo mio spazio virtuale è molto forte. Qui parlo sopratutto di me e di quello che mi succede, insomma. Ne voglio tenere un ricordo leggero e scanzonato perchè adoro riprendere la mia vita tra le mani ogni tanto, rivedere vecchie foto e leggere testimonianze di fatti privati da un punto d'osservazione più distaccato che mi permette di relazionare meglio le cose.
Poi questo spazio è pure pubblico, ovvio. Scrivo per me ma anche per avere un riscontro, uno spunto di riflessione da chi ha la pazienza e la voglia di fare osservazioni su quello che racconto.
Perchè la sto facendo tanto lunga al punto da aver già perso l'attenzione di una metà dei lettori e aver fatto accarezzare l'idea del suicidio alla parte rimanente?
Perchè questo post parlerà della mia famiglia e se non metto a tacere questo senso di colpa preventivo non riuscirò a scrivere il resto.
C'è una cosa che ci terrei a sottolineare. Vorrei che vi divertisse leggere di situazioni assurde che ho passato negli ultimi due giorni, che rideste di certe uscite e svarioni del mio parentado così meridionalmente creativo e folkloristico ma che non concludeste che le persone di cui vi vado a raccontare siano delle caricature viventi, dei personaggi grotteschi non troppo civilizzati.
Il mio intento, se mi riuscirà di portarlo a termine, è solo quello di descrivere in maniera leggera uno scontro tra due visioni del mondo molto diverse tra loro, non di utilizzare la mia famiglia, a cui mi sforzo di volere comunque un gran bene, come materiale per solleticare una facile ironia.
Spero di riuscire per il rispetto che comunque devo a persone che non hanno avuto la mia stessa fortuna di studiare, evolversi e andar via da quel difficilissimo sud da cui provengo in cui campi sterminati di tabacco e sporadici omicidi di camorra rappresentano l'unico panorama spaziale e culturale di riferimento.
Scusate la lunghezza e la pesantezza del prologo ma, senza questo, non potrei scrivere il seguito.
Grazie.

Venerdì è il giorno del grande sbarco: mia madre, mio padre, mio fratello con sua moglie e i suoi due bimbi arrivano nel primo pomeriggio a riempire la calma e ogni spazio libero della mia casetta ancora senza coinquilino e, per di più, senza Marco che ha levato le tende per l'arrivo delle truppe di occupazione terronica. Non è che non volesse conoscere la famiglia da cui provengo ma l'idea di essere arso vivo da mio padre e mio fratello e morso alle gambe da quella peste di mia nipote con una accentuata predisposizione al cannibalismo non è che lo attirasse molto.
"Primo pomeriggio" è la prima prova che mi danno della relatività semantica dei termini: sono arrivati alle sei e quaranta e si sono ostinati a chiedermi perchè fossi così sorpreso riguardo al loro arrivo così in ritardo... Ho preso una giornata di ferie al lavoro per niente. Dovendo finire di pulire e bonificare casa dalla presenza di sex toys destinati alla vendita on line e che mi occupano le stanze in attesa di essere portate in un magazzino, ho pensato fosse meglio non andare in ufficio e fare tutto con calma e per bene.
L'ansia comunque non mi lascia tregua, ho paura di sbagliare qualcosa. Nella notte ho anche fatto un incubo tremendo: ero con la mia famiglia in cucina e dal corridoio vedevo arrivare la piccola vandala treenne reggendo tra le mani un dildo di proporzioni ippiche (per i maliziosi e gli interessati all'acquisto: che in realtà non ho, nè per usi personali, nè tra quelli in vendita!) che urla "Papààà...che coz'è quetto???".
Arrivati a destinazione cominciano a disfare i bagagli. Credo abbiano indossato tutti i vestiti per i successivi due giorni uno sotto l'altro perchè dai trolley ho visto uscire solo friselle, pane, salsicce, mozzarelle e tutto il necessaire per l'eventualità di un attacco alieno che ci costringesse a vivere in cantina per un mese. Mancava  di vedere uscire dalla valigia anche una gallina da far ruspare in giro per le stanze e la scena di Totò e Peppino che arrivano a Milano sarebbe stata riprodotta alla perfezione...
Nonostante siano tre giorni consecutivi che vado a fare la spesa per riempire la casa di cibarie sufficienti e nonostante tutto quello che hanno portato loro, mi costringono a condurli alla Coop più vicina per una integrazione necessaria: in casa non ho una anguria e, a parer loro, non si può stare senza...
Al supermercato ho diverse occasioni di desiderare che qualcuno mi faccia rinvenire con dei sali: quando la bimba è scappata ed è andata a nascondersi dietro gli affettati, quando mia madre ha cominciato a urlare di fronte a prezzi degli alimentari nettamente superiori a quelli ai quali è abituata giù, quando la bimba è andata da una repartista e dirle che il gorgonzola che stava sistemando nello scaffale a lei la fa vomitare, quando mio padre ha cominciato ad assaggiare la frutta prima di comprarla come se fosse al mercato rionale (l'ho sgridato e, guanto plastico alla mano e sacchetto d'ordinanza, sono riuscito a portare a casa chili e chili di frutta appena più saporita dell'acqua distillata che uso per il ferro da stiro... A quel punto mi viene da chiedermi: e se il coglione fossi io?) e infine quando la bimba ha pianto come se le stessero strappando le unghie solo perchè non le compravano una merendina delle Winx. Per quindici mintui netti di spesa, non male direi.
Dopo cena erano tutti così stanchi dal lungo viaggio che l'uscitina per il gelato è saltata.

