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Ho 30-equalcosa anni, vivo a Bologna, mia città di adozione, assieme al mio compagno col quale ho messo su famiglia dall'agosto 2007 nonostante la legge non la pensi allo stesso modo. Per me questo blog rappresenta un palco virtuale da cui dar sfogo a pensieri, paure, desideri semi-inconfessabili e seghe mentali! Da qui mi aspetto la possibilità di confrontarmi con altre persone e prospettive...restate sintonizzati!

mercoledì 18 marzo 2009

Parole, parole, parole...


Eccoli lì, tutti che corrono pronti a leggere un post su Mina! Riformulando un azzeccatissimo proverbio si potrebbe dire che in fatto di finocchie ne "tira più un disco di Mina che un carro di buoi"!

Ma devo confessarvi una cosa: vi ho ingannato con la foto ok, ma il titolo è valido lo stesso.

Quello di cui vorrei scrivere oggi sono le parole. Non del loro valore semantico o simbolico e neanche di regole di sintassi (per carità!). Sono un abile linguista, è vero, ma.....non nel senso della comunicazione verbale! ;)

Venendo al punto, tutti usiamo le parole in continuazione: le scriviamo, le pronunciamo, pensiamo, pesiamo e qualche volte le inghiottiamo quando sappiamo che produrrebbero un danno maggiore a pronunciarle di quel bruciore alla gola che sentiamo mandando giù un boccone così acido.

Ciò che mi interessa sapere da voi è se il potere evocativo delle parole, di alcune parole, è così forte solo per me oppure è un fenomeno diffuso.

Mi capita continuamente, mentre parlo, di utilizzare un certo termine e il ricordo legato a quella parola mi fa perdere il filo, faccio l'espressione di un barbagianni sgranando gli occhi e....sono fottuto! Il discorso va a puttane e mi perdo nel mio personalissimo flashback. Inutile dire che chi mi sta di fronte prima cerca di capire cosa sto focalizzando nel vuoto, poi crede che abbia un attacco di narcolessia, infine chiama un esorcista... Resto assente non più di 5-6 secondi eppure in quel momento mi sembra quasi di avere una di quelle esperienze di viaggio fuori dal corpo. E vado via, proiettato per qualche istante in un altro tempo e un altro luogo, nell'attimo esatto in cui quella parola (proprio lei, quella che ha scatenato tutto) io l'ho sentita per la prima volta e.....imparata.

Questo è il senso che vi volevo comunicare e la domanda che vi faccio: anche a voi capita di pronunciare parole che vi rimandano violentemente alla prima volta che quel suono ha fatto il giro turistico del vostro condotto uditivo?

A me spesso. Talmente spesso che ho anche una mia personale classifica delle parole più rievocative.

Dico libellula e sono immediatamente in prima elementare accanto alla mia maestra che profuma di cannella e che mi attacca una coccarda sul petto per aver vinto la gara su chi assegnava più soggetti al relativo regno (animale, minerale o vegetale). Io libellula fino a quel giorno non l'avevo mai sentito e non sapevo cosa fosse. Tiro a indovinare e vinco... Da allora la mia passione per le competizioni anche quando sono impreparato. E per i fiocchi colorati, ovvio!

Dico riverbero e sono a Ischia, Pasqua 2004, sulla spiaggia a godermi il tramonto col mio ragazzo. Il sole si avvicina lentissimo alla superficie appena increspata del mare e produce una miriade di fuochi luccicanti. "Guarda, sembrano un milione di stelle sopra il mare!" gli faccio con gli occhi a cuore come nei cartoni animati! E lui, che è sempre stato ingegnere inside, "Si chiama riverbero...". Il sole è crollato a picco suicidandosi a mare e io avrei voluto seguirlo...

Dico ghigliottina e in un colpo ho 9 anni che scambio figurine di Lady Oscar con gli amici (sì, per fortuna in classe l'avevano tutti l'album, non solo le femmine! gli album machisti sono venuti dopo...). Una bimba con un vocabolario personale più fornito del mio non faceva che dire "alla ghigliottina! alla ghigliottina!" mostrando una immagine a tutti noi, fiera di averla solo lei nel suo album. Io ero lontano, non vedevo quello che ghigliottina rappresentasse per lei. Immaginavo fosse una stanza della casa...come dire "al bagno!" o al massimo "al fienile!"... Insomma ho dovuto spintonare una decina di mocciosi come me per avvicinarmi abbastanza da sapere che anche io, come Maria Antonietta, per quella figurina avrei perso la testa.

18 commenti:

Mark ha detto...

A me invece a volte le parole fanno venire in mente Nomi propri di persone precise: per esempio "riverbero" mi fa venire in mente Danila, la nostra amichetta. A volte, invece, i nomi propri mi fanno venire in mente oggetti precisi: per esempio "Rocco Siffredi" mi fa venire in mente un "$(")% spaventoso".
Ops... si può dire?

Enrico* ha detto...

Si chiama disturbo schizoide di personalità... :-)

A parte gli sherzi, a me capita, ma non così spesso. Anzi, piuttosto raramente...

Forse perché non ho ricordi a cui associare parole, perché sono un androide generato in un freddo laboratorio dell'Area 51?

O_o

Trufete ha detto...

Che bel post Massi... l'ho letto tutto con un mezzo sorriso...

A me è capitato davvero poche volte che una parola concreta mi evocasse dei ricordi o che mi lasci in sospeso. Invece mi capitano spesso delle situazioni simili con certi odori e con alcuni suoni. Coi suoni è ancora più forte, perchè degli odori spesso non ricordo la situazione in cui li ho odorati per la prima volta, ma ne riconosco nitidamente la familiarietà. Coi Suoni invece è normale che tutti abbiamo una canzone a cui siamo più o meno legati o che ci ricordi una situazione passata che riteniamo più o meno importante, a me invece capita con certe battute di alcune partiture che mi trasportano al momento in cui le ho suonate o eseguite per la prima volta.

La storia del riverbero mi ha emozionato particolarmente, ai, sono un romantico io...

Massi ha detto...

X Mark: chissà cosa ti fa venire in mente "stasera abbiamo una cena, non fare tardi!"....

X Enrico: se mi dai ancora dello schizoide ti mando giusy ferreri a casa e sai di cosa non è capace quella! ;)

X trufete: grazie, sei sempre carinissimo. spero di beccarti nel tuo viaggio in italia, davvero..

Trufete ha detto...

Contaci! Appena so la data del global meeting fiorentino mi organizzo e faccio un saltino a Bologna, sarà divertente!

damnation4sale ha detto...

Premesso che mi sarei allontanato immediatamente se il post fosse stato su Mina (ha una gran voce ma di lei non me ne frega una cippa), hai scritto un post bellissimo!

A dire il vero a me non capita con le parole. Capita con suoni o sapori o profumi. Le parole non ricordo quando le ho imparate, però perdo di continuo il filo del discorso soprattutto quando mi impegno molto (la verità è che voglio sempre dire la mia anche quando non c'è una "mia")...

PS "alla ghigliottina!" fa troppo ridere!!

PPS capisco il tuo ragazzo...ehm...io avrei detto (per deviazioni analoghe):"che bello il riverbero del Sole sul mare"...

Massi ha detto...

Grazie damn x i complimenti. E grazie dal mio ragazzo per la solidarietà! :)

Andrew ha detto...

Ultimamente no credo che i dischi di Mina tirino tanto eh! :D

Tira più (ed il più delle volte gli schiaffi dalle mani) quello che scrive su La Stampa!

Comunque non so se su blogger è possibile taggare i post però c'è un modo più facile e greve di attirare noi ghéis!

Grazie della visita!

falcon82 ha detto...

prova a scorrazzare un po' qui http://www.dizionarioaffettivo.it/
:)

Massi ha detto...

X Andrew: Insegnami i tuoi trucchi!!! sono nuovo del mestiere... ;)

Anonimo ha detto...

Anke io mi ricordo della Pasqua 2004 a Ischia...come di Barcellona 2007/2008...
Saluti al cognato, sora

varesex ha detto...

Ciao, approdato al tuo blog attraverso il blog di un amico, intanto mi vorrei complimentare per i contenuti dei post che leggerli è come leccare un gelato al limone in piena estate in sicilia e se posso, vorrei dire anch io la mia: Se la tua esperienza è fastidiosa è meglio che consulti uno psichiatra, può aiutarti :)) purtroppo a me non è mai capitato. Saluti

Massi ha detto...

ciao varesex, la mia esperienza non è affatto fastidiosa, al limite singolare....ma credo che tutto in me lo sia! torna a trovarmi quando vuoi.. ;)

paciu ha detto...

ma che bello!
oddio, a onor del vero, io mi perdo già così spesso, mentre parlo che, se dovessi pure lasciarmi rapire dalle singole parole, non mi troverebbero più... disperso nella Barbagia degli anni 70/80!
;-)

ah! il thè, io lo prendo col limone, grazie!

Massi ha detto...

paciu, quanto zucchero? :)

Tito ha detto...

A me capita lo stesso, ma non con le parole, bensì con gli odori. Certi profumi naturali o artificiali mi trascinano indietro nel tempo e i ricordi e le emozioni sono così vividi... Per non parlare di questo periodo, in cui la natura - in primavera - si sbizzarrisce...

Massi ha detto...

ah, un pò ti invidio...l'olfatto è il mio senso meno sviluppato. difficile ricavare ricordi da una annusata per me! :(

varesex ha detto...

Buona domenica

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