Sabato i bimbi si svegliano in gran forma. Alle nove e mezza il piccolo di nemmeno un anno ha già ombrato di manate una parete a furia di cercare di mettersi in piedi e l'unna ha già fatto cadere una sedia, buttato per terra una lampada, morso la mia coscia destra lasciandomi i segni della sua dentizione avanzata (toh! ha messo due dentini dall'ultima volta! che gioia...) e urlato tra le lacrime che tutto il bendidio che ho messo in tavola per colazione a lei fa schifo. Capisco che per la salvaguardia di casa mia è meglio uscire e farli stancare fuori. Giriamo a piedi mezza Bologna e in bus l'altra metà. Mia mamma sembra una folle che non smette di fotografare cose insignificanti: una vetrina di un negozio, una colonna di un portico, un albero...accompagnando ogni click con urletti di gioia per tante novità bellissime ai suoi occhi vergini. Quando ha scoperto che l'aereoporto è così vicino a casa mia che gli aerei la sorvolano a bassa quota, voleva fare un book fotografico a tutte le rotte dalle 19 alle 20:30 perchè, non avendo mai volato in vita sua, non aveva mai visto un aereo così da vicino.
Ai giardini Margherita, mentre mostravo alla bimba il laghetto con le tartarughe e i pesci giganti, si materializza fra noi l'eterea Magda, una 85enne bolognese doc, di quelle che devono soffrire molto la solitudine e che attaccano bottone con chiunque. Si avvicina silenziosa da dietro e prende a rivolgersi alla bimba. Quello che segue è senza omissioni e senza aggiunte il dialogo che si è svolto tra due logorree intragenerazionali:

Magda: "Sai che quando ero bimba come te la mia bisnonna mi portava qui a fare i giri in barca sul laghetto? Era molto pulito allora, sai?"
Bimba: "Adesso semba pieno di cacca! Ma le tattalughe sono tue?"
M: "No, sono di tutti...le vengono ad abbandonare quelli che le comprano nei negozi quando diventano troppo grandi da tenerle in casa."
B: "E qua si fanno vecchiette come te? Ma tu te le mangi?"
M: "No, non le mangio, mi piace guardarle come fai tu..."
B: "E che mangi oggi?"
M: "Pasta col pesto, e tu che mangi?"
B: "Oggi niente pecchè mamma dice che ho fatto la bimba cattiva e non mangio...mi dà sempe un sacco di schiaffi fortiiiiissimi (non è vero, è l'Anna Magnani che è in lei a esagerare tutto)"
M: "Ma a me sembri bravissima invece. Vuoi che dico a mamma che ti lasci mangiare?"
B: "No, dammi la tua pappa e tu ti mangi una tattaluga"...risate di tutti, un pò meno della Magda che si sta pentendo di aver scelto un interlocutore solo all'apparenza così innocuo..."Ma come fai a mangialla che è dura e non c'hai i denti?"
M: "Mangio qualche altra cosa allora, è meglio"
B: "Quando te ne vai? E' taddi e devi cucinare, poi devi pulire i piatti, dormire, fare una passeggiatina, fare la cacca, andare dentro il letto e cantare (evidentemente aveva proiettato la sua vita in quella della dolce vecchina)"
M: "Ora vado, è stato un piacere conoscerti"
B: "A me mi sei piaciuta assai quando sei caduta dalla bacca che eri piccolina come me (???)... ma doppo sei motta e ti hanno pappato le tattalughe?".
Magda ha fatto finta di non sentire, ha salutato con un cenno il resto della compagnia e se l'è data a gambe levate...

Domenica, altra passeggiata nel quartiere, visita alle giostrine giusto per riempire uno dei parchi più tranquilli e silenziosi della città delle grida con cui si parla normalmente a distanza di mezzo metro dall'ascoltatore e permettere alla piccola di spingere giù dallo scivolo due bimbi e chiedere a un'araba in burka perchè era vestita da carnevale.
Sul bus eravamo parte di quella minoranza di italiani, circa il 10%, che lo occupavano fitto fitto. I miei non facevano che guardarsi attorno con sospetto, controllando portafogli e borsette con un fare fastidioso e offensivo anche per me. Mio fratello col passeggino non sapeva dove sistemarsi perchè mettere al sicuro il bimbo significava avere poco appiglio per reggersi e viceversa.
Alla quinta occhiata circospetta che mia madre lancia a una indiana che ha la sola colpa di essere troppo vicina alla piccola, sto per dirle qualcosa quando il prodigio avviene, spariglia tutta la situazione e dà ai mei il giusto schiaffo morale che si meritano: un pakistano di mezza età, seduto accanto al figlio di una decina d'anni, chiede a quest'ultimo di tenere occupato il posto con una mano mentre lui attraversa mezzo bus per andare a chiamare mio fratello e offrirglieli entrambi, il suo e quello del figlio. Mio fratello prova a rifiutare ma la gentilezza dell'offerta è così risoluta che alla fine deve cedere. Sono arrossiti tutti e, scesi alla nostra fermata, non ho infierito. La vita è stata talmente maestra che non posso aggiungere nulla alla lezione di civiltà che hanno appena ricevuto tutti.
Discorso diverso per la dirimpettaia che sta in casa totalmente nuda da maggio a settembre.
Li avevo avvertiti della sua esistenza e mi avevano rassicurato che non si sarebbero messi al balcone a fissarla. Poi se la sono trovata davanti e sono impazziti perchè non avevano capito che fosse senza neanche le mutande. Lì lo scontro di mentalità ha portato quasi a una lite fra me e loro. Cercavo di spiegare la differenza tra nudista ed esibizionista ma da solo contro 4 ho dovuto alzare bandiera bianca.
Se ne sono tornati giù dopo pranzo convinti che "se lei ha il diritto di starsene in casa nuda, allora noi abbiamo il diritto di metterci sul balcone a fissarla...pecchè l'uocchie sò uocchie e chella è na granda zoccola!"

26 commenti:

Barone ha detto...

...sto sorridendo... non per scherno, ma perchè da mezzo siculo rivedo in quello che scrivi ciò che succede quanto i miei zii ed i miei cugini di Palermo vengono a trovarci "al Nord". Solo al posto del pane, delle friselle e delle mozzarelle arrivano con non meno di otto vassoi giganti stracolmi di dolci siciliani del peso specifico di due chili l'uno (i dolci, non i vassoi).
Ed ogni volta, immancabilmente, arriva il momento più fastidioso per mio padre (che, vivendo a Milano da quando aveva diciotto anni, ha mantenuto solo la carnagione della sua terra): quello in cui qualcuno gli dice "non sembri più nemmeno siciliano, ormai sei troppo simile ai milanesi". Con conseguente ferita nell'orgoglio sudista di mio papà.
Sono così, Massi, colorati e chiassosi come una giostra al luna park, ma solari, allegri, spontanei, generosi ed affettuosi come pochi altri al mondo, ed anche se a volte vorresti strozzarli, alla fine non puoi fare a meno di volergli quello stesso gran bene che loro vogliono a te.
Intanto sto continuando a sorridere...

Massi ha detto...

oh che bello, il tuo commento mi fa sentire compreso da una persona che vive una situazione affine alla mia. grazie baroncino e...prossima volta, se t'vanzasse un mezzo cannolo, sappi che c'è chi ne apprezza di tutti i tipi! :D

pepito ha detto...

aspetto con ansia di vederti per sentire la "vera" storia...
un bacio!

Oscar ha detto...

il post è molto carino. il dialogo tra la vecchina e la nipote è fantastico poi.
la premessa è molto dolce da parte tua e il sogno della tua nipotina con il pisellone in mano è molto vivido.
ma io credo sia stata una grande ansia per te dover nascondere una parte tanto importante ai tuoi, metterla in un cassetto chiuso a casa, salutare il tuo compagno e dare a loro l'idea, che potranno conservare per un altro decennio fino alla prossima visita, che il loro bel figlio è rinsavito.
conoscendoti un pochino, solo un pochino piccolo, io credo che ti sia costato parecchio. più dell'umiliazione da supermercato.

se ti può consolare mia madre, che è sorda come una campana stonata, urla come un'aquila tedesca per dirmi le cose, anche nella ovattata atmosfera della sala d'aspetto di un dottore. per cui l'intero pubblico si gira verso di noi e attende di conoscere la mia risposta.

Massi ha detto...

è questa la vera, come ti permetti???

Massi ha detto...

oscar: quello è un tasto un tantino più delicato che ho taciuto per tenerlo come nota più intima della rutilante sinfonia di eventi di questo fine settimana.
e comunque sì, mi pare che mi conosci più di "un pochino piccolo"... ;)

FrAnCeScO ha detto...

Massi sinceramente non mi aspettato un prologo così lungo in cui cerchi di giustificare comportamenti che, forse, imbarazzano più te che chi legge..(sbaglio? ^_^)
Per quanto riguarda le abitudini della gente del sud, ti posso dare ragione.. lo vedo quando i miei mandano i "pacchi", pieni di tutto e di più, alle mie sorelle e a mio fratelli residenti a Rimini. Quando l'estate scorsa mi trovavo pure io con Giovy a Rimini per lavoro, mia mandre salendo, ha portato con se' due valigie piene di cibo (come se lì non ci fossero pesche o quant'altro), e un pacco è arrivato nel pom tramite le poste.. insomma cuore di mamma.. eheh..
io però sarò un palermitano atipico, quando vado da qualche parte, assai assai porto solo una cassata, benché chiunque mi dice "porta questo e quest'altro" e chi sono il fattorino? Vogliono qualcosa? venissero a prendessela... ^_^ Ciao Massi

Enrico* ha detto...

MI ha fatto ricordare quando stavo a Salerno, in casa con un calabrese... Quando arrivavano i suoi, non c'era scampo per nessuno!! Oltre alle provviste, abbastanza per andare avanti mesi e mesi, portavano pure scaffalature atte a contenerle e mobilio vario per il povero figlio fuori sede... La sua camera era diventata una suite a forza di aggiungere divanetti!!
E per pranzo, se non mangiavi quel mezzo chilo di pasta con la salsiccia, la signora si offendeva a morte!!
Già quando ha saputo che non mangio pesce, ho pensato volesse giustiziarmi... :-)

P.S. Parola di verifica: "unchess"... Ce l'ha con me? :'(

Oscar ha detto...

e allora ti chiedo scusa Massi!

Francesco, non credo che il prologo fosse per prevenire il nostro o il suo imbarazzo, ma perchè quando uno scrive un post su qualcuno di importante stai fornendo un'immagine di quella persona che è sì vera, ma anche parziale. e a volte ti dispiace di renderla troppo pittoresca.
ma penso che per i genitori ciascuno di noi si è vergognato in certi momenti, e in altri si è sentito orgoglioso.

FrAnCeScO ha detto...

Oscar su questo ti dò ragione, in quanto figli tutti a volte ci sentiamo imbarazzati per i genitori e da questo partiva l'inizio del mio post. Intendevo dire che non c'è bisogno di imbarazzarsi dato che tutti siamo tutti figli e tutti almeno una volta ci siamo imbarazzati di e per loro .. tutto qua, nulla più ... forse mi sarò espresso male.. se è così chiedo scusa ^-^

Massi ha detto...

Francesco: ah pure io quando vado a trovare qualcuno spesso mi ricordo a viaggio già iniziato di non aver comprato nulla per il mio ospite. e qualche volta mi ha salvato una sosta strategica in autogrill. che tristezza!!!
riguardo il prologo, mi ha tolto le parole di bocca il buon oscaretto e, tutte insalivate come erano, te le ha già scritte lui! :)

Enrico: eh sì, più a sud si va e più certe caratteristiche sono spinte mi sa.. :)

Oscar: tesò mica hai rivelato uno scoop da novella2010! non ne ho fatto parola solo perchè non sono pronto neanche ad affrontarlo tra me e me quel discorso e per questo ho sorvolato nel post ma non è un file top secret. :D

pepito ha detto...

intendevo quello a cui si riferiva oscar, e che non abbiamo approfondito l'ultima volta che ci siamo visti. :P

Massi ha detto...

lo ha già detto oscar, come ti permetti???

Pier ha detto...

ah ma allora ancora vivo sei? e io che ho passato tutto il we a pensarti ... :P

Massi ha detto...

ma che tesoro! :)

Teo ha detto...

I tuoi hanno ragione, chella e na zoccola ! :-))

Massi ha detto...

aaaaaah! teo nun te ce mettere pure tu! ;)

Teo ha detto...

Se e' zoccola e' zoccola e' nella sua natura comunque parlando di cose serie... e l'Israeliano ?

Massi ha detto...

ti sei perso un pezzo allora...era una trans!

Vianne ha detto...

Abbraccioti et comprendoti..... non sai quanto!!!

Francesco Eftapelagos ha detto...

Non riesco a dormire e il tuo reportage ha qualcosa di familiare (mi dispiace ma non riesco a trovare altri termini)... la tua famiglia assomiglia alla mia... anche se con mio padre non parlo molto spesso, mia mamma non riesce a venire in treno fin qui, e mia sorella è un'imatura, io da quando sono andato via di casa non ho mai ricevuto una loro visita... "tanto scendo io"... :-/
Mentre la sorella di mio padre (che da quando è vedova fa concorrenza a Jessica Fletcher... no, non porta sfiga, macina chilometri con ogni mezzo di trasporto conosciuto, rollerblades compresi) è venuta a farmi visita un paio di volte (una volta l'anno) e ha fatto figure degne di un film comico, dal "ma almeno futti?" detto a voce adeguatamente alta al Mac Donalds in stazione, alla richiesta di sconto alla cassiera del supermercato perchè "le melanzane con tutto il viaggio che hanno fatto non sono più tanto fresche!"
Anche lei è arrivata con due maglie addosso e la valigia piena di cibarie... e a differenza dei tuoi... aveva il colbacco per il freddo! (Pensavi dicessi che si era poertata anche la gallina??)
Povera Magda... la bimbetta l'ha messa proprio KO!
Bella la lezione sull'autobus, peccato che gli esempi negativi fanno sempre più rumore di quelli positivi! :-(
E comunque in parte sono d'accordo con i tuoi... chella femmena è proprio zoccola! (Ma non è che tenta di rimorchiarti?) ;-p
Ora torno alle prese con Photoshop... se passi dal mio blog, prova ad aiutare la Patty... mi si sta impantando con gli indizi...grazie ;-)

Massi ha detto...

Vianne: snif...snif...commuovomi così! :)

Francesco: ah bene, fa piacere sapere di avere così tanti compagni su questa barca...

Portinaio ha detto...

Vorrei parlare con Magda e la bambina!
e mangiare tartarughe, fare tante passeggiate e diventare il tuo nuovo coinquilino!

Massi ha detto...

..e fare la cacca, andare a letto e cantare! esattamente in questo ordine sennò niente! :)

liquido ha detto...

quindi io che giro spesso per casa nudo con le finestre aperte e non sono nudista, sono 'na zoccola?? :)

Massi ha detto...

ehmmm....sì! :D

